Auto elettriche: le ho provate tutte e vi racconto una storia | Video

10 Febbraio 2019 685

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Le auto elettriche nel 2019 diventeranno sempre più protagoniste e per chi avesse intenzione di acquistarne una, magari proprio uno dei modelli elettrici che sfruttano l'Ecobonus in vigore da marzo 2019, eccovi il resoconto della mia esperienza durante le prove di quasi tutte la auto elettriche disponibili in Italia.

L'approccio è stato diverso dal solito: l'obiettivo era capire davvero cosa significasse guidare elettrico, staccandosi dalla recensione in cui i colleghi neanche provano la ricarica alla colonnina e costringendosi ad utilizzare l'elettrica come unico mezzo di trasporto disponibile.

Va inteso, però, che questo scenario è stato quello più estremo: oggi non tutti hanno esigenza di viaggiare per centinaia di chilometri, oggi non tutti hanno intenzione di prendere l'elettrica come prima auto: molti non si troveranno mai ad affrontare i problemi e gli inconvenienti a cui sono andato incontro e, nel frattempo, l'infrastruttura è lentamente migliorata e le tecnologie hanno fatto passi in avanti.

In più la zona in cui abitate farà la differenza: le temperature faranno la differenza, la disponibilità di punti di ricarica sarà diversa... insomma, prendete tutto come una storia - la mia - e abbiate l'intelligenza di non generalizzare.

C'ERA UNA VOLT

Questa storia la voglio iniziare con il classico "c'era una volta", solo che la Volt-a che c'era appartiene al passato recente piuttosto che a quello remoto. C'era una volta Bob Lutz di General Motors, quella GM che sta dietro a modelli come Hummer e come Escalade che ho recentemente provato.

GM ha ridato vita all'auto elettrica nell'era moderna con EV1 e poi l'ha uccisa richiamando tutte le unità in circolazione e - semplicemente e letteralmente - distruggendole. Il progetto era nato in risposta allo ZEV mandate: era la fine degli anni novanta e la California voleva che il 2% delle vetture prodotte fossero elettriche entro il 1998.

EV1 non ebbe vita facile: le batterie piombo-acido di Delphi della prima generazione furono sostituite dalle nichel metal idruro nel 1999, passando da un centinaio di chilometri massimi fino ai 240 chilometri teorici, con il limite di velocità fissato a 130 all'ora nonostante il prototipo modificato fosse in grado di viaggiare a 295 km/h (record di velocità nel 1994).

La prima generazione di EV1 era un disastro nell'autonomia, la seconda aveva problemi di surriscaldamento delle Ni-MH costringendo a ricaricare più lentamente o usare il climatizzatore a svantaggio dell'efficienza. Il noleggio delle Ev1 venne chiuso e il progetto cancellato.

NUOVI INIZI

Qualche anno dopo, sotto la guida di Bob Lutz, nasce la Chevrolet Volt, il nuovo ennesimamente primo approccio all'elettrificazione da parte di GM sotto forma di extended range con trazione elettrica.

Ispirata da Tesla che dal nulla tirava fuori la sua Roadster, dopo una scommessa da parte di quell'Elon Musk che negli anni ha letteralmente esaurito i soldi della vendita di Paypal, GM rispondeva con la Volt. Tesla intanto si confrontava con i problemi della produzione in serie e sbatteva la testa con le difficoltà del mondo auto: serve tanta esperienza e la fase di produzione e controllo qualità rappresentava un punto debole.

Mentre negli USA infuriava la guerra ideologica tra il gigante di Detroit e la tecnologica Silicon Valley, il Giappone affilava le armi senza chiamare in causa nomi che stanno sui libri di elettrotecnica come Volt o Tesla, piuttosto prendendo una foglia e trasformandola in un business. Sotto la guida di Ghosn è nata la Leaf con l'intento di rendere l'elettrica di "massa": l'EV arriva negli USA, terreno di caccia dei giapponesi da tempo: Toyota e Nissan battagliavano sulle auto tradizionali al punto che ancora oggi Corolla è la più venduta al mondo. In questo contesto tre uomini con background e idee diverse hanno mostrato unità d'intenti e rilanciato l'elettrificazione.

