Volkswagen: taglio alla produzione e 19.000 esuberi entro il 2026
Entro l'anno sono previsti 19.000 esuberi e 50.000 entro il 2030, parallelamente a una riduzione della capacità produttiva per far fronte a un mercato sempre più difficile.
Il gruppo Volkswagen sta affrontando una delle fasi più delicate della sua storia recente, come gran parte dell’industria tedesca ed europea. L’amministratore delegato Oliver Blume ha esposto i dettagli di una rigorosa ristrutturazione aziendale.
Tagli al personale
Il piano prevede, per i marchi Volkswagen, Audi, Porsche e la consociata Cariad dedicata allo sviluppo software, una riduzione di circa 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030. Già entro la fine di quest’anno, il marchio Volkswagen subirà un taglio dell’organico di ben 19.000 dipendenti, che coinvolgerà gli stabilimenti di Sachsen e Osnabrück. Oltre 28.000 accordi vincolanti sono già stati conclusi per le uscite future.
Riduzione della produzione
Oltre alla riduzione di personale, il Gruppo tedesco sta ridimensionando fortemente la capacità produttiva. L’obiettivo di produrre 12 milioni di veicoli all’anno, pianificato con ottimismo nell’epoca pre-Covid, è stato ridotto a 9 milioni di unità, un livello ritenuto oggi molto più realistico e allineato alle vendite degli ultimi cinque anni. Negli ultimi due anni il gruppo ha già diminuito la produzione di circa 2 milioni di veicoli tra Europa e Cina. L’obiettivo di queste misure dal punto di vista finanziario è generare fino a 6 miliardi di euro di risparmi entro il 2030.
Un mercato più complesso
Tra le cause di un piano così severo ci sono le condizioni globali dell’industria automobilistica, ulteriormente peggiorate nel 2026 tra tensioni in Medio Oriente, contrazione dei volumi di mercato e concorrenza sempre più agguerrita. In un contesto in cui la crescita è ormai “quasi inesistente”, oltre ai tagli, il Gruppo punta a ridurre la complessità dell’offerta attraverso prodotti mirati e un numero ridotto di varianti.