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Da Torino a Palermo con una Lancia Flaminia GT del '67: bio-benzina nel serbatoio

Torino-Palermo in Lancia Flaminia: l'icona della "Dolce Vita" lancia la sfida della bio-benzina con un road-tour da 2.000 km

Da Torino a Palermo con una Lancia Flaminia GT del '67: bio-benzina nel serbatoio
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 16 apr 2026

Il 16 aprile 2026 segna l’inizio di un’impresa che profuma un po’ di storia e un po’ di futuro: una splendida Lancia Flaminia GT Touring del 1967, simbolo della Dolce Vita, accende il suo motore a Torino per intraprendere un viaggio di quasi 2.000 chilometri per raggiungere Palermo. Non si tratta della solita sfila di regolarità o di una semplice parata di eleganza, ma di un atto di fiducia in una risorsa che potrebbe rivelarsi rivoluzionaria: la bio-benzina di seconda generazione.

In cosa consiste l’ASA Net-Zero-Classic

L’iniziativa, battezzata ASI Net-Zero Classic, trasforma questo gioiello dell’automobilismo italiano in un’ambasciatrice della sostenibilità. Può sembrare un paradosso, dato che si parla di un’auto con quasi sessant’anni sulle spalle, eppure è così. Attraversando lo Stivale con tappe a Modena, Siena, Bracciano, Napoli, Cosenza e Catania, la Flaminia ha il dovere di dimostrare che il fascino dei veicoli storici può convivere armoniosamente con le sfide odierne, che transitano – per forza di cose – con le sensibilità climatiche. Questa avventura è l’inizio di un test-drive di 10.000 chilometri volto a esaminare come il carburante innovativo interagisca, nel lungo periodo, con i motori di ieri.

La bio-benzina utilizzata rappresenta una risorsa straordinaria per diversi motivi. Innanzitutto, è un carburante “drop-in": può essere versato direttamente nel serbatoio senza alcuna modifica meccanica al propulsore originale, un V6 da 2.800 cc,. Prodotta da scarti agricoli non destinati all’alimentazione, questa benzina è in grado di evitare l’80% del sovraccarico di CO2 in atmosfera rispetto ai combustibili fossili. I test preliminari condotti dall’ASI con partner universitari hanno già rivelato dati sorprendenti: nel ciclo extraurbano, le emissioni di monossido di carbonio sono crollate del 31%, senza alcuna perdita di prestazioni,.

Una speranza per i vecchi termici

Come sottolineato dal Presidente dell’ASI, Alberto Scuro, l’obiettivo è unire l’Italia sotto la bandiera della sostenibilità, dimostrando che i motori di ieri possono diventare i laboratori per il progresso di domani. Questa impresa non è solo una prova tecnica, ma una visione: un futuro in cui il patrimonio automobilistico non viene relegato nei musei, ma continua a correre grazie a carburanti puliti che bilanciano le emissioni attraverso il ciclo naturale della fotosintesi. In questo viaggio da Torino a Palermo, la Flaminia non trasporta solo passeggeri, ma la speranza di una mobilità che nel domani non releghi questi oggetti magnifici a retaggi del passato senza più una speranza di utilizzo.

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