Cerca

Veicoli commerciali: a marzo 2026 il mercato torna in positivo

Dopo un inizio dell’anno negativo, il mercato dei van fa segnare un incremento dello 0,7%. In crescita i veicoli commerciali elettrici.

Veicoli commerciali: a marzo 2026 il mercato torna in positivo
Vai ai commenti
Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 15 apr 2026

Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri (LCV) torna a crescere a marzo, anche se meno rispetto al mercato autovetture. Dopo tre mesi consecutivi di contrazione e un febbraio stabile, il mese di marzo 2026 si chiude con 17.568 immatricolazioni, con un incremento dello 0,7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il cumulato del primo trimestre resta comunque negativo (-1,5%), ma il comparto vede lievi segnali di ripresa, sebbene fortemente legati a specifici canali di vendita.

Bene il noleggio e l’elettrico

A sostenere la crescita del mercato è stato in particolare il noleggio a breve termine, che ha visto un sostanziale incremento raggiungendo il 5,8% di quota. Da notare che senza questa componente, il mercato avrebbe registrato un calo dell’1,4%. Per quanto riguarda le motorizzazioni, il diesel rimane di gran lunga l’alimentazione più richiesta, ma in diminuzione con una quota che si attesta al 75,1% di quota. In crescita i veicoli ibridi, che arrivano al 13,1% di share, e i veicoli commerciali elettrici (BEV), che raggiungono il 3,6% di quota, in crescita sia rispetto a febbraio che allo scorso anno.

Le criticità

Nonostante i segnali positivi, il mercato è caratterizzato da diverse criticità strutturali. Il parco circolante in Italia conta infatti circa 4.640.000 unità, ma di queste ben il 35,5% è ancora rappresentato da veicoli precedenti alla normativa Euro 4 con oltre vent’anni, situazione che comporta rilevanti ricadute su sicurezza e ambiente.

Il Presidente dell’UNRAE, Roberto Pietrantonio, ha dichiarato:

Per sostenere la transizione del trasporto merci, gli incentivi da soli non bastano: occorrono ulteriori fattori abilitanti, a partire dallo sviluppo delle infrastrutture di ricarica anche per i veicoli commerciali leggeri, oltre che per quelli pesanti. È necessario, inoltre, un credito d’imposta del 50% per gli investimenti privati in infrastrutture fast – superiori a 70 kW – per il triennio 2026-2028, unitamente a interventi mirati per ridurre gli elevati costi delle ricariche.

Rimane infine l’attesa per lo schema attuativo degli incentivi MIMIT, necessario per prevenire il pericoloso “effetto attesa” che potrebbe bloccare di nuovo la domanda.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento