Ritorna un mito balcanico per fronteggiare Dacia con prezzi più economici
Yugo lancia il guanto di sfida a Dacia con un'utilitaria da soli 12.000 euro. Prototipo su strada già nel 2027
Se torniamo ai tempi in cui la Cortina di Ferro era ancora in piedi, pensando alle auto che circolavano sulle strade dell’allora Jugoslavia, il primo nome che sale alla mente non è Dacia, che comunque aveva la sua discreta presenza, ma Yugo. Prodotta sotto il marchio Zastava nella fabbrica di Kragujevac, la stessa che oggi ospita la Grande Panda, la sua meccanica derivava direttamente da quella della Fiat 127, compreso il mitico motore ad aste e bilancieri da 45 CV. Per carità, la Yugo ha avuto altre propulsioni sotto il cofano, come il 1.1 e il 1.3 della 128, che hanno contribuito a motorizzare la penisola balcanica a partire dagli anni ’80. Quel capitolo, un po’ come il mondo diviso in due blocchi, si è chiuso ed è ormai storia passata. Nel frattempo, Dacia è diventata uno dei marchi più affermati d’Europa, mentre la Yugo sarebbe pronta a tornare per renderle la partita più difficile.
L’attacco frontale a Dacia
L’idea di riportare in vita la Yugo è guidata dalla volontà dell’imprenditore serbo Aleksandar Bjelić, che non fa mistero delle sue sfrenate ambizioni: “Dacia deve allacciarsi le cinture“. Se la Casa rumena è riuscita, anche grazie al decisivo supporto di Renault, a trasformarsi da outsider a marchio leader del Vecchio Continente, Yugo punta a replicare lo stesso miracolo industriale partendo da una base di prezzo più aggressiva.
Se i modelli Dacia sono cresciuti nel tempo per dimensioni e contenuti tecnologici (alzando inevitabilmente i listini), la nuova Yugo vuole occupare quel vuoto lasciato alla base del mercato. Vi ricordate le vecchie Logan e Lodgy di inizio millennio, che offrivano tanto a poco prezzo? Quella è la nicchia di mercato che la Yugo vuole azzannare. Per riuscirci l’ideale sarebbe offrire una macchina al prezzo d’ingresso di circa 12.000 euro, praticamente la più economica dell’intero mercato.
Più efficiente di una Dacia
La battaglia con il brand romeno non sarà combattuta soltanto sul piano economico, ma anche tecnico. La nuova Yugo non sarà un’auto 100% elettrica, ma adotterà una tecnologia ibrida con range-extender. In questo schema, il powertrain muove le ruote, mentre un piccolo motore a combustione funge in modo esclusivo da generatore di energia, senza necessità di ricarica esterna. Non è di certo una novità assoluta, ma potrebbe interessare alcuni scettici dell’elettrico puro.
Inoltre, questa soluzione permetterebbe di abbattere drasticamente i costi d’acquisto rispetto alle auto a batteria e, soprattutto, di avere un’efficienza straordinaria cancellando la famosa “ansia da ricarica”. L’obiettivo dell’azienda è quello di registrare un consumo di appena 2,2 l/100 km. In poche parole ci troveremmo di fronte a un valore che renderebbe la gestione quotidiana della Yugo più economica rispetto ai già parchi motori bifuel e ibridi della gamma Dacia.
Un look retro
Esteticamente, la vettura seguirà il fortunato trend “modern-retro" che ha già decretato il successo di icone come la Fiat 500 o la nuova Renault 5. Il design, curato da Darko Marčeta, si ispira chiaramente alla storica Yugo 45 degli anni ’80 (quella di cui vi abbiamo parlato in apertura), mantenendo una carrozzeria a tre porte dalle linee squadrate e contenute.
Nonostante l’anima nostalgica, le proporzioni saranno moderne per competere nel segmento B, quello delle utilitarie, offrendo una soluzione di mobilità semplice ma di carattere per il mercato europeo.
Quando la vedremo su strada?
Il percorso verso la produzione di serie è già tracciato. Dopo la presentazione di un modello in scala a Monaco nel 2025, il prossimo passo fondamentale sarà l’esposizione di un prototipo marciante nel 2027 durante l’Expo di Belgrado.
Se il progetto dovesse concretizzarsi, il mercato si troverebbe di fronte a un duello senza precedenti: da un lato Dacia, ormai solida realtà globale; dall’altro Yugo, pronta a ripartire dalle proprie radici per offrire agli automobilisti europei ciò che cercano oggi: un’auto efficiente ed economica, come non se ne vede da un pezzo.