Volkswagen T-Roc 2026: cresce e matura, ma resta al top - Video
La nuova Volkswagen T-Roc è cresciuta nelle dimensioni ma è maturata sia nell'aspetto che nei contenuti. In prova con l'1.5 da 115 cv
Se pensiamo al fatto che la Volkswagen T-Roc sia un modello relativamente recente, visto il lancio della sua prima generazione nel 2017, ma lo compariamo a quanto successo abbia riscosso e consensi abbia raccolto, è indubbio che siamo dinanzi ad un’auto che è entrata di diritto nella storia di Volkswagen. Storia che sembra essere destinata a ripetersi, poichè ho provato la generazione nuova, la Volkswagen T-Roc 2026, ed ha tutte le carte in regola per confermare il successo avuto dal modello che, ormai, ha lasciato il passo.
Dimensioni nuova Volkswagen T-Roc 2026
In realtà basta vedere la nuova Volkswagen T-Roc 2026 dall’esterno per capire che è cambiato ben più di qualcosa. Partendo infatti dalle dimensioni, poichè il nuovo SUV teutonico è cresciuto in tutte le dimensioni. Adesso la lunghezza è di 4,37 cm, oltre 12 cm in più del modello precedente, con un passo di 2,63 m che è più lungo di 2,8 cm (e qui entriamo anche nel campo dell’abitabilità interna, che però tratteremo direttamente dopo).
Sul fronte del design la nuova T-Roc è riconoscibilissima come Volkswagen proprio perchè attinge a mani basse a quello che è l’attuale family feeling che ha scelto il brand per i propri modelli. Richiama alcuni dettagli di Tiguan ma anche di Tayron, se solo ci vogliamo soffermare a guardare le auto “alte". Lo si vede soprattutto al frontale, con lo sviluppo orizzontale della fanaleria e con la luci di posizione che percorrono l’auto da lato a lato, inglobando anche il logo VW che, quindi, è retroilluminato. Interessante il discorso della sua retroilluminazione, poichè da spento mantiene la classica cromatura che da sempre ha accompagnato il logo, con la luce che infatti passa attraverso delle linee volutamente trasparenti. La imponente calandra è a maglie larghe, che a dirla tutta mostra anche la barra di rinforzo trasversale dietro al paraurti, cosa che non mi ha fatto impazzire dato il materiale posto senza copertura. Ad ogni modo il frontale l’hanno pensato affusolato, aerodinamico e longilineo, seppur con uno sbalzo anteriore davvero ampio. In effetti è una delle prime cose che ho notato questo sbalzo, che mi ha incuriosito non poco.
Sul fronte estetico se ci sono dei tratti che richiamano senza ombra di dubbio la precedente T-Roc e ne creano una continuità con il modello, quelli sono la linea di cintura ed il montante C. In effetti il design delle porte è squadrato ma allo stesso tempo solido e verticale, ordinato e geometrico, mentre il mondante C è praticamente il tratto più caratteristico di questo modello. Si associa alla linea del tetto e si fonte con lo spoiler ed il lunotto alto, richiamando a piè pari il modello in uscita. Specifica necessaria per il lunotto che – a quanto pare oggi sembra sia normale e scontato pensarla in questo modo – è piccolo e posizionato molto in alto. Ne consegue la necessità di avere la retrocamera di parcheggio, per essere sicuri di non farsi scappare degli oggetti bassi come paletti durante la fase di retromarcia.
Novità di stile interessanti arrivano poi al posteriore, con i gruppi ottici completamente rivoluzionati. Ovviamente anche in questo caso hanno preso in esame l’illuminazione coast to coast, utilizzando i gruppi ottici ad alte prestazioni IQ.Light con il lovo VW a sfondo rosso nel mezzo. La linea è molto matura e punta perlopiù su tratto a sviluppo orizzontale, che riescono a dare una maggiore sensazione di larghezza. Il lettering T-Roc è pensato centralmente, mentre in basso almeno apprezzo che non abbiano provato a replicare degli scarichi finti.
