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Mercato auto Italia: ad aprile 2026 +11,6%, elettriche +98,6%

Il mese si conferma positivo, con il boom delle auto elettrificate sostenuto dagli incentivi. Rimangono le incertezze legate ai dazi e al caro benzina.

Mercato auto Italia: ad aprile 2026 +11,6%, elettriche +98,6%
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 5 mag 2026

Il mercato auto italiano ad aprile 2026 dà un segnale di vitalità, facendo registrare 155.210 nuove immatricolazioni, con un incremento dell’11,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nonostante la situazione internazionale e il caro benzina, il settore auto si conferma in crescita e consolida l’andamento del primo quadrimestre, raggiunge complessivamente le 640.083 unità con una crescita del 9,8%. Il mercato rimane comunque ancora lontano dai livelli pre-pandemia, con un immatricolato inferiore di oltre il 10% rispetto ad aprile 2019.

L’avanzata delle elettrificate

Per quanto riguarda le alimentazioni, le auto ibride si confermano leader del mercato in Italia con una quota del 49,1% ad aprile. Crescita elevata (+98,6%) per le auto elettriche pure (BEV), che arrivano all’8,5% di quota, un dato quasi doppio rispetto al 4,8% di un anno fa, ma c’è da considerare l’onda lunga degli incentivi del 2025. Anche le ibride plug-in (PHEV) sono in crescita, raggiungendo il 9,1% di quota. Al contrario, sono in calo le immatricolazioni di auto con motori tradizionali: il benzina scende al 20,4% di quota mentre il diesel al 6,9%.

Costruttori e marchi

Per quanto riguarda l’analisi per costruttore, Stellantis si conferma leader in Italia con 48.778 unità ad aprile (+13,65%) e 206.161 nel cumulato dei primi quattro mesi dell’anno (+15,12%), trainato da Fiat (+31,02%), Opel (+19,63%) e soprattutto Leapmotor (+1.300%). Da segnalare invece un vero e proprio crollo per DS (-47,73%) e Alfa Romeo (-33,09%) e un calo per Citroen (-5,15%). Bene anche il Gruppo Volkswagen, che si conferma al secondo posto con 24.610 immatricolazioni ad aprile (+7,35%). In crescita Volkswagen (+1,04%), Audi (+15,51%), Lamborghini (+57,5%), Skoda (+17,33%) e Cupra (+18,75%), mentre in calo importante Seat (-25,42%).

Segno positivo anche per il Gruppo Toyota (11.840 unità, +6,32%), BMW (8.518 unità, +6,2%,) e soprattutto Mercedes-Benz che immatricola 5.601 (+30,68%). In leggero calo il Gruppo Renault (-0,18% con 14.894 targhe), con il marchio della Losanga che cresce dell’1,77%, Alpine dell’82,35%, mentre Dacia cala del 2,33%. Duplice il risultato del Gruppo Hyundai, con il marchio Kia in crescita (+25,585), mentre Hyundai in forte calo (-36,27%). Volvo ad aprile cresce del 12,5%, Mazda -12,86%, Nissan del 28,11%. Da segnalare, tra i marchi in maggiore crescita, BYD raggiunge le 4.572 unità (+171,66%) e Omoda&Jaecoo 3.857 (+310,76%). Tra i marchi in negativo c’è Ford che fa segnare -26,76%, Suzuki (-8,86%), il gruppo JLR (-5,16%) e Porsche (-0,19%).

Proiezioni al ribasso

Nonostante l’avvio d’anno superiore alle aspettative, le proiezioni per il 2026 sono state riviste lievemente al ribasso. A causa del difficile quadro macroeconomico, le stime sono state ridotte di 10.000 unità, portando la previsione sul 2026 a 1.530.000 immatricolazioni. Il Presidente dell’UNRAE, Roberto Pietrantonio, ha sottolineato che il mercato è attualmente “prigioniero della fragilità del contesto”, un contesto nel quale l’instabilità spinge le famiglie e le imprese a rinviare l’acquisto dell’auto per mancanza di certezze.

Sfide internazionali e infrastrutture

Il settore automotive guarda con preoccupazione anche allo scenario globale, in particolare ai dazi al 25% sull’automotive europeo recentemente annunciati da Trump. Rimangono inoltre aperti i temi dei rimborsi dei contributi MASE ai concessionari e la necessità di un piano robusto per le infrastrutture di ricarica, essenziale per sostenere la transizione all’elettrico, soprattutto ora che inizia a rappresentare una quota significativa dell’immatricolato.

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