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Un’Alfa Romeo Giulia elettrica affronta la sfida dell’ETCR

Nasce l’Alfa Romeo Giulia ETCR: sarà protagonista della serie turismo totalmente elettrica che prenderà il via nel 2020. Basata sul modello QV, è progettata e sviluppata da Romeo Ferraris in collaborazione con Hexathron Racing System, per un progetto tutto italiano. La Giulia 100% elettrica lancia la sfida a Cupra e Hyundai.

Un’Alfa Romeo Giulia elettrica affronta la sfida dell’ETCR
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Nicola Villani
Nicola Villani
Pubblicato il 6 dic 2019

Nasce l’Alfa Romeo Giulia ETCR: sarà protagonista della serie turismo totalmente elettrica che prenderà il via nel 2020. Basata sul modello QV, è progettata e sviluppata da Romeo Ferraris in collaborazione con Hexathron Racing System, per un progetto tutto italiano. La Giulia 100% elettrica lancia la sfida a Cupra e Hyundai.

L’Alfa Romeo Giulia nelle corse è il sogno di tantissimi appassionati: dalla sua nascita abbiamo visto sul web tanti rendering che la mostravano in versione “racing” per WTCR, DTM o altri campionati. Ora il sogno diventa realtà e, se non bastasse, la vedremo sui circuiti più prestigiosi del mondo in una versione completamente elettrica. 

Va precisato che non si tratta di un progetto della Casa italiana, ma di un’iniziativa di Romeo Ferraris: il costruttore di Opera, impegnato da oltre un lustro nella produzione dell’Alfa Romeo Giulietta TCR by Romeo Ferraris e del nuovo restyling Veloce, ha deciso di affrontare questa nuova sfida.

A seguito dell’annuncio della nascita del campionato ETCR, avvenuta solo 13 mesi fa, Ferraris ha deciso di appoggiare questa nuova filosofia, restando legato al brand Alfa Romeo e progettando e sviluppando la Giulia ETCR.

La grande esperienza e i successi di Romeo Ferraris sono una garanzia: nel 2015 la ha deciso di intraprendere una nuova avventura, ovvero creare una vettura che rilanciasse Alfa Romeo nel mondo delle competizioni Nelle ultime stagioni le sue Giulietta TCR si sono affermate in ogni campionato nazionale ed internazionale a cui hanno partecipato: dagli Stati Uniti all’Australia, passando per Europa, Medio Oriente, Cina e Giappone, senza dimenticare i successi conquistati nel TCR International Series e nell’importante palcoscenico mondiale del FIA WTCR grazie alla squadra clienti Team Mulsanne.

In realtà, i primi successi di Romeo Ferraris nel mondo del Motorsport risalgono al 1965. Con decenni di esperienza alle spalle e dopo aver ottenuto i migliori risultati di elaborazione e performance con i motori termici, il marchio abbraccia la filosofia del mondo elettrico e raccoglie con coraggio una nuova sfida, iniziando la sua prima avventura in un contesto di energie alternative.

Ferraris vanta già una delle più prestigiose operazioni di elaborazione da parte del reparto delle officine stradali con la Giulia QV che supera i 600 cavalli. Il modello scelto per la conversione a propulsione elettrica è indubbiamente quello di punta sul mercato, e riporterà alle competizioni il nome Giulia dopo oltre cinquant’anni, da quando l’Alfa Romeo Giulia Ti Super, nota anche come “Giulia Quadrifoglio” corse a partire dalla stagione 1962.

Romeo Ferraris ha inoltre deciso di avvalersi della consulenza tecnica di Hexathron Racing System in questo nuovo progetto, che è quindi completamente Made in Italy: lavoreranno assieme sul modello QV per il 2020.

Come nel caso del FatFive, sia in versione Racing che Stradale, e della Giulietta TCR, nata a fine 2015 prendendo spunto dalla Quadrifoglio di serie per poi essere rinnovata con la versione Veloce che oggi partecipa nel WTCR, anche per questa Giulia alimentata a batterie si tratta di un progetto totalmente privato.

Questo conferisce ancor più valore agli sforzi che il costruttore di Opera svolge senza il supporto delle Case ufficiali, credendo fermamente nei propri principi di sana competizione sportiva, ma soprattutto riponendo piena fiducia nel proprio personale, cresciuto e formato nel corso degli anni, fino ad arrivare alla formazione completa attuale che, seppur ridotta in numero rispetto ai team ufficiali, nulla ha da invidiare in termini di professionalità e motivazione.

Ancora una volta il team milanese diretto dalla pilota Michela Cerruti si distingue per il grande impegno e la passione con cui affronta questa nuova sfida, nonostante la Casa madre ancora non abbia voluto compiere alcun passo a supporto di esso.