Facciamo però un salto avanti tralasciando altri uomini. Tralasciamo la storia di Fisker che si incrociava con gli albori di HDmotori, quando scrivevamo delle Karma che andavano a fuoco e quando molti speravano che la stessa sorte capitasse a quella cromata di Justin Bieber. Tralasciamo la storia del dieselgate e come questa abbia portato Volkswagen a preparare un'offensiva elettrica che vedrà gli inizi a fine 2019.

UN ANNO ELETTRICO

Arriviamo quindi all'anno scorso tirando le somme del progetto #hdelettrico che mi ha portato a spendere un anno faccia a faccia, chiappe su sedile e mano sui cavi, con quasi tutte le auto elettriche disponibili in Italia nel 2018.

C'è un'ansia che negli ultimi anni ha surclassato le paure collettive, persino la famigerata ansia da prestazione. Si chiama range anxiety, l'ansia da autonomia che avete per il cellulare e che ipotizzate anche per l'auto elettrica. Voglio partire proprio da qui, per raccontarvi i problemi che ho avuto durante l'anno elettrico.

TUTTO ROSE E FIORI?

Ioniq, e-Up e e-Golf, Smart EQ, Leaf, I-Pace, e-Mehari e le due Tesla Model S e Model X. Obbligarmi ad usarle ogni giorno non è stato facile, perché ne andava del mio lavoro. Immaginatevi un appuntamento a 150 chilometri di distanza, fare tardi significava perdere la possibilità di portare a casa la pagnotta. Per me quegli appuntamenti erano le presentazioni a Verona o in Franciacorta; di Hyundai e di BMW rispettivamente a Bolzano e poi a Rimini, tutto partendo dalla ridente Brianza e tutto in tre giorni di fila

Ogni elettrica ha fatto scuola a sè e potete leggere le considerazioni nei pezzi già online o guardarvi i video; comune a tutte, ieri come oggi, la necessità di cambiare l'approccio, di programmare e di calcolare i tempi. Andare in Franciacorta con una Up è stata una sfida ancora più ardua quando la mattina mi sono risvegliato in hotel per scoprire che l'auto non si era ricaricata, non per colpa di Volkswagen ovviamente.



E' stata una sfida arrivare in pista all'evento Michelin e Porsche con quel residuo di autonomia ma una presa industriale mi ha permesso di fare scorta a sufficienza consentendomi di tornare a casa. Poi c'è stata la volta in cui la pioggia aveva divelto una canalina di scarico nel mio box rovesciando un fiume di "acqua" sulla presa con la smart in carica.

Auto e caricatore: incolumi, ma al mattino - in ritardo - ho dovuto spremere la batteria per arrivare in tempo al parcheggio dell'aeroporto. Come se non bastasse, la sera al mio ritorno da Roma, scopro che l'addetto aveva fallito nel ricaricarmi l'auto. Ancora una volta un errore umano ma sono comunque tornato a casa senza troppa ansia adattando la mia guida alla batteria e con in tasca un misero buono da 20€ per l'inconveniente.

Con Ioniq ci ho fatto un weekend ricaricando l'auto da una vecchia baita con un impianto elettrico non certo al top, eppure tutto è filato liscio. Con I-Pace ho affrontato una delle imprese più macchinose, da Milano a Bolzano con due ricariche lente, una ripartenza con tempi serrati per arrivare a Rimini e le tappe nelle poche colonnine Enel X disponibili.

Leaf mi ha portato in vacanza e il caldo estivo ha richiesto il suo pegno: ho scoperto l'importanza di un sistema di climatizzazione della batteria. Freddo e caldo influiscono sui tempi di ricarica in sua assenza, così come il freddo influisce sull'autonomia generale abbassandola.

I VANTAGGI DELL'AUTO ELETTRICA...

C'è però un altro lato della medaglia: quando non dovevo spostarmi in giro per il nord e centro Italia, nel quotidiano l'elettrica cambiava faccia e diventava più amichevole. Quante volte avete sentito la storia dei 30 chilometri medi percorsi da un automobilista ogni giorno? Si tratta di una storia vera: certo, la statistica è quella scienza che ti dice che per ogni 9 pensionati patentati che non usano l'auto c'è un commerciale che percorre 300 chilometri e, alla fine del giorno, tutti hanno fatto 30 chilometri a testa.

