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BMW brevetta un cambio manuale che impedisce di inserire la marcia sbagliata

BMW: sensore rileva la marcia inserita e la velocità del motore, bloccando automaticamente i rapporti che potrebbero danneggiare il motore

BMW brevetta un cambio manuale che impedisce di inserire la marcia sbagliata
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 13 mag 2026

È capitato a tutti (o quasi) di grattare le marce. È una delle esperienze più comuni (e fastidiose) per chi guida un’auto con il cambio manuale. Spesso i neopatentati, ancora poco esperti della gestione del pedale della frizione, incorrono in questa situazione. Sbagliare a inserire la marcia giusta diventa ancora più rischioso quando si sta eseguendo una manovra delicata (un sorpasso o una curva) o quando si è in pista. Se si inserisce la marcia sbagliata e il motore va in sovragiri, cambio e motore possono subire danni enormi e costosi, oltre a creare rischi per la sicurezza. Per questo fenomeno, che in inglese viene chiamato money shift, BMW ha depositato un brevetto per risolverlo definitivamente.

Come funziona il brevetto

Il sistema proposto prevede un sensore in grado di rilevare in quale marcia si trova la trasmissione e a quale velocità sta girando l’albero motore. Sulla base di questi dati (oppure della velocità del veicolo o degli assi) il meccanismo blocca fisicamente i rapporti che porterebbero il motore ad andare fuori giri, rendendoli selezionabili solo quando la velocità è compatibile. In pratica, se si sta scalando dalla quinta e la velocità è ancora troppo alta per la terza, quella posizione del cambio viene bloccata. Solo la quarta (o eventualmente le marce superiori) risulta disponibile in quel momento.

Il principio è simile a quello del bloccaggio della retromarcia già presente sui cambi manuali tradizionali, ma applicato a tutti i rapporti e in modo dinamico, in base alle condizioni di guida in tempo reale. Il principio non è lontano da quello del rev-matching automatico, già presente su diverse sportive moderne, che regola automaticamente i giri del motore durante le scalate per rendere il cambio più fluido. La differenza è che qui l’obiettivo non è il comfort, ma la protezione della meccanica.

Contraddizioni e perplessità

Il brevetto arriva in un momento particolare per il cambio manuale. L’obiettivo di BMW è mantenerlo sui modelli sportivi, tanto che ha già confermato che il cambio manuale resterà disponibile almeno fino alla fine del decennio (l’M2 dovrebbe restare in produzione fino al 2030, mentre M3 e M4 potrebbero continuare a offrirlo anche accanto alle versioni elettriche). Una scelta che rende questo brevetto ancora più sensato anche per questi modelli.

Allo stesso tempo però BMW sta sviluppando la nuova M3 elettrica con cambio simulato, un sistema che replica le scalate e il sound del sistema tradizionale su una piattaforma a quattro motori elettrici. È interessante notare come, un po’ come sta avvenendo con la ridefinizione delle strategie sulle motorizzazioni elettriche, endotermiche e ibride, si evitino decisioni definitive e si prediliga un approccio più prudente. Da un lato, infatti, si protegge il cambio manuale e si continua a migliorarlo, dall’altro si cerca di ricrearne l’esperienza su un’auto che non ne ha bisogno.

Va anche detto che, pur risolvendo il problema del money shift, il brevetto di BMW si espone a qualche critica. Qualcuno potrebbe infatti non gradire che in certi contesti (una frenata in pista con scalata aggressiva o una manovra azzardata) il pilota o l’automobilista non abbiano il pieno controllo del mezzo.

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