Mercedes-Maybach rompe il tabù: "Difficile rinunciare al V12"
Motori a scoppio? È controriforma. Da Mercedes a Ferrari, molti frenano sull'elettrico per salvare i cilindri. Maybach ancora col V12
Il cuore degli automobilisti continua a battere al ritmo dei cilindri. Lo considerate sbagliato? Eppure il passaggio alla mobilità “alla spina” si sta scontrando con una realtà inaspettata. Le persone non sembrano affatto pronte a divorziare dalla benzina. E se convincere l’utente medio è complesso, la sfida diventa quasi impossibile quando si parla di segmenti ultra-lusso, dove il motore non è solo un componente, ma l’anima stessa dell’auto.
Un esempio lampante? Ebbene arriva dal mondo Mercedes-Maybach. Durante una recente tavola rotonda organizzata in occasione del lancio de Il diavolo veste Prada 2, il numero uno del marchio, Markus Bauer, ha toccato un tasto dolente per i puristi. “È davvero difficile convincere chi desidera un V12 ad accontentarsi di un V8“, ha dichiarato con molto pragmatismo. In soldoni per questa clientela, il frazionamento del motore è una questione di prestigio e fluidità che nessuna batteria può ancora replicare.
Il cuore della Maybach: il V12 resiste (soprattutto negli USA)
Proprio per non deludere i suoi estimatori, la casa tedesca ha deciso di mantenere il leggendario motore V12 nella nuova Maybach Classe S. Non è una sfida facile. Le normative ambientali sempre più stringenti ne limitano la disponibilità, rendendolo un privilegio non accessibile in ogni mercato.
Tuttavia, gli Stati Uniti rimangono l’oasi felice per questo propulsore. Sotto il cofano della S680 pulsa un colosso biturbo da 6,0 litri capace di sprigionare 621 cavalli. “Sono felice che nel mercato più forte per il V12, ovvero gli USA, possiamo continuare a venderlo“, ha dichiarato Bauer ai microfoni di Road and Track. Il messaggio è chiaro: finché ci sarà richiesta e spazio normativo, il V12 rimarrà il fiore all’occhiello della gamma, perché, come sottolineato dallo stesso Bauer, questo motore e il concetto di Maybach sono semplicemente nati per stare insieme.
La riscossa dei motori a combustione
La strategia di Maybach non è un caso isolato, ma il segnale di una “controriforma" che sta attraversando l’intera industria. Nell’ultimo anno, molti colossi dell’auto hanno rivisto i propri piani di elettrificazione totale. Solo un mese fa, Porsche ha rassicurato i suoi fan. I motori termici resteranno in listino “ben oltre il prossimo decennio". Sulla stessa scia si muove Ferrari, che non ha alcuna intenzione di spegnere i suoi iconici propulsori, V12 incluso.
Il fronte della resistenza? Diciamo pure è ben compatto: Toyota, Bentley e Audi hanno espresso posizioni analoghe. Significativo poi è stato proprio l’annuncio di Mercedes-Benz del giugno 2025, definendo una vera e propria “correzione di rotta" per prolungare la vita dei motori a combustione interna rispetto ai piani iniziali.
Anche i gruppi che puntano sulla flessibilità stanno cambiando approccio. Volkswagen ha sviluppato nuove piattaforme EV che, all’occorrenza, possono ospitare motori a benzina. Persino Mini, che aveva pianificato un addio precoce ai carburanti fossili, è tornata sui suoi passi. Di fronte al rifiuto dei consumatori verso l’elettrico puro, il motore a scoppio non è più un ricordo del passato, ma forse ancora una garanzia per il futuro.