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Sassi dai cavalcavia, torna la paura per un fenomeno mai del tutto scomparso

L'episodio riaccende l'attenzione su un fenomeno che in Italia ha già causato morti: quello del lancio dei sassi dal cavalcavia

Sassi dai cavalcavia, torna la paura per un fenomeno mai del tutto scomparso
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 13 mag 2026

Chi ha qualche anno in più ricorderà i titoli di giornale degli anni Novanta e Duemila che raccontavano, con drammatica frequenza, episodi di lanci di sassi dai cavalcavia. Con le relative morti e le condanne pesanti. Un fenomeno che sembrava destinato a restare nelle pagine della cronaca nera ma che invece continua a ripresentarsi. L’ultimo episodio è di pochi giorni fa. La sera del 7 maggio a Vezzano (frazione del comune italiano di Vallelaghi in provincia di Trento) tre automobilisti hanno sentito un botto improvviso e si sono ritrovati con il parabrezza in frantumi. Qualcuno dal cavalcavia aveva lanciato delle pietre sulle auto in corsa.

Un fenomeno in crescita?

I carabinieri, allertati immediatamente, hanno perlustrato la zona trovando altri sassi vicino al parapetto, ma senza individuare i responsabili. La Provincia ha poi posizionato delle transenne sul cavalcavia per impedire nuovi episodi su quello stesso tratto di strada.

Quello di Vezzano non è il primo episodio accaduto dall’inizio dell’anno. A marzo, lungo la superstrada tra Merano e Bolzano, una pietra aveva frantumato il parabrezza di un’auto causando due feriti lievi. A Usmate Velate, in provincia di Monza, i carabinieri avevano fermato tre ragazzini di 13 anni sorpresi a lanciare sassi da un ponte ferroviario.

Quello dei sassi dai cavalcavia è, come detto, un fenomeno che in passato ha per anni angosciato gli italiani. Nel 1986 perse la vita una bambina di due mesi e mezzo colpita da un masso sulla provinciale Milano-Lentate. Nel 1993 una ragazza di 25 anni fu uccisa da un macigno di 12 kg sull’A22. Nel 1996 una donna morì sulla Torino-Piacenza durante il viaggio di nozze. Nel 2005, vicino Cassino, un masso di 40 kg lanciato sull’autostrada Roma-Napoli uccise un uomo e ferì sei persone.

Cosa rischiano i responsabili

Anche a seguito di quei numerosi casi, la giurisprudenza italiana è estremamente chiara in materia. Il lancio di sassi da un cavalcavia non è vandalismo, ma un reato gravissimo che può arrivare fino all’omicidio volontario. Un tema che il nuovo Codice della strada affronta con misure sempre più severe per i comportamenti che mettono a rischio la vita altrui. Chi compie il gesto è consapevole che l’impatto con un veicolo può essere letale. In caso di minorenni, la responsabilità civile ricade sui genitori.

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