Nissan, elettriche, SUV e ibride: uniamo i puntini partendo da Ariya | Editoriale

07 Dicembre 2019 17

Nissan e auto elettriche, un binomio che ha fatto la storia di questa nuova generazione perché il produttore è sempre stato in prima linea con il mondo EV inteso anche come ecosistema: i giapponesi hanno lanciato diverse versioni della Leaf (abbiamo provato il modello 2018 e proveremo presto la nuova versione vista a Las Vegas) ma si sono impegnati anche su fronti in principio trascurati da altri: il V2G inaugurato in Italia con Enel, il V2H per connettere l'auto elettrica alla casa e il piano di investimenti per i robot che costruiranno le future elettriche.

Perché Nissan è stata tra i pionieri dell'auto elettrica 2.0? Scopritelo in questo speciale con la guerra fra americani e giapponesi: General Motors, Nissan e Tesla

Leaf, però, inizia a diventare stretta: Nissan Ariya non è solo un concept ma il portabandiera di una strategia, anticipata dal nuovo CEO Makoto Uchida che punterà ad attaccare il segmento delle auto elettriche premium.

Il mondo del lusso accessibile è quello che i giapponesi vorrebbero conquistare; quale carta migliore, nel mercato auto odierno, se non quella di un SUV elettrico? Il prezzo ipotizzato starà da qualche parte tra i 50.000 e i 70.000 euro in Europa e proporrà il meglio delle tecnologie orientale: batteria dalla lunga autonomia, ProPilot per la guida autonoma (lo abbiamo provato su Qashqai e Leaf), design che strizza l'occhio al mondo coupe e tanta tecnologia.

VERSO L'INFINITI...E OLTRE

In questo articolo voglio unire i puntini, per questo trovate tantissimi link che saranno utili a ripercorrere la storia degli ultimi tempi, abbandonando per un attimo la limitata visione di prodotto per abbracciarne una d'insieme.

L'idea di Ariya altro non è che la naturale transizione, dopo l'abbandono di Infiniti che ha rinunciato al mercato europeo, di un progetto che vedeva il SUV elettrico come arma del marchio premium dei giapponesi.

Oggi si cambia rotta, Uchida parla di voler puntare ai profitti piuttosto che ai volumi e sembra abbracciare l'idea che, per essere davvero leader nel mondo elettrico, serve guardare anche ad una fascia superiore, così da affiancare all'accessibilità di una Leaf il lusso di una "ammiraglia".

Ariya sarà quindi uno dei modelli più chiacchierati dei prossimi tempi: previsto per l'uscita nel 2021, il SUV premium di Nissan promette 480 chilometri di autonomia con una carica

NON SOLO AUTO MA MONTAGNE RUSSE

Il cambio di rotta ventilato da Ariya può essere considerato come sintomo di una situazione macro economica e "politica" burrascosa negli ultimi tempi. Dopo una crescita costante partita nel 2012 e impennatasi con il 2014, arrivando al picco delle 683.000 unità vendute in Europa, Nissan ha fatto registrare un calo che nel 2018 ha quasi azzerato la crescita, riportando i dati ai livelli di sei anni fa.

Oltre al discorso economico, poi, vanno segnalate anche le implicazioni relative allo scandalo di Carlos Ghosn (strategicamente più orientato ai volumi che al profitto) che ha dato un duro colpo all'immagine del produttore, sia in una Giappone che non perdona gli sgarri, sia in un mondo che ormai è connesso e risponde sempre più al famigerato "battito d'ali di una farfalla che crea un tornado".

UN PASSO INDIETRO E LA BREXIT

C'erano una volta Qashqai e Juke: il mondo dei crossover è nato proprio con i giapponesi nel 2006 e Qashqai fu la chiave della svolta di Nissan in un'Europa che, il tempo ci ha dimostrato, è oggi dipendente dai SUV compatti con posizione di guida rialzata. L'occasione era troppo ghiotta per non essere sfruttata dal partner di Alleanza, quella Renault che nel tempo ha costruito una gamma di crossover che trova in Captur uno dei best seller nel segmento.

Il 2010 ha visto la nascita di Juke che ha bissato il successo: vendite milionarie mentre nello stesso anno debuttava anche Leaf, la prima elettrica del produttore e, dopo poco, prima anche nelle classifiche del segmento EV.

Qashqai fu prodotto a Sunderland, l'impianto scelto da Nissan (33 milioni di auto prodotte qui in 10 anni) come polo di ricerca e produzione europea e padre della prima generazione di Leaf. Nissan era ignara della tempesta che, qualche anno dopo, si sarebbe concretizzata con il nome di Brexit. In difficoltà con gli altri modelli, dei quali Micra si è recentemente rinnovata come visto nella nostra prova, Nissan ha guardato al mondo Daimler per l'ultimo tentativo di rilanciare il marchio Infiniti, prendendo in prestito da Mercedes la piattaforma di GLA per QX30. Sappiamo tutti come è finita...