Il mio quotidiano mi porta a fare massimo dai 40 ai 70 km al giorno e avere un box e una banalissima rete a 3 kW (indipendente, non condivisa con la casa) è bastato per non farmi mai avere ansia da autonomia. Per le mie esigenze anche ricaricare solo la notte e anche su una linea condivisa con la casa non sarebbe un problema, con il vantaggio spesso sottovalutato di non dover fare visita al benzinaio, una comodità che con il tempo apprezzerete sempre di più.

Al netto del discorso economico in fase di acquisto, con un'auto elettrica potete vivere tranquillamente se avete un box o sotto casa ci sono tanti di quei nuovi pali della luce che ricaricano l'auto che iniziano a spuntare a Verona come a Londra.

Con l'auto elettrica spenderete meno in costi di mantenimento e vi dimenticherete di cambiare olio e pastiglie e avrete accesso a varie agevolazioni (bollo, assicurazione, ZTL, parcheggi). Il divertimento alla guida è soggettivo ma anche una Smart cambia faccia quando diventa elettrica e la coppia istantanea è qualcosa da provare per credere.

...E QUALCHE INCONVENIENTE

Se volete viaggiare, però, qualche volta sparirà il sorriso: quando la colonnina andrà in crash e vi tocchera aspettare il suo riavvio ad esempio, o quando improvvisamente sparirà dalla mappa per problemi tecnici costringendovi a deviare su quella più vicina. Problemi di gioventù, non irrisolvibili certo, ma pur sempre fastidi che ho sperimentato e per dovere di cronaca vi cito.

Su alcune auto il caldo esigerà il suo pegno in ricarica, su tutte il freddo abbasserà l'autonomia. Cambierete stile, virerete verso la slow life (per quanto possibile) e imparerete a prendervi i vostri tempi. Pianificare sarà difficile all'inizio, ma nei prossimi anni l'auto sarà sempre più intelligente e lo farà per voi, sempre meglio.

L'infrastruttura cresce poi a due velocità: lenta se consideriamo il potenziale, rapida se chiamiamo in causa i numeri ancora bassi delle EV in circolazione, specie in Italia. E la rete? Reggerà, tranquilli: domani non si materializzeranno per magia 1 milione di elettriche in Italia e, anche se fosse, siamo già pronti oggi per rispondere alla domanda.

V2G: LA CHIAVE PER IL FUTURO?

Oggi le centrali lavorano in una griglia dove la domanda è asimmetrica, e l'asimmetria è nemica dell'efficienza di produzione che richiede costanza: accelerare le turbine non è un'operazione che si fa in pochi secondi. Le elettriche aiuteranno la rete, a patto che si acceleri sulla standardizzazione del V2G, ed è un grande "se", lo ammetto.

Anche il rinnovabile ne beneficerà, perché l'assenza di accumulatori è il punto debole del solare così come dell'eolico ad esempio, e il geotermico e l'idroelettrico sono troppo legati al territorio che in Italia è limitato nel caso del geotermico.

Al di la di queste considerazioni, il V2G sarà fondamentale per il futuro e potrà fare davvero la differenza, non tanto perché vi aiuterà a fronteggiare il blackout alimentando la casa per 3 giorni con la vostra Nissan Leaf, piuttosto perché consentirà di ottimizzare la produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili consentendo alle centrali di avere accesso ad una mega-batteria fatta di tante piccole batterie su ruote.

Il V2G aiuterà anche il rinnovabile: ipotizzando un surplus produttivo (a cui oggi ancora non siamo arrivati), gli accumulatori potranno sopperire alla componente aleatoria di vento e sole.

TESSERE E APP DEVONO SPARIRE

Il futuro ci porterà a far sparire tessere e applicazioni, avremo un account e l'auto farà da sola il login. Tesla lo fa già oggi, Audi lo farà a breve. Per tutti gli altri è un work in progress e districarsi oggi tra i vari - pochi - gestori è noioso e richiede, ancora una volta, organizzazione e pianificazione, persino per usare la ricarica gratuita del supermercato.

