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Le ultime Saab vanno all'asta: tra queste sette 9-3 e un prototipo ibrido segreto

Dal 21 maggio otto vetture Saab rimaste dallo stabilimento di Trollhättan finiranno all’asta dopo il fallimento di NEVS

Le ultime Saab vanno all'asta: tra queste sette 9-3 e un prototipo ibrido segreto
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 13 mag 2026

C’è qualcosa di malinconico nell’idea di un’asta (oltretutto senza base di partenza) per le ultime auto rimaste in una fabbrica che ha scritto decenni di storia automobilistica. Eppure è esattamente quello che accadrà dal 21 maggio sul sito svedese Klaravik dove sette vetture uscite dallo stabilimento di Trollhättan verranno messe in vendita al miglior offerente. È la chiusura definitiva di un capitolo che ha tenuto in vita, almeno sulla carta, il sogno di Saab dopo il fallimento del 2011.

La storia dello stabilimento di Trollhättan

Il 12 dicembre 1949 la prima Saab di serie fu completata proprio a Trollhättan. Da allora, nello stabilimento aperto due anni prima dal costruttore aeronautico svedese, sono usciti diversi milioni di veicoli. Al picco della produzione lavoravano circa 10.000 persone. Le sette auto appartengono a NEVS (National Electric Vehicle Sweden), la startup nata dalle ceneri di Saab con in organico prevalentemente ex ingegneri del marchio e finanziata dal colosso immobiliare cinese Evergrande. Il progetto più ambizioso era la Emily GT, una berlina elettrica con quattro motori nelle ruote che evocava il DNA stilistico di Saab.

Le ultime della stirpe

Le sette auto all’asta raccontano storie diverse. Tre sono Saab 9-3 Aero pre-produzione del 2014 (tra le ultime Saab di serie mai costruite) con chilometraggi compresi tra 18.430 e 58.640 km, usate come auto interne allo stabilimento. Le altre quattro sono prototipi NEVS. C’è una 9-3 elettrica pre-produzione costruita in Cina ma sviluppata a Trollhättan, una 9-3 con quattro motori nelle ruote sviluppata per testare questa tecnologia e ottimizzare il telaio e una 9-3 mimetizzata con range extender a benzina risalente al 2014 (il prototipo ibrido più antico del lotto). C’è anche una 9-3 equipaggiata con GPS, LiDAR e telecamere, usata per raccogliere dati stradali nello sviluppo del software per la guida autonoma.

“Per noi è un modo di onorare l’era Saab”, ha dichiarato Nina Selander, CEO di NEVS. “Permettendo agli ultimi esemplari rimasti di andare avanti con dignità, vogliamo rendere omaggio alla storia automobilistica svedese.”

Il 30 maggio, giorno di chiusura delle aste, ci sarà un evento aperto al pubblico nello stabilimento di Trollhättan, dove sarà possibile vedere le vetture dal vivo prima che lascino definitivamente i cancelli Saab.

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