Lancia Fulvia, un render in versione roadster stuzzica la fantasia dei più nostalgici
La Fulvia è stata una delle auto più importanti della storia di Lancia. Un'inedita rappresentazione grafica ha fatto impazzire i puristi
La Lancia Fulvia venne prodotta dal 1963 al 1976 con 3 tipi di carrozzeria: berlina 4 porte, coupé e coupé Sport Zagato. La prima versione venne proposta sul mercato nelle vesti di berlina, sostituendo all’inizio degli anni ‘60 l’Appia III serie. Vantava una linea a 3 volumi squadrata e non particolarmente moderna, ma le migliorie che fecero drizzare i capelli agli appassionati si nascondevano sotto al cofano.
Trazione anteriore, motore a benzina 4 cilindri a V stretta (12 gradi) e distribuzione bialbero in testa e bilancieri rendevano la Fulvia un must have. Inoltre c’erano 4 freni a disco con il telaietto ausiliario, a cui era ancorata la sospensione anteriore a ruote indipendenti, con balestra trasversale e barra stabilizzatrice che trasmettevano ottime sensazioni alla guida. Il retrotreno ad assale rigido, con due balestre longitudinali, non rappresentava una novità. Il motore era un 1091 cm³, alimentato da un solo carburatore doppio corpo verticale, per una potenza massima di 58 CV, che rendevano possibile una velocità massima di 138 km/h. Oggi, un render stuzzica la fantasia.
Ritorno al passato
La Lancia oggi avrebbe bisogno di allargare la gamma, strizzando l’occhio agli amanti delle vetture classiche. Dopo i successi ottenuti dalla Fulvia nelle sfide Rally internazionali, il Centro Stile della Casa torinese provò a rispolverare l’hype corsaiolo nel 2003 con una concept car molto accattivante. La Fulvia Concept era basata sul telaio della FIAT Barchetta, prodotta dalla Maggiora negli ex-stabilimenti Lancia di Chivasso, con un motore 1.800 cc benzina. A differenza della storica antenata, la Fulvia Concept 2003 aveva solo due posti anziché quattro.
Disegnata da Alberto Dilillo e Flavio Manzoni, e realizzata in esemplare unico, fu svelata al Salone di Francoforte del settembre 2003, lasciando tutti a bocca aperta. Purtroppo il Gruppo FIAT stava vivendo una fase di crisi e i vertici del marchio piemontese decisero di non procedere alla produzione in serie della biposto. Il dirigente Luca de Meo, ai tempi nel Gruppo FIAT, lo definì uno dei suoi più grandi rimpianti professionali perché la vettura avrebbe potuto fare faville.
Il design della Fulvia
La rappresentazione grafica, condivisa da @capriotti_cardesign, mostra una sportiva di un’eleganza senza tempo. Il render sembra un tuffo in un passato dove la dolce vita italiana prendeva le forme di vetture iconiche che, con pura classe, trasmettevano emozioni. Questa nuova interpretazione di una Lancia Fulvia rinnovata vanta un frontale simile alla nuova Ypsilon e un posteriore molto aggraziato.
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La roadster a due porte che potrebbe competere con la futura Mazda MX-5 potrebbe spingere il marchio torinese nella giusta direzione. La nuova Lancia Ypsilon ha deluso le aspettative, poiché utilizza una delle piattaforme più impiegate da Stellantis, risultando più costosa del modello precedente e avendo numerosi competitor sul mercato, anche interni, come la Peugeot 208 e l’Opel Corsa. D’ora in avanti Lancia potrebbe (e dovrebbe) focalizzarsi meno sulle influenze francesi del Gruppo Stellantis. Il nome dell’iconica vettura derivava dalla Via Fulvia, l’antica strada romana che collegava Tortona a Torino, farebbe riaccendere i riflettori sulla geografia nostrana con una proposta sportiva diversa dalle altre. Per ora è un sogno, vedremo se un giorno si concretizzerà.