Personalmente considero da barbari doversi portare dietro tessere, e il concetto di un account unico l'ho già espresso nello speciale su come lo smartphone mi ha salvato la giornata. Da allora sono cambiate alcune cose, oggi pago con lo smartwatch e proprio per le possibilità offerte dalla tecnologia sono diventato ancor più estremista: è assurdo costringermi ad utilizzare un'app per pagare la ricarica quando le colonnine sono già connesse alla rete, l'auto è in grado di parlare con loro trasmettendo il suo identificativo e i database sanno già che quell'id è legato al mio account e al mio conto.

HOTEL E RICARICA AUTO ELETTRICA

Lunedì prossimo sarò in trasferta di lavoro a Cervinia e ci andrò con una Hyundai Kona Electric, circa 200 chilometri da percorrere. Ormai l'autonomia non mi spaventa perché in condizioni ideali potrei teoricamente fare avanti e indietro con una sola carica | anteprima Kona Electric | ma è ovvio che il freddo e la montagna incideranno.

Approfitto di questa ennesima prova per raccontarvi l'esperienza della ricarica negli hotel. Durante il 2018 non ho mai trovato una struttura che si rifiutasse di ricaricarmi l'auto: alcune avevano colonnine o wallbox, altre (guardate il live batteria Jaguar) mi hanno permesso di usare la ricarica lenta con la classica presa.

Non posso ovviamente generalizzare ma, nel mio piccolo, posso affermare che oggi la disponibilità da parte di hotel e agriturismi è tanta e, in generale, i gestori sembrano aver capito che offrire un servizio del genere è un vantaggio competitivo che può fare la differenza. Da notare che la ricarica è spesso gratuita per chi soggiorna, in altri (finora rari) casi verrà richiesta una piccola quota variabile.

UNA STORIA ANCORA DA SCRIVERE

Ci sarebbero tanti altri discorsi da affrontare. Possiamo partire dalla produzione dell'energia elettrica: oggi esiste una quota rinnovabile e in Italia non è insignificante, anzi. Oggi una certezza è che produrre energia elettrica dal non rinnovabile è comunque più efficiente di mettere quel non rinnovabile in tanti piccoli inefficienti motori.

Oggi non c'è ancora la certezza di cosa succederà alle batterie, o meglio non sappiamo quanto diventeremo bravi nello smaltirle con efficacia e intelligenza, riciclando il riciclabile, riutilizzando il riutilizzabile, smaltendo correttamente il resto. Però in vacanza quest'estate con la Leaf ho caricato con il solare ad emissioni zero, ai casoni della Fogolana a Codevigo, una piccola realtà che non sapevo fosse così attenta all'ambiente unendo le tecniche del passato con il presente.

L'auto elettrica sarà il futuro? Ai posteri l'ardua sentenza oppure, se non volete aspettare, a voi lo spazio per i commenti magari prendendo come spunto quanto vi ho raccontato oggi.

Una puntualizzazione, però, va fatta: le conclusioni a cui sono giunto sono valide per ieri, non per domani: l'elettrico è una tecnologia vecchia come l'auto eppure nuova perché batterie, tecnologie e ottimizzazioni devono ancora arrivare. Oggi un motore a combustione è un piccolo capolavoro di evoluzione tecnologica che ha un vantaggio: decenni e decenni di fondi destinati alla ricerca che le elettriche (nella loro totalità, non limitato ai motori) semplicemente non hanno avuto.

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Commenti

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Gabriele Nicosia

Eh, e qui c’ero arrivato. Però in ogni caso, non comprendo il nesso

Francesco

Mi stupisce il fatto che nessuno abbia mai pensato che il problema dell'auto non è l'alimentazione, ma l'auto stessa. Al mattino, sul territorio italiano, ci sono milioni di chilometri di coda di auto dal peso medio di 1 tonnellata e mezza per trasportare persone con un peso medio di 70 chilogrammi. Se non troviamo un'alternativa all'auto l'inquinamento non si ridurrà. La CO2 e i PM degli scarichi possono essere assorbiti da alcune specie di piante che dovrebbero essere "installate" in tutte le città, ma ne vengono prodotti in enormi quantità. Lo scarto finale delle batterie, invece, resta sotto terra fino a chissà quante centinaia di anni. L'unica soluzione è spostarsi in un altro modo. L'auto è sbagliata.

