Toyota "assume" tre robot umanoidi nella sua fabbrica in Canada
Dopo un anno di sperimentazione, Toyota Motor Manufacturing Canada ha firmato un accordo commerciale con Agility Robotics per impiegare il robot Digit nello stabilimento di Woodstock.
I robot umanoidi nelle fabbriche automobilistiche non sono più una prospettiva futura. Sono la realtà. E sono già al lavoro. Toyota Motor Manufacturing Canada ha infatti firmato un accordo commerciale con Agility Robotics per impiegare tre esemplari di Digit (il robot bipede di Agility) nello stabilimento di Woodstock, Ontario, quello che produce la RAV4 per il mercato locale. Il programma è partito a febbraio 2026, dopo un anno di sperimentazione, e prevede l’impiego di sette unità totali di cui tre già operative, quattro in attesa di essere attivate.
Cosa fa il robot Digit
Il compito assegnato a Digit è al momento volutamente circoscritto. Si occupa sostanzialmente di trasportare i contenitori pieni di componenti dai carrelli automatizzati alla linea di assemblaggio e ricaricare i carrelli con quelli vuoti. Avanti e indietro, per tutta la durata del turno. È esattamente il tipo di mansione che produce alto turnover tra i lavoratori umani (fisicamente logorante, mentalmente poco stimolante e difficile da coprire stabilmente). Agility Robotics sostiene che liberare i dipendenti da questi compiti li reindirizzi verso ruoli a maggior valore aggiunto.
Digit è alto 175 cm, pesa circa 65 kg e può sollevare fino a 16 kg. Cammina su due gambe e può operare negli stessi spazi pensati per i lavoratori umani, senza quindi che lo stabilimento debba essere modificato per accoglierlo.
Ogni unità è composta da circa 5.000 parti e combina sistemi di controllo tradizionali con apprendimento basato sull’intelligenza artificiale. Il modello di business scelto da Toyota è il Robots-as-a-Service, quindi non un acquisto diretto ma un noleggio, con Agility che si occupa della manutenzione e degli aggiornamenti hardware nel corso del tempo. I robot vengono gestiti attraverso Agility Arc, una piattaforma cloud che consente ai responsabili di stabilimento di assegnare compiti, monitorare la carica delle batterie e aggiornare i percorsi in tempo reale.
Il futuro della produzione di auto
Toyota non è la prima casa automobilistica a investire su soluzioni di questo tipo. BMW ha già portato avanti un programma pilota a Spartanburg, nella Carolina del Sud, estendendo poi il progetto allo stabilimento di Lipsia. Tesla invece ha convertito le linee produttive della Model S e Model X per produrre il suo robot Optimus con un obiettivo di un milione di unità l’anno, puntando a una capacità di 10 milioni nella Gigafactory del Texas.
Il futuro, per chi costruisce le auto, potrà contare sui benefici di questa innovazione. Ma resta la preoccupazione di come (così come avviene a ogni rivoluzione tecnologica) queste innovazioni possano avere un impatto negativo sull’occupazione dei lavoratori. Toyota e Agility stanno già lavorando a un modello basato sull’intelligenza artificiale per identificare sistematicamente altre mansioni ripetitive adatte ai robot. Il punto non è se i robot sostituiranno gli esseri umani all’interno delle fabbriche, ma con quale velocità e con quali conseguenze.
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