Interni razionali
Così come hanno rimodulato l’esterno, la nuova T-Roc vede un cambiamento netto anche all’interno dell’abitacolo. Spazio che, come ho anticipato in precedenza, guadagna tanto in fatto di abitabilità grazie alle maggiori dimensioni in lunghezza e passo. Lo spazio per chi siede avanti è infatti buono ed ampio anche in quanto ad altezza, con sedili che aiutano ad accomodare corporature piuttosto diverse tra loro. C’è un po’ di analogico sul volante, poichè sulle razze sono presenti solo tasti fisici. Molti, che aiutano praticamente a comandare tutto, ma che offrono quel bel feedback tattile sotto le dita, che fanno sentire la pressione senza dover distogliere necessariamente lo sguardo dalla strada. Dietro la corona trovano posto anche le palette per il cambio marcia, in classico stile tedesco e quindi di dimensioni ridotte e che ruotano con il volante, ed il selettore del cambio che viene utilizzato ruotandolo piuttosto che sollevandolo o abbassandolo.
Il tunnel centrale è organizzato in modo piuttosto semplice e pulito, sul quale hanno anche dato un po’ di colore con degli easter eggs. Ad esempio sul pad di ricarica ad induzione del telefono hanno creato delle intercapedini nel tappetino, per far passare aria e non far surriscaldate il telefono durante la carica. Queste formano idealmente una piscina, con tanto di nuotatori lungo il percorso. Divertente, sono sempre favorevole a questi dettagli simpatici seppur io capisca anche chi non è per nulla interessato. Posteriormente il vano portaoggetti è di generose dimensioni per essere un’auto termica ed ha il vantaggio di essere modulare, con paratie che si spostano in diverse posizioni per bloccare di volta in volta i diversi oggetti che state trasportando. Subito sopra al portaoggetti c’è il bracciolo, che segnalo essere regolabile anche in altezza – cosa che trovo sempre più di rado su alcune auto – ma la vera novità è nel bel mezzo del tunnel. Una rotella con all’interno un display a comando tattile. Grazie a questa rotella si può selezionare di comandare il volume dell’impianto multimediale, ruotandola per variare il volume stesso, oppure cambiare modalità di guida e tema dell’ambiente auto. Basta strisciare il dito sul mini display per passare da un’impostazione all’altra con uno swipe, rotando poi la corona per cambiare le impostazioni. Ottima idea, anche perchè posizionato lì fa davvero tanta scena.
Nonostante non abbia in alcun modo trovato una presa 12V nell’abitacolo ma solo nel bagagliaio, sono diverse le prese USB-C a disposizione dei passeggeri sia anteriori che posteriori. Chi siede dietro ha a disposizione uno spazio discreto per le ginocchia e per le spalle, a patto che non sia seduto al centro. Questo perchè la zona centrale del divanetto è leggermente rialzata ma, soprattutto, ha subito avanti un tunnel centrale davvero alto, che rende la vita non esattamente facile a chi siede al centro. Bene se si è in cinque a bordo per brevi tragitti, ma impelagarsi in un viaggio di 800 km lo vedo nettamente più scomodo.
Tecnologia di bordo della Volkswagen T-Roc 2026
La strumentazione è un pannello da 10 pollici che permette di apprezzare, come al solito, tutte le informazioni di guida necessarie. Il tema cambia con le modalità ambiente, mentre c’è bisogno di fare una selezione tra le varie possibili informazioni da visualizzare live. I posti sono tre per i dati durante la guida, quindi ci si può organizzare un po’ i quadranti a proprio piacimento, mentre al di là del colore non cambia granchè altro. Poco male comunque, perchè in questo modo Volkswagen ha preferito impostare la strumentazione della T-Roc 2026 in modo chiaro e leggibile, con caratteri ordinati e ben visibili anche con un veloce colpo d’occhio.
Nel mezzo di inserti in tessuto e linee orizzontali, al centro della plancia trova spazio il display da 12,9 pollici dell’infotainment. Questa è la vera e propria centrale di comando dei sistemi di bordo e praticamente non ha alcun tasto fisico ad affiancare il display. Tutto passa attraverso il tocco delle dita, dai comandi completi del climatizzatore finanche ad un ulteriore comando del volume e delle due temperature climatizzatore per conducente e passeggero, che di fatto sono delle barre soft touch nella parte inferiore. Ovviamente nulla da invidiare in quando a protocolli di comunicazione, considerando la presenza di Android Auto ed Apple CarPlay wireless, così come grafiche ed animazioni sono state studiate nel dettaglio per evitare di avere un’interfaccia monotona e poco coinvolgente.
Con questa T-Roc 2026 poi Volkswagen ha anche confermato la presenza dello shop sull’infotainment. Un negozio digitale che non è dedicato alle applicazioni come potremmo essere abituati con i nostri dispositivi mobili, ma ad alcuni sistemi dell’auto. Si può infatti acquistare in secondo momento il sistema di navigazione, qualora non sia stato scelto in fase di definizione del contratto, così come anche l’attivazione di altri accessori. Questo sistema permette di cucirsi letteralmente l’auto addosso, sulla base delle proprie esigenze, così da rifiutare anche l’acquisto di software che non verrebbero utilizzati.