M3r71n0

Il tizio con la tesla ha pensato che con il condizionatore acceso sarebbe rimasto senza batteria (quindi praticamente a piedi) ed è sceso salendo nell'auto a combustibile per riscaldarsi.

Gabriele Nicosia

Ma non ho capito che centrava il fatto che ci fosse il tizio con la Tesla...

LaVeraVerità

Fanno molto meno di quello che fanno oggi. Il motore elettrico praticamente non ha bisogno di manutenzione. Gli restano le sospensioni e la meccanica "pesante", cambio escluso che viene a mancare pure quello insieme alla frizione (e non è poco).

ligeiro

ma se porti sempre al rosso fisso, a lungo andare la pompa pesca residui di sporco e finiscono pompa e iniettori

skip to my lou

poco meno di quello che fanno oggi.. non è che la manutenzione sparisce, solo diminuisce un pochino e cambia tipologia

Aristarco

io magari fisica, tu l'italiano, ma quando mai ho sostenuto che la mobilità elettrica vada sostenuta dai fossili?i in più con un 3kw sul tetto del garage certo che la ricarico, almeno per quanto mi riguarda i km che faccio in un anno sono circa 15k, contando che non ne faccio quasi mai più di 100 al giorno, lascio a te i conti da professore per capire che riesco tranquillamente a fare il rabbocco giornaliero di elettroni anche con un 3kw.

ps a lavoro ci vado in treno e la macchina la usa mia moglie per fare le commissioni giornaliere quindi è spesso parcheggiata in cortile a parte il weekend.........

wrg

Non hai capito una mazza, intendo dire che se continuamo produrre energia elettrica da combustibili fossili, allora non è il caso usare questa energia per muovere una macchina perdendo per strada la maggior parte dell'energia dovuto a inefficienze da parte della distribuzione, dalle batterie, dagli inverter, etc etc.
Ottimo il fotovoltaico, io l'ho sul tetto da 10 anni, ho una casa in classe energetica A+.
Ma tranquillo che con un tetto da 3 kwp, di macchine ne ricarichi nessuna.
Ragazzo mio ti rimando a settembre che hai bisogno di studiare

Aristarco

quindi O' professore tu intendi dire che sia sicuramente meglio continuare a estrarre petrolio (non infinito) in maniera sempre più costosa, seguirne tutto il ciclo di raffinazione e trasporto, bruciarlo nella mia vecchia auto diesel, che mettermi 3 kw aggiuntivi sul tetto del garage di fotovoltaico e ricaricarmi l'auto elettrica? Lei è un visionario, ce ne fossero di professori come lei nel 2019

ps anche non avendo un garage è sicuro che nel futuro la percentuale di energia da fonti rinnovabili salirà notevolmente e con questo l'utilizzo della mobilità elettrica

wrg

O studente mio, ti stavo spiegando che l'energia non nasce dal nulla, ma si trasforma aumentando l'entropia, cioè l'energia si degrada e la però per strada, dicendola in modo semplice.
L'energia rinnovabile in italia rappresenta solo il 30% della totale produzione elettrica.
Al momento, le fonti rinnovabili non possono aumentare troppo perché non sono controllabili, producono quando vogliono.
Perciò la parte preponderante, rappresenta, per i prossimi decenni, ancora di origine fossile.
E qui entra il 1 e il 2 principio della termodinamica, quel combustibile è meglio bruciarlo nei motori che in una centrale termica che ha al massimo un rendimento del 50%.
Non è il fatto di tornare al medioevo, ma di essere realisti su quello che abbiamo.
La ricerca va avanti, ma allo stato attuale le vetture a batteria non garantiscono una riduzione della co2 e dell'inquinamento.
Ciao

ilmondobrucia

Prego.

ilmondobrucia

Domanda da nabbi... Ma con le auto elettriche i meccanici che fanno?

Mauro B

Ma il risparmi nel guidare a metano rimane, così come la comodità di rifornirsi a casa. Poi avendo 2/3 auto a metano e l'intenzione futura di continuare con questa alimentazione, si potrebbe pensare al rifornimento domestico.