Parallelamente gli impianti europei di Sunderland e di Barcellona hanno visto un taglio di personale e la Spagna resta, per il momento, un polo per e-NV200 da 40 kWh, il van elettrico che si difende nel suo segmento, e i pickup del trio franco-giappo-tedesco: Mercedes Classe X, provato qui ma probabilmente pronto ad uscire di scena, Nissan Navara e Renault Alaskan, co-protagonista della nostra recensione ma forte di sole 837 unità vendute nei primi mesi del 2019 in Europa.

IL MISTERO DI JUKE

Ormai saprete ormai tutti che chi vi scrive è stato uno dei primi a credere in Juke, auto che rispondeva a tutta una serie di esigenze pratiche e ingolosiva - nel mio caso - con uno dei migliori diesel compatti, il 1.5 dCi di Renault scelto da me per dinamica di guida e prevalenza di extra-urbano più che per reali necessità chilometriche.

La nuova generazione ha fatto importanti passi in avanti ma, come già anticipato nella recensione di nuova Juke, si porta dietro alcuni dubbi: perché è arrivata così tardi a ben dieci anni di distanza? Perché Nissan ha permesso a Renault di rosicchiare terreno nel mondo dei crossover lanciando una Juke con un solo motore mentre Captur - qui la prova su strada in anteprima - è stato fin da subito annunciato con tre benzina, due diesel e una versione ibrida plug-in E-Tech all'orizzonte?

Il 2020 potrebbe portare qualche novità ibrida anche su Juke, che nel frattempo è diventata anche la carta per limitare il numero di licenziamenti a Sunderland: l'impianto ha rinunciato al terzo turno di lavoro ma è riuscito - e va dato atto alla gestione - a mitigare i tagli a 100 persone grazie al ricollocamento dello staff alla linea dedicata al B-SUV di nuova generazione.

IL FUTURO DI QASHQAI E LA GAMMA ALTA

Sunderland resterà in piedi: oggi la situazione del polo UK è ben diversa da quella di Barcellona perché, seppur scesa a 415.000 unità nel 2018 rispetto alle 518.000 del 2016, la produzione resta su volumi importanti, l'impianto è tra i più efficienti tra quelli dei giapponesi e la Brexit deve ancora calare la sua ascia a livello legislativo/economico.

Entro la metà del 2021 ci sarà però un completo rinnovamento della gamma, queste le dichiarazioni di Nissan: Micra e Juke hanno aperto i giochi, ora tocca a Qashqai, X-Trail e Ariya anticipato dal concept svelato a Tokyo il mese scorso, tutto mentre Nissan Leaf è tornata a scalare le classifiche con la seconda generazione rinnovata nel 2018,

All'orizzonte, però, resta sempre lo spettro di Euro 6D (qui le differenze con Euro 6D-Temp e il ciclo WLTP) che rappresenta una delle più grandi preoccupazioni per i produttori, con i limiti sulla CO2 che vanno rispettati per evitare le temutissime multe. Per questo l'elettrificazione farà da costante in uno scenario che, nel 2022, vedrà la quota delle elettrificate tra il 20 e il 24% secondo le stime di mercato, con Nissan che vuole raggiungere il 42% nel Vecchio Continente (Russia esclusa).

e-Power di Nissan è un sistema ibrido diverso da E-Tech di Renault, una mancata sinergie tra i due marchi. Anche Zoe (qui la prova dei consumi e recensione) e Leaf sono state sviluppate separatamente. Nissan, però, dovrebbe usare la tecnologia ibrida plug-in di Mitsubishi, terzo pilastro dell'alleanza che oggi ha in gamma Outlander PHEV (la nostra prova) pronto a rinnovarsi.

Qashqai proporrà e-Power, l'ibrido serie di Nissan che, molto probabilmente, diventerà caratteristica anche del prossimo X-Trail che resterà in Giappone nonostante una prima ipotesi di produzione Sunderland.

L'ERA DEL DESIGN E DELLE PRESTAZIONI

Il titolo di questo paragrafo è preso pari pari dallo slogan che Nissan ha utilizzato al Tokyo Motor Show: Ariya, e IMk, la cittadina compatta che strizza l'occhio ai monovolume, sono i concept della mobilità futura dei giapponesi, modelli raccolti nel cappello di Nissan Intelligent Mobility.

Si tratta dell'interpretazione di Nissan per il futuro dell'auto, dove elettrico e guida autonoma (oltre ad auto connessa) vanno a braccetto e dove, c'è da scommettere, i modelli di produzione raccoglieranno l'eredità di tecnologie come l'auto colllegata al cervello umano di cui si parlava al CES 2018, uno sviluppo che proponeva con largo anticipo un tema che sarà fondamentale nelle prossime decadi: lo stile di guida del pilota automatico (ne parlo in parte anche qui).

Ariya anticipa il design del futuro e guarda ad una gamma più alta che possa puntare a profitti e prestigio tecnologico e, nel farlo, nobilitare contemporaneamente il marchio. L'ultima versione di ProPILOT 2.0 è una delle chiavi che unisce la guida (semi) autonoma (mani sul volante) in autostrada con quella senza mani (ma con l'occhio sempre vigile) sulle strade a corsia singola. L'auto comunica con il conducente e il suo smartphone trasferendo automaticamente la destinazione con la navigazione door to door, si collega alla rete, trasforma il cellulare in una chiave, si aggiorna OTA e va a parcheggiarsi da sola.