Romeo Ferraris è il terzo costruttore che annuncia il proprio impegno per il nuovo ETCR, la serie turismo totalmente elettrica che prenderà il via nel 2020, dopo le presentazioni da parte di Cupra Racing e Hyundai Motorsport.

Michela Cerruti, Romeo Ferraris Operations Manager

“Siamo felici di poter annunciare l’inizio di una nuova avventura per il nostro marchio. Il mondo del turismo per noi è sempre stato molto affascinante e non è un caso che la nostra vittoriosa storia dell’ultimo ventennio sia incentrata su questo genere di auto. Dopo aver regalato all’Alfa Romeo Giulietta TCR il massimo del risultato raggiungibile sulla scena internazionale da un programma privato come il nostro, abbiamo deciso di tuffarci, forse anche con un briciolo di incoscienza, verso questo nuovo progetto del campionato ETCR. Nonostante vi siano ancora tante cose da chiarire, come è normale quando una così grande idea nasce da un foglio bianco, crediamo che il mondo dell’elettrico sia ormai la svolta necessaria da seguire non solo nel mondo stradale ma anche in quello delle corse. I nostri tecnici sono già al lavoro perché rispetto ad altri marchi che hanno già abbracciato questa filosofia noi stiamo partendo un po’ più tardi, ma con i limitati mezzi che abbiamo a disposizione come costruttore privato, cercheremo di tenere alto il nostro onore, come abbiamo sempre fatto sino ad ora”.

In attesa di vederla dal vivo, la possiamo per ora ammirare nella stessa livrea adottata dalle Giulietta del WTCR, che sottolinea ancora una volta un progetto totalmente italiano. Pochi brand nel mondo del Motorsport vantano la tradizione e i successi di Alfa Romeo: il programma intrapreso da Romeo Ferraris è davvero molto ambizioso e affascinante. Sarà un lungo e intenso inverno di lavoro di sviluppo per loro, per un progetto molto difficile dal punto di vista tecnico. Vi terremo aggiornati sui primi passi dell'Alfa Romeo Giulia ETCR.

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Commenti Regolamento
e
e.Mac 01 Jan 1970 @ 00:00

Sei tu che parli di squadrette di calcio, non io. Il mio era un parallelismo con altre realtà aziendali che operano nello sport, poi se praticamente nel 2020 sei convinto che il Milan e le altre siano solo squadre di calcio mi sa che sei rimasto un po' indietro con i tempi. Comunque ok, parliamo di altre realtà. Apple? Che a fine vecchio millennio stava per fallire, pure era morta? E se avessero ragionato come te non sarebbe risalita

e
e.Mac 01 Jan 1970 @ 00:00

Solo perché attualmente non sono minimamente all'altezza della loro storia non significa che siano morte. Allora secondo il tuo ragionamento anche il Milan è morto, per fare un esempio, stessa cosa per la Juve di 10 anni fa

A
Anto 01 Jan 1970 @ 00:00

E' vero, c'è anche li! Anche se io l'ho conosciuta su Gt64 :D

S
Stiui 01 Jan 1970 @ 00:00

che bella!

D
Domenico Belfiore 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma farla gareggiare al DTM no? dai la giulia non è un'auto nata per essere elettrica mi sa ferraris ha sbagliato campionato

l
laguna182✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

La Tom’s Supra di Gran Turismo 1

M
Mefistofele 01 Jan 1970 @ 00:00

Il titolo di campione del mondo aiuta sicuramente ma non credo sia questa la loro vera arma vincente. Penso piuttosto al fumo negli occhi quando ti siedi dal concessionario una classe E di listino che costa 65k/70k euro viene via con il 25% (il 30%/32% se sei enasarco) di sconto, per carità, di un gran bel viaggiare si tratta altrimenti non ne avrei scelta una.
Quando uscì la Giulia ne volevo una, nel 2017 ero disposto a comprare ma disistii perché una berlina, purtroppo, tutto sommato piccola, ben allestita veniva via di listino 58k/60k euro con il 12% di sconto, davvero non era razionale da comprare, infatti oggi in alfa hanno pianto lacrime amare con piazzali pieni di km0 di veloce ed executive svendute a 28k/30k euro.

M
Marco Revello 01 Jan 1970 @ 00:00

Ash (o un suo emulo) fanno sempre alla svelta a metterlo in pista.