Detto questo, in ambito aziendale credo non ci siano dubbi che sia conveniente, così come nelle PA.

ice.man

@Mauro B

hanno cambiato la normativa...ero rimasto indietro
il compressore domestico ha un prezzo molto alto, e alla pagina da te indicata affermano che grossomodo calcolando l'elevato consumo del compressore....ci si mangia il risparmio sulle accise

Mauro B

In verità puoi tranquillamente installare un compressore a casa e fare il pieno quando vuoi, ci vuole solo più tempo rispetto al distributore.

https://www.metanoauto. com/modules.php?op=modload&name=mrFAQ&file=index&func=category&cat=47

Mauro B

Secondo me il settore da elettrificare prima è quello dei mezzi pesanti, in autostrada con pantografo e poi a batteria negli ultimi chilometri. Fanno il 3 al litro e non rispettano le stesse norme anti inquinamento delle auto. Stessa cosa per gli autobus.

Mauro B

Con il termico puoi aspettare di avere autonomia 0 perché in 3 minuti fai il pieno. Tuttavia con l'elettrico si può pre climatizzare l'auto ed evitare di congelare o arrostire, sarebbe bello avere questa possibilità su ogni auto!

Teomondo Scrofalo

No anche la tesla consumava uguale o poco meno 28kw, per 100km

Idkfa

I trasporti pubblici davvero convenienti in termini di efficienza tempo / km percorsi sono solo le metro ed il passante. Il trasporto su ruota è veramente lento oltre che pieno di gente che puzza

Aristarco

ma anche perchè pure con il motore termico non si aspetta mai di avere 0 di autonomia

TheDukeMB

Consiglierei un ragionamento del genere:
-Autonomia: ad oggi diversi modelli permettono autonomia reali intorno ai 300 km, arrivando anche a 500 km a patto di prendere modelli lusso, parlando di utilitaria (visto che è citata), la domanda è "quant'è la distanza media che percorro quotidianamente? 10, 20, 50 o 100km? Ecco un'elettrica qualsiasi ti permette di affrontare il tragitto senza affanni, credo che sotto questo punto di vista l'utilizzare quel viaggio sporadico annuale oltre i 600Km non debba essere preso in considerazione come base di calcolo.
-Colonnine: sono ancora poche ma stanno aumentando, nella mia zone (periferia di Piacenza) ne stanno installando diverse anche in frazioni molto piccole, ad ogni modo credo che la colonnina non debba essere presa come punto di rifornimento principale, come intendiamo ad oggi un distributore di carburanti, ma più come possibilità per rabbocco/pieno alternativo (comunque veloce), il punto semmai è che ad oggi se non si ha un box/parcheggio privato con attacco alla rete, l'auto elettrica non conviene
-Velocità di ricarica: per quanto un contratto da solo 3KWh sia ridicolo per caricare completamente una batteria capiente i termini di ore, bisogna anche capire che la macchina la attacco ogni sera, e recupero se non totalmente, quasi tutti i Km percorsi durante la giornata con tragitti medi che possono stare nell'ordine dei 80-150Km (a seconda dell'efficienza del modello), non si va in giro fino a scaricare la batteria per poi ricaricarla, anzi l'ideale sarebbe caricare fino all 80% normalmente ed arrivare a 100% in caso di spostamenti più lunghi.
Il tutto senza considerare che credo sia indispensabile passare ad un contratto di almeno 6KWh, che basterebbe a dimezzare i tempi.
A mio avviso, l'ostacolo più importante è il prezzo iniziale che rimane molto alto rispetto all'equivalente endotermico, ma d'altronde è normale su qualsiasi nuova tecnologia portata a livello di consumer, tra qualche anno con prezzi più concorrenziali, la situazione cambierà molto poiché non ci sono reali motivi per non avere un auto da tutti i giorni elettrica oggettivamente.

Daniele Davide

conosco persone che con il 1.5 Renault consuma molto meno. non è che hai il piede molto pesante??
con un benzina serio (non vuol 0,9 tce) consumeresti molto di più con 15000 annui per 8/9 anni.

sbiki85

Buon per te che vuoi spendere tutti quei soldi per meno di 10'000 km l'anno.

sbiki85

In 8 sono due auto genio.