Nissan Ariya propone due motori, trazione integrale elettrica, V2G, 480 chilometri di autonomia e uno 0-100 km/h da meno di 5 secondi. All'interno un display 12.3" e tasti touch ovunque: l'unico fisico è quello che avvia il motore ma si parla anche di assistente personale virtuale per ridurre le distrazioni alla ricerca dei comandi.

La piattaforma EV di Ariya, SUV da 4,6 metri di lunghezza, sarà probabilmente condivisa tra i marchi Nissan e Renault

Si concretizzerà in un modello destinato alla produzione? Le ultime dichiarazioni sembrano indicare una forte possibilità per cambiare volto e posizionamento alla mobilità elettrica di Nissan; il fatto che sia già stata indicata una data, quella del 2021, fa ben sperare, specie perché la nuova Leaf, escludendo la versione limitata da 62 kWh, resta ancorata ai 40 kWh che non le permettono di competere con Tesla, Mercedes, Audi e gli altri player del mondo elettrico premium e la strategia di guardare in alto non è così improbabile: anche un produttore mass market come Ford, ad esempio, ha appena annunciato il suo debutto con un SUV tra i 46.900 e i 66.800 euro in Germania e motori elettrici che puntano alle prestazioni.

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Commenti

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roby

Ma perché poi? Da fuori poi non mi sembra tanto futuristico, fa bene Lexus che non apporta quasi mai nessuna modifica ai suoi concept

disqus_uSJK7cFxtw

Concordo pienamente: il design esterno è veramente notevole.... gli interni pessimi.
Purtroppo sappiamo già che si tratta di un concept e come tale destinato ad essere stravolto dalle logiche di produzione e vendita.
Un vero peccato.

pisqua187

juke ha venduto come il pane e non c'era bisogno di ammodernare una cosa che si vende da sola senza bisogno di modifiche... quando la gente ha cominciato a stufarsi TAAAC pronta la nuova versione!..ci sono voluti appunto 10 anni.... la 370z è una macchina di nicchia, infatti se ci fai caso nissan non ha piu una supersportiva da esibire da un bel pezzo.. hanno concentrato tutto sulle utility car/ suv da utenza "normale"..

Claudio Costerni

Non è proprio così, non posso dire che mi piace, mi lascia ancora molto perplesso.
Di fronte e di lato riesco più o meno a 'digerirlo', forse ha pure del fascino, ma dietro, quel cassone piatto, no, lo trovo orribile, probabilmente comodo funzionalmente, ma terribile come design.
E pensavo fosse un insulto all'arodinamica con quelle linee squadrate e lamiere piatte, invece è risultato essere aerodinamicamente molto efficiente.

sgarbateLLo

Non l’ho scritto io ma l’utente “roby”, ad ogni modo dire che è un poliedro non è denigratorio, è semplice verità. L’ho riferito ad un parallelepipedo per semplificare, ma posso capire che se ti piace ti dia fastidio.

sgarbateLLo

È una battuta, nulla di che

Claudio Costerni

La distanza è poca tra cubo e parallelopipedo?
Per favore spiegami questo tuo concetto, non lo afferro.

E dimmi dove sta questo cubertruk di tesla, entrambi minuscoli!

John117

Sinceramente valuterei bene prima di prendere una Nissan elettrica, lo scandalo legato alla Leaf è ancora impresso nella mia mente. Spiace dirlo ma a oggi soprattutto in Italia, se uno vuole un'elettrica senza pensieri deve rivolgersi al marchio Tesla.

Vive

I puntini li unisco io: Carlos Ghosn in carcere perché stava per far fallire Nissan e spostare tutto il know-how sotto Renault.

Phoenix

Volevi essere simpatico e invece sei solo un povero ymbecille

Jon Knows

https://media2.giphy.com/me...

sgarbateLLo

Tra cibo e parallelepipedo la distanza è poca

Mark

Grazie per lo spoiler, alcuni che non hanno ancora visto la prima puntata della sesta stagione, potrebbero pensare che jon snow sia effettivamente morto per mano dei guardiani della notte e che quindi non riuscirà a ritrovate Arya e raggiungere e innamorarsi Daenerys a roccia del drago che dopo aver raso al suolo approdo del Re con l'unico drago rimastogli vivo (drogon) verrà uccisa dallo stesso jon snow che con una coltellata potrà fine alle sue gesta folli.
Grazie davvero.

Claudio Costerni

"tesla cubertruk"?!
Ma dove sta, sul pianeta Parapalla?

roby

Il concept bellissimo fuori ma dentro peggio della tesla cubertruk

Desmond Hume

non ci sono puntini da unire solo b3stemmie da fare per chi non rinnova la 370Z e la lascia lì a poltrire come quei pezzenti di FCA.

Jon Knows
uniamo i puntini partendo da Ariya


ed arriveremo ad... https://media1.giphy.com/me...

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