A
Anto 01 Jan 1970 @ 00:00

Questa livrea mi ricorda tantissimo la Supra Tom's Castrol

e
e.Mac 01 Jan 1970 @ 00:00

Decisione di Marchionne. Pace all'anima sua, ma era ossessionato dal riportare l'Alfa in F1 facendone un team satellite della Ferrari, cosa inaccettabile per l'Alfa e la sua storia: è stata l'Alfa a rendere possibile la nascita della Scuderia Ferrari e l'Alfa ha portato in Italia i primi titoli di F1, se dovesse trovarsi a competere con la Ferrari, dovrebbe farlo alla pari, ma siccome sono entrambe in orbita Exor-FCA e negli anni la Ferrari è diventata la storia della F1, questo appare impossibile, quindi o Alfa in F1 con altro proprietario oppure Alfa in altri campionati

e
e.Mac 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, tra l'altro la Sauber quest'anno era davanti anche alla Haas, ma solo perché gli americani per quest'anno hanno cannato il progetto della macchina e i piloti non hanno reso al massimo (e lo dimostra il fatto che negli anni scorsi navigavano molto più avanti e facevano prestazioni nettamente migliori, mentre la Sauber sta sempre là).

e
e.Mac 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma magari avessero almeno rimarchiato in Alfa Romeo il motore Ferrari, come fatto da TAG-Heuer con i motori Renault montati sulla Red Bull, l'Alfa 2018 e 2019 ha ufficialmente motori Ferrari, praticamente Alfa Romeo Racing è solo un adesivo su livrea e tute di Kimi e Giovinazzi. Non so, forse alla Ferrari non sta bene che i propri motori vengano rimarchiati, boh...

e
e.Mac 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so quanto costi all'Alfa la partnership con la Sauber per la F1, che tra l'altro non ha neanche sortito l'effetto sperato nel trainare le vendite delle stradali, quindi chissà se invece di spenderli così i soldi avessero puntato ad allestire una Giulia per il DTM o altro, riesumando una sorta di squadra corse ufficiale Alfa Romeo (anche in collaborazione con altri). Magari impegnarsi in maniera ancora più diretta avrebbe aiutato di più le vendite (Mercedes insegna)

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

É un render certamente non definitivo

d
ddavv 01 Jan 1970 @ 00:00

La livrea non pregiudica la velocità, un prodotto italiano può e deve essere bello in ogni contesto. Va benissimo la scelta di quei 3 colori, va male che la grafica sembri da nazionale tedesca.

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Farebbe tanto, tantissimo e darebbe il giusto palcoscenico alla vettura. Ma ahimè, i tempi delle corse sembrano essere finiti.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

Deve essere veloce non bella

V
Vash 3rr0r 01 Jan 1970 @ 00:00

Evidentemente ha più appeal arrivare decimi ad ogni gara con la macchina che viene mostrata 10minuti in due ore e mezza di gara che provare a vincere nelle categorie turismo. Che poi una cosa non esclude l’altra: in F1 sei lo sponsor che porta il motore (possiamo prenderci in giro con le frasi ad effetto ma di questo si tratta, alla stregua delle redbull motorizzate TAG HEUER) e nel campionati minori o derivati dalla serie ti presenti in prima persona OPPURE appoggi ufficialmente un team esterno.

V
Vash 3rr0r 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse mi sono spiegato male, ma proprio questo mi indigna: che non parte da zero ma da una base che è la vettura di serie. Se ci riesce lui, pensa cosa potrebbe fare una vera società automobilistica.

D
Driver 01 Jan 1970 @ 00:00

La TCR oltre alla brutta grafica ha anche i passaruota quadrati che sono inguardabili.

d
db1997 01 Jan 1970 @ 00:00

Le bestemmie

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theskig 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi sembra più sensata una Giulia elettrica che una Stelvio a pistoni.
Un abbraccio ad Alfa Romeo.

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Non progetta proprio da zero.
La base rimane quella della vettura e viene adattata alla necessità. Si scelgono basi buone proprio per questa ragione. Ciò consente un risparmio sensibile.
Trovo comunque assurdo il non interesse per le corse, ma, purtroppo, il discorso fondi e risorse è un aspetto da non sottovalutare.

V
Vash 3rr0r 01 Jan 1970 @ 00:00

È comunque VERGOGNOSO (e ci tengo a sottolinearlo) che debba essere una “piccola” realtà come quella di Romeo Ferraris a creare auto come questa e la giulietta per le gare turismo mentre la alfa romeo che ha risorse ben più grandi non muove un dito se non nel marketing. Non posso sentir parlare di “fondi e risorse” se poi vedo uno indipendente come Ferraris progettare da zero il veicolo da corsa.

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando li hai si, quando non li hai non puoi fare a meno. Al momento hanno solo annunciato che prenderanno parte al campionato con la vettura.

m
marcoar 01 Jan 1970 @ 00:00

Non dovrebbe essere definitiva, ma solo un render che riprende in parte la grafica della giulietta veloce tcr

La resa da render a reale, comunque, sulla giulietta è stata molto molto diversa.

D
Driver 01 Jan 1970 @ 00:00

Graficamente orrenda