Desmond Hume
Dea1993

la verità è che o spendi parecchi soldi oppure ti ritrovi una scatoletta di latta orribile esteticamente.
per quanto mi riguarda un'auto deve anche piacermi esteticamente

Mauro B

Guarda, il calcolo è molto semplice. Bruciare un 1kg di metano in un'auto ti fa fare 10/12km, in una centrale elettrica te ne fa fare più del più del doppio inquinando molto meno.

E parliamo del metano che è il combustibile che ha il più basso impatto tra estrazione, trasporto, stoccaggio e combustione.

Mauro B

La ricarica da casa è sempre possibile, in base al contratto che hai con il fornitore di energia cambiano i tempi di ricarica.

Con un contratto base da 3kwh la Kona 61kw la ricarichi in 35 ore, con uno da 6kwh ricarichi in 12/14 ore.

Se poi fai installare una colonnina 22kwh la ricarica completa avviene in 3 ore.

Le colonnine in strada che arrivano a 50/70/100 kwh impiegano molto meno tempo, parliamo di fare 300km in 30 minuti...

Detto questo, con l'elettrico non ha senso parlare di "pieno" per il semplice fatto che puoi ricaricare ogni notte. Quindi perché aspettare di arrivare "a secco" ?

Iena

Nelle grandi città basterebbe potenziare il servizio di trasporto pubblico senza tanti fronzoli e già così si diminuirebbe drasticamente traffico ed inquinamento; alcuni dei metodi da te citati richiedono un cambio di mentalità delle persone (e questo purtroppo è una delle cose più difficili da attuare). Una conversione quasi indolore da combustibili fossili all'idrogeno sarebbe una manna in molti ambiti...tale tecnologia però è ancora acerba...

Enrico Garro

Autonomia, colonnine e velocità di ricarica sono ancora punti troppo limitanti. Quando anche un utilitaria farà 500 km, le colonnine saranno ovunque e non ci si metterà più di mezz'ora per una ricarica completa (nel 100÷ dei casi) allora l'elettrico avrà senso per uso privato. Prima di allora le vedo valide per il car sharing i città

Simon

Non trovo mai la risposta in nessun articolo, ma la ricarica a casa di una Kona,ad esempio, che ha un'autonomia di 400/500 km si può fare sulla presa normale? O è impensabile per il tempo eccessivo necessario?
E se devo acquistare un specie di colonnina quanto c...mi costa sta cosa?

Lokotto

Ti faccio i complimenti :)

Tony Musone

Ammazza che arroganza. Comunque le prove reali di Motor1 nel percorso Roma-Forlì parlano di 305 km con la Leaf da 40 kWh ma se non ti basta, sta uscendo quella con una batteria da 62 kWh.

E poi, la Leaf è talmente la peggiore in commercio che è la BEV più venduta in Europa.

p.s.

Poi 389 km come?

Copioincollo: "nel ciclo urbano WLTP"

SuperDuo

I problemi di percorrenza si possono risolvere in tanti modi. Uno su tutti ( vedi tesla/boring company/Hyperloop ) caricando le auto su treni e facendo in auto solo gli ultimi km.
Minori tempi ( il treno va ben più veloce di un'auto), minore inquinamento, minori costi. Meglio ancora un carsharing fino alla stazione, treno, carsharing all'arrivo anche se questo potrebbe non funzionare con chi viaggia con molto materiale.

Di metodi rivoluzionari ce ne sarebbero mille. Nelle grandi città già oggi il car/bike/scooter sharing potrebbe sostituire il 90% delle auto private. nelle periferie e nelle piccole città ci si arriverà col tempo.

andrewcai

Semplicemente una centrale termoelettrica ha un rendimento del 50% mentre un motore di un’auto meno del 20%

Pip

Quella è la Jaguar I-pace.
Un carrarmato appunto...

Se prendi qualsiasi altra auto più "umana" come la kona, ioniq o anche la tesla, i consumi sono estremamente più bassi

Sig. Stroboscopico

"Oggi una certezza è che produrre energia elettrica dal non rinnovabile è comunque più efficiente di mettere quel non rinnovabile in tanti piccoli inefficienti motori."