Prova su strada Volkswagen T-Roc 2026
Sotto al cofano della Volkswagen T-Roc 2026 che ho provato c’è il motore 1.5 eTSI da 115 cavalli. Un motore che è mild hybrid a 48V, quindi sì un grado di ibridazione basso ma con una tensione di funzionamento che permette non solo una migliore efficienza complessiva ma anche la possibilità di spuntare qualche cavallo in più dal motore elettrico. So bene che ai più i 115 cavalli ed i 220 Nm di coppia possano sembrare pochi in relazione alla mole dell’auto, ma in realtà il comportamento di questo motore è stato anche piuttosto soddisfacente. Certo non è un campione di velocità in senso stretto – sfido io a fare il contrario, considerando che non è proprio l’auto votata alla sportività – ma il suo brio in fase di accelerazione lo riesce a mantenere. Merito sicuramente anche del cambio DSG a 7 rapporti, che passa da una marcia all’altra velocemente e senza esitazione, riuscendo a trovare sempre la marcia giusta. A meno che non stiate girando con la modalità Eco attiva: in questo caso il cambio, o meglio il software che lo gestisce, diventa pigro e preferisce cambiare marcia quanto meno possibile. Capita quindi anche di accelerare un po’ di più senza arrivare veramente a scalare marcia. Consiglio di usare quindi questa modalità in un contesto autostradale, così da ottimizzare i consumi su tratte lunghe.
Le modalità di guida disponibili comprendono anche la Comfort e la Sport, ma personalmente l’ho guidata la maggior parte del tempo in Comfort, proprio perchè si abbina al meglio al carattere di questo SUV. D’altronde questi parametri toccano comunque un po’ il carico del volante, la mappatura del pedale acceleratore e del cambio, quindi c’è un feeling leggermente diverso tra una modalità e l’altra.
Parola d’ordine confort
Se davvero dovessi racchiudere lo spirito di questa T-Roc in una singola parola, anzi un singolo aggettivo, quello è “comoda". Un’auto con un setup sospensivo votato decisamente alla comodità, capace di creare senza mezzi termini un cuscinetto d’aria che cerca di isolare i passeggeri da tutto ciò che scorre sotto le ruote. Nonostante i cerchi da 18 pollici della versione in prova, il passaggio su pavè cittadino, dossi e chi più ne ha più ne metta non è risultato essere un problema di alcuni tipo, con alcune delle vibrazioni generate che non arrivano nemmeno ad essere avvertite. Hanno fatto un lavoro da questo punto di vista in Volkswagen, rendendo quest’auto una specie di compagna ideale per l’utilizzo non solo al di fuori della città ma anche – e forse soprattutto – al suo interno. D’altronde ricordo che le dimensioni non sono quelle scomode, a causa delle quali fareste prima a trovare un dinosauro vivo che un parcheggio idoneo in città.
Chiaramente il contraltare di questa scelta progettuale cade sul rollio. C’è, ed in alcune situazioni ovviamente si sente. Se forzate un po’ la mano si avverte maggiormente perchè l’auto tende a schiacciare di più le sospensioni, ma se non avete intenzione di sfruttare gli appoggi dinamici in curva, e non beccate asperità alte e cattive quanto dei gradini, difficile che ceda in modo evidente da un lato. Nota negativa il freno invece, o meglio il pedale del freno. Il feeling non è stato il massimo fin dai primi metri, non perchè non abbia del mordente pronto a fermare l’auto in situazioni anche di pericolo, quando per la sua modularità. Non si “legge" bene il passaggio dalla frenata rigenerativa a quella idraulica ed in alcuni caso bisogna premere il pedale più di quanto ci si aspetti.
Consumi e prezzo
Con la versione di T-Roc 2026 motorizzata con l’1.5 litri 115 cv, trazione anteriore e cambio DSG, ho avuto medie di consumi di 6,6 litri / 100 km in città. Questi diventano 6.9-7.2 litri /100 km in autostrada a 130-135 km/h fissi e 5,8-6,0 litri/100 km in statale, con la classica velocità intorno ad 80 km/h, merito anche della deattivazione dei cilindri.
Per portare a casa la T-Roc 2026 in questa configurazione si parte da un prezzo di 33.900 euro, IVA inclusa e chiavi in mano.