Xiaomi SU7 Ultra: per il tribunale il cofano in carbonio non è una frode
Un tribunale cinese ha respinto la richiesta di risarcimento avanzata da un acquirente della SU7 Ultra per il cofano in fibra di carbonio.
L’anno scorso più di 400 proprietari della Xiaomi SU7 Ultra si erano organizzati per fare causa al marchio cinese. Il motivo? Il cofano in fibra di carbonio. Secondo i proprietari del mezzo, infatti, quell’accessorio venduto a circa 5.200 euro era inutile e non faceva quello per cui era stato presentato. Xiaomi lo aveva descritto come un cofano con prese d’aria funzionali, capaci di migliorare l’aerodinamica e il raffreddamento del motore. I test effettuati dai proprietari avevano invece dimostrato che i condotti erano sostanzialmente estetici e che dall’apertura non passava aria. Ora arriva la sentenza.
La sentenza
Il Tribunale del Distretto di Licheng, nella provincia dello Shandong, ha emesso il 13 maggio il primo verdetto di merito legato alla controversia sul cofano in fibra di carbonio con doppi condotti dell’aria. Il verdetto è parziale per entrambe le parti. Il tribunale ha infatti stabilito che i materiali promozionali di Xiaomi contenevano elementi “esagerati” e hanno violato il principio di buona fede commerciale. Ma ha anche stabilito che Xiaomi non ha fornito informazioni false né ha intenzionalmente nascosto la verità. Decisione che di fatto respinge la richiesta di risarcimento prevista dalla legge cinese per i casi di frode al consumatore, e anche la richiesta di doppio rimborso del deposito.
Xiaomi dovrà rimborsare i 20.000 yuan di deposito (circa 2.940 dollari) entro dieci giorni dall’entrata in vigore della sentenza. Il contratto di acquisto firmato il 7 marzo 2025 viene risolto con effetto dal 4 luglio 2025. Le richieste aggiuntive legate al cofano opzionale sono state respinte.
La difesa di Xiaomi
Durante il processo Xiaomi aveva difeso la propria posizione. Il fondatore Lei Jun aveva già dichiarato al momento del lancio (a ottobre 2024) che la versione di produzione differiva significativamente dal prototipo. L’azienda aveva poi presentato un rapporto del China Automotive Technology and Research Centre che mostrava come il cofano fornisse modesti benefici aerodinamici, e aveva spiegato che il sistema AGS di chiusura attiva della griglia anteriore rendeva poco significativi i test di flusso d’aria effettuati dai proprietari a veicolo fermo. Xiaomi aveva già corretto il materiale promozionale, si era scusata pubblicamente e aveva offerto la sostituzione gratuita del cofano standard per chi non aveva ancora ritirato il veicolo.
Quella del Tribunale del Distretto di Licheng è la prima sentenza per questo caso. Altri procedimenti sono in corso. La questione, al di là di come verrà risolta dalla legge cinese, solleva un tema più generale e interessante anche fuori dalla Cina. E riguarda la comunicazione da parte delle case automobilistiche che spesso presentano caratteristiche del prototipo come riferimento per la versione di serie, lasciando poi agli acquirenti il compito di scoprire le differenze.
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