Io di queste certezze non ho ancora capito l'origine e le motivazioni.
Per esempio:
Ho pannelli solari su casa da 6 anni e il conto economico di essere in pari a 8-10 anni solo considerando i soldi spesi ad oggi mi sembra corretto. Da questo conto escludo eventuali riparazioni non prevedibili e i costi indefinibili tra 10-15 anni del loro smaltimento. Gli aiuti del fondo GSE che mi pagano gli altri italiani che usano fonti non rinnovabili.

I problemi delle batterie sono noti. I problemi dei contratti ENEL che spingono per avere 3 kw di potenza impegnata sono noti.

Poi capisco la necessità di spingere per nuove tecnologie! Però io mi sentirei molto più tranquillo se ci fosse una situazione generale più chiara, trasparente, motivata, tangibile.
Un qualcosa che abbia uno sviluppo temporale certo e ben programmato. Che si parlasse di soluzioni standard e non proprietarie visto la dimensione e l'importanza delle cose trattate.
Di un ciclo chiuso e completo... non di: adesso facciamo così che è certamente green e IN e poi convivendo con l'ansia di riuscire a tornare a casa (in Italia in tanti abitano in zone non servite dai mezzi pubblici) e di glissare su quale paese al mondo smaltirà le batterie italiane che gli italiani non vorranno smaltire a casa loro visto che non c'è nessun piano di smaltimento noto.

Booooooooo

Comunque grazie per l'articolo. Forse una elettrica come seconda macchina la prenderò, anche se credo che preferirò ancora il metano in attesa di vedere come si evolve la situazione.

Dwarven Defender

del fatto che i limiti della rete elettrica, della tecnologia delle batterie difficilmente saneranno in tempi accettabili i limiti delle BEV. Toyota, pur essendo stata pioniera nelle FH, non ha investito nelle BEV perchè non crede in questa tecnologia e non posso che dirmi d'accordo visto che comunque i progressi in un decennio sono stati comunque marginali

Iena

io credo invece che il futuro sarà l'idrogeno o delle ibride elettriche/idrogeno; ci vorrà ancora un po' di tempo, ma con questo tipo di carburante si avranno meno problemi di percorrenza ed una riconversione degli attuali impianti di ditribuzione a minor costo (era di poco tempo fa la notizia della scoperta da parte del mit mit che con un additivo e spesa minima si riusciva a convertire un classico distributore a benzina in idrogeno)... staremo a vedere come evolve la situazione

eberg93

Il primo e il secondo fantozzi sono veramente belli e divertenti, tutti gli altri sono lo schifo totale. Poi sai com'è, la mia schiera di amici hanno tutti uno/due anni in meno di me però a quanto pare vivono nel passato e sanno tutto, ripeto tutto ciò che è uscito in tv/cinema dagli anni 60 in poi praticamente. E quindi negli anni ho assorbito qualcosina anche io. Però dai, i primi di fantozzi, il ragazzo di campagna, tutti i film di bud e terence li conosco.

Teomondo Scrofalo

Strano lo letto sulla prova di niccolo, media di 30kw per 100km in autostrada.

trifenix

in realtà era
"Allora ragioniere che fa batti?"
"ma.. mi da del tu ?"
"dicevo batti lei"

Tutti a dire che max 5-6 anni anche 10 anni esisterà solo l'elettrico e sará fuorilegge circolare con altri mezzi. Ah si? Certo. E i camion? Tir? Autotrasporti? Come credete vengano sostituiti? O loro potranno bellamente inquinare al contrario del povero utente privato? Io dico UTOPIA visto il mondo dove viviamo.

Aspetta la Tesla Model 3. Una rivoluzione grazie al suo prezzo imbattibile.

Daniele Davide

no, fino al 2030 con un 6-Dtemp stai tranquillo per 10 anni

Lokotto

No. No. Batti lei. Batti lei :)

ghost.mdb

Allora compra un furgone, perché prima o poi ti capiterà di avere 8 amici da portarti appreso..
E il tipico ragionamento da italiani, dove le berline non si vendono e si vendono solo familiari... Mentre in tutto il mondo si ragiona al contrario...

eberg93

*facciano

A meno che tu non volessi iniziare uno scambio di battute alla Fantozzi :)
Che fa, batti???

Lokotto

Il mio amico Adriano la pensa come te.

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