Cerca

Dacia Duster Hybrid-g 150 4x4: l'abbiamo sporcata sullo sterrato - Video

Abbiamo provato la Dacia Duster 4x4 sia su strada che su sterrato e ci ha stupito molto piacevolmente la sua grande sicurezza

Vai ai commenti
Gabriele Lupo
Gabriele Lupo
Pubblicato il 18 mag 2026

In passato, quando Dacia ha debuttato, parlare di un SUV completo riferendosi alla Duster forse era prematuro, nonostante offrisse tutto, ma senza eccessi; ad oggi invece, grazie al grande lavoro svolto dal brand romeno, le cose sono cambiate e parlarne male viene davvero difficile. 

Siamo tornati al volante della Dacia Duster nella sua motorizzazione, a mio avviso, più interessante: la Hybrid-g 150 4×4. Si tratta dell’ultima motorizzazione introdotta dal brand nella gamma del modello a seguito della numerosissime richieste da parte del pubblico, specialmente quello italiano. Si tratta di una motorizzazione ibrida (seppur mild), con la trazione integrale e che può essere alimentata sia a benzina che a GPL. Insomma, meglio di così…

DESIGN E INTERNI

Parlare dettagliatamente di design non ha assolutamente senso in quanto la Duster è un modello che, inevitabilmente, ci siamo trovati a conoscere nel corso degli anni successivi al suo ultimo rinnovo. Un’auto che introduce un design solido e moderno con al frontale una grande griglia rialzata che viene corniciata dai fari con la tipica firma luminosa a forma di “Y“, lateralmente spiccano le bombature e i dettagli dedicati all’off-road, oltre a cerchi in lega da 18" che, nella nostra prova, abbiamo sporcato parecchio.

Al posteriore non ci sono sorprese e si ritrova la medesima impostazione di tutte le altre versioni: fari ad “Y" che riprendono quanto iniziato al frontale, il lettering “Dacia" di un colore ramato a contrasto e le scritte hybrid e 4×4. Una delle differenze rispetto alle altre versioni emerge nell‘altezza da terra, più elevata in questa 4×4, che giunge a 22 cm al centro (davanti 21 cm, dietro 23 cm).

Anche internamente nessuno stravolgimento rispetto a quanto ci siamo abituati a conoscere nel nuovo corso stilistico del brand romeno. A regnare la scena due schermi, uno dedicato alla strumentazione digitale ed uno da 10,1" per la gestione del sistema infotelematico. L’interfaccia rimane sempre piuttosto chiara ed intuitiva anche se, a volte, un po’ poco fluida.

I materiali sono duri e non di pregio ma sicuramente molto ben assemblati così da ridurre al minimo scricchiolii e rumori, e la filosofia di praticità e razionalità viene seguita con il mantenimento di tasti fisici sul volante e per la gestione del clima.

La vera differenza rispetto alle altre versioni è il rotore nella console centrale dedicato alle modalità di guida, un elemento che permette di gestire la vettura a seconda delle proprie preferenze.

PROVA SU STRADA… E NON

La base tecnica della Dacia Duster 4×4 in un certo senso già la conosciamo ma le soluzioni intelligenti la rendono ancora più interessante. Sotto al cofano un 1.2 mild-hybrid da 140 CV viene abbinato ad un motore elettrico posteriore da 31 CV, per portare la potenza totale combinata a 150 CV. La trazione integrale viene quindi garantita dal secondo propulsore elettrico che entra in funzione quando serve maggior aderenza e il tutto viene accoppiato ad un cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti (con anche la possibilità di cambiare le marce con i paddle dietro al volante) per il termico, e 2 per l’elettrico. 

Su strada la Duster rimane la vettura che, negli anni, ci siamo abituati a conoscere ed apprezzare. La dinamica di guida è piacevole, il motore risponde presente in tutte le condizioni in cui viene impiegato anche se, in autostrada, qualche borbottio di troppo arriva in abitacolo. La potenza è sufficiente per muovere bene la vettura in tutte le condizioni e la seconda alimentazione a GPL (con 50 litri di serbatoio) garantisce risparmio e versatilità, con un’autonomia combinata che, secondo Dacia, si avvicina a 1.500 km.

Lo sterzo è leggero e la risposta al pedale del freno, seppur abbastanza spugnosa, restituisce una sensazione di sicurezza che non guasta mai. La percezione degli ingombri è buona e la visibilità non manca, peccato solo per la scarsa percezione degli angoli nella parte finale del cofano che rimane un po’ bombato.

Sullo sterrato le modalità di guida iniziano ad acquisire un senso e sono cinque: Auto, Eco, Snow, Mud/Sand e Lock. Chiaramente quella che viene usata nella maggior parte del tempo è la Auto con cui viene gestita in autonomia la ripartizione tra 4×2 e 4×4. Le modalità dedicate per sabbia e neve però introducono un modo di guidare differente, con una gestione diversa anche in termini di erogazione della potenza. Si apprezza anche il sistema di controllo della velocità in discesa che, nelle situazioni di difficoltà, aiuta nella gestione della vettura.

A stupire in off-road è sicuramente la stabilità della vettura e la sua grande sicurezza nell’affrontare anche le situazioni più scomode come piccoli guadi (può arrivare a 45 cm) e solchi nel fango di difficile gestione. Mi piace il grande lavoro che la vettura svolge autonomamente per garantire al conducente la massima sicurezza possibile, in modo da “necessitare" solo piccoli interventi sul gas e sullo sterzo. Il cambio ragiona in maniera piuttosto intelligente e la potenza si è rivelata adeguata nelle situazioni che abbiamo affrontato.

Va poi sottolineato che, nel percorso in off-road, abbiamo sporcato parecchio la vettura ma grazie alle piastre sottoscocca, nessuna delle parti sensibili dell’auto è stata toccata, un aspetto che garantisce una maggiore tranquillità anche nei percorsi più tortuosi, sicuramente alla portata della Duster 4×4.

PREZZO

La Dacia Duster nella motorizzazione Hybrid-g 150 4×4 parte da 28.500€ nell’allestimento di ingresso Expression mentre per avere la variante Extreme, oggetto del nostro test, sono necessari almeno 30.050€ a cui vanno aggiunti circa 1.000€ di optional.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento