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A Brema inizia un'altra storia, quella della nuova Mercedes-Benz GLC elettrica

Con oltre 10 milioni di auto prodotte e 10.500 dipendenti, Brema si conferma centro di eccellenza per Mercedes-Benz. Qui nasce la nuova GLC

A Brema inizia un'altra storia, quella della nuova Mercedes-Benz GLC elettrica
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 7 mag 2026

Nel distretto di Sebaldsbrück, tra i mattoni che un tempo ospitavano la storica fabbrica Borgward, prende forma una nuova storia che ha il compito di scandire il futuro di uno dei più prestigiosi marchi mondiali. Qui, infatti, comincia la produzione di una vettura sulla quale sono riposte grandi speranze: la nuovissima Mercedes-Benz GLC 100% elettrica. Lo stabilimento di Brema è il simbolo del cambiamento che sta attraversando il settore dell’automotive, da baluardo della meccanica tradizionale ad avamposto della trazione elettrica. Con oltre 10 milioni di veicoli prodotti dall’inizio delle attività nel 1978, questo impianto rappresenta oggi il più grande datore di lavoro privato della regione, impiegando circa 10.500 persone dedite alla ricerca della perfezione automobilistica.

Dalla tradizione alla rivoluzione elettrica

Il viaggio produttivo di Brema è iniziato ufficialmente quasi mezzo secolo fa con la versione station wagon della mitica serie 123. Da allora, la fabbrica ha scalato le gerarchie del Gruppo fino a diventare il primo impianto Mercedes-Benz a integrare un veicolo completamente elettrico nella produzione di serie nel 2019, con la EQC. Quella che era una scommessa è adesso una realtà: dal 2022 il sito produce la berlina EQE e, come dicevamo, da quest’anno anche la nuova GLC elettrica.

L’aspetto più interessante di questo stabilimento risiede nella sua flessibilità. All’interno della Hall 9, il padiglione più grande del sito che opera ininterrottamente su tre turni da oltre un decennio, accade qualcosa di unico: la GLC elettrica viene assemblata sulla stessa linea di produzione della EQE e delle versioni termiche e ibride della GLC stessa. Questa capacità di gestire motorizzazioni diverse su un’unica catena di montaggio permette a Mercedes-Benz di reagire con agilità alle fluttuazioni del mercato globale.

Un network integrato

La nascita di un’auto come la GLC elettrica non è un evento isolato, ma il risultato di una sinergia internazionale. Mentre Brema funge da fulcro dell’assemblaggio, i componenti del gruppo propulsore arrivano dagli stabilimenti di Amburgo e Sebeș, in Romania. L’energia vitale, ovvero le batterie di nuova generazione, viene invece fornita dal polo ACCUMOTIVE di Kamenz.

Oggi, Brema è la culla di ben undici modelli, tra cui la Classe C (berlina e station wagon), la CLE (Coupé e Cabriolet), diverse varianti della GLC e le punte di diamante della gamma sportiva e di lusso: i modelli Mercedes-AMG SL e GT, oltre alla prestigiosa Mercedes-Maybach SL. Un altro dato rivela l’importanza di questo sito: sette di questi undici modelli sono prodotti esclusivamente a Brema per tutto il mondo.

Ben 140 anni di Innovazione

L’anno 2026 non segna solo l’espansione della gamma elettrica, ma una celebrazione epocale: i 140 anni dal giorno in cui Carl Benz depositò il brevetto per la prima automobile, seguito a breve dalla carrozza motorizzata di Gottlieb Daimler. Per onorare questo traguardo, Mercedes-Benz ha lanciato il programma “140 Years. 140 Places”, un’avventura epica che vede tre berline Classe S attraversare sei continenti toccando 140 luoghi simbolo della storia e della tecnologia del marchio.

Questa spedizione transcontinentale, che durerà fino a ottobre, è il modo in cui l’azienda ribadisce la propria missione: creare le auto più desiderabili al mondo. Nonostante l’evoluzione verso il software e l’elettrico, lo spirito che guida i 164.000 dipendenti del gruppo nel mondo rimane lo stesso: un’unione tra passione per le prestazioni e impegno verso la sostenibilità. Entrare in una Mercedes-Benz prodotta a Brema deve continuare a trasmettere quel sentimento inconfondibile che il marchio riassume nel suo saluto ai clienti: “Welcome home".

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