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Auto cinesi in Italia, i marchi presenti e quelli in arrivo

Ecco come sta cambiando il parco auto presente nel nostro Paese, sono già oltre venti i marchi auto cinesi in Italia

Auto cinesi in Italia, i marchi presenti e quelli in arrivo
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 7 mag 2026

Fino a pochi anni fa le auto cinesi in Italia erano una curiosità di nicchia. Oggi sono una realtà consolidata che ridisegna non solo il panorama dei modelli presenti nelle concessionarie italiane, ma anche il parco auto circolante. Ne dà una fotografia interessante l’UNRAE che racconta come nei primi quattro mesi del 2026, sono state immatricolate oltre 78.000 vetture di produzione cinese su un totale di 640.083. Si tratta di circa il 12,5% del mercato, una ogni otto auto vendute. E il numero è destinato a crescere visto che diversi marchi sono ancora in fase di lancio o in arrivo entro la fine dell’anno.

Ma cosa si intende per “auto cinese”? La risposta non è così lineare. Rientrano in questa categoria sia i marchi nati in Cina e distribuiti tramite la rete ufficiale (come BYD od Omoda e Jaecoo), i marchi globali controllati da gruppi cinesi ma con identità storica europea (come Volvo, Polestar o Lotus, tutti parte del gruppo Geely) e importatori e brand italiani che commercializzano modelli di origine cinese con lievi modifiche (come DR, Cirelli, EMC).

I marchi già presenti in Italia…

MG è il marchio più venduto tra i cinesi in Italia, undicesimo nella classifica assoluta del primo quadrimestre 2026. Storico brand britannico oggi parte del gruppo SAIC, è presente dal 2021 con una gamma che spazia dai SUV ibridi alle elettriche. BYD è il secondo per volumi, in crescita del 171% ad aprile rispetto all’anno precedente, con un’offerta che include sia elettriche pure che plug-in hybrid. Leapmotor è la sorpresa dell’anno: la T03 è stata la terza auto più venduta in Italia ad aprile 2026, distribuita attraverso la rete Stellantis grazie alla partnership con il gruppo italofrancese. Omoda e Jaecoo, entrambe del gruppo Chery, crescono del 310% e presidiano il segmento dei SUV di fascia media.

Tra gli altri marchi già operativi troviamo Zeekr, Dongfeng (con i brand premium Voyah e MHero), Geely (arrivata nel 2026 con le elettriche EX5 e Starray), Xpeng (due SUV elettrici), DFSK (SUV e veicoli commerciali), Forthing (modelli termici e ibridi), Maxus (veicoli commerciali elettrici), Lynk & Co (SUV plug-in del gruppo Geely), SWM (marchio lombardo con produzione cinese).

Il gruppo DR merita un discorso a parte: il marchio molisano ha costruito un intero ecosistema di importazione e rebranding che comprende DR stessa, più i brand Evo, Ich-X, Sportequipe e Tiger (tutti basati su modelli cinesi modificati per il mercato europeo). Stesso approccio per Cirelli ed EMC (Eurasia Motor Company).

… e quelli in arrivo

Il gruppo Chery sta ampliando ulteriormente la sua presenza in Italia e dopo Omoda e Jaecoo, nel 2026 è arrivato Lepas con i SUV L8, L6 e L4, posizionato su una fascia più premium. In arrivo anche iCaur, specializzato nel fuoristrada, ed Exlantis. Il gruppo Changan sta entrando con il marchio Deepal (SUV elettrici S05 e S07). Intanto, anche Denza (marchio premium BYD-Mercedes) ha debuttato da noi nell’aprile scorso al pari di GWM.

Complessivamente a oggi i marchi cinesi presenti in Italia sono oltre venti, ma entro la fine dell’anno potrebbero arrivare addirittura a essere quasi trenta. Come cambia il mondo.

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