Toyota MR2 non sarà elettrica, debutta il nuovo 2.0 Turbo
Immagini render per la nuova Toyota GR MR2. Avrà linee da supercar, interni analogici, un potente motore 2.0 Turbo e un prezzo d'attacco di circa 60.000 euro
Le indiscrezioni circolavano già dallo scorso anno ma ora pare che sul piatto ci sia qualcosa di più. Toyota sta decisamente lavorando al debutto sul mercato della nuova MR2, con l’obiettivo di portarla nei saloni entro la fine del 2028. Il progetto, curato direttamente dalla divisione sportiva Gazoo Racing (GR), segna un netto cambio di rotta rispetto all’attuale tendenza del settore. La piccola sportiva a motore centrale, nata negli anni Ottanta, non sarà elettrica, ma manterrà un’impostazione meccanica tradizionale con motore turbo a combustione interna. L’idea sul tavolo è quindi tanto semplice quanto ambiziosa. Rimettere in circolo una vera auto “da sparo” che non costi una fortuna.
Linee da supercar e baricentro rasoterra nei primi rendering
In attesa che la casa giapponese rilasci i primi scatti ufficiali, la curiosità verso il “come back” della Toyota MR2 è alimentata da accurate ricostruzioni grafiche. E tra i contributi più interessanti spiccano i rendering diffusi sul canale YouTube PoloTo, che delineano l’identikit visivo di una vettura dalle proporzioni muscolari e aggressive. Il profilo immaginato è largo e marcatamente ribassato, caratterizzato da gruppi ottici anteriori a LED affilati che riprendono esplicitamente la firma stilistica del brand Gazoo Racing.
Il design frontale è dominato da una generosa presa d’aria inferiore, affiancata da feritoie laterali progettate specificamente per ottimizzare il raffreddamento dell’impianto frenante. Il cofano si presenta corto, lasciando spazio a una silhouette laterale filante, dove la linea del tetto scende così in basso da sfiorare la testa del conducente, assicurando visivamente un baricentro rasoterra.
La presenza scenica su strada viene completata da cerchi in lega scuri con disegno multirazza, che calzano pneumatici posteriori a sezione maggiorata per scaricare a terra l’intera trazione con la massima efficacia. Il posteriore si preannuncia come la sezione più audace dell’intero progetto. Qui trovano posto le griglie di ventilazione ricavate sul cofano motore, un terminale di scarico sdoppiato in posizione centrale e una firma luminosa a sviluppo orizzontale che unisce i due lati della carrozzeria, sormontata dal logo GR.
Un abitacolo analogico cucito intorno al pilota
La medesima filosofia incentrata sulla dinamica si ritrova all’interno dell’abitacolo. I tecnici Toyota hanno concepito la cabina di guida come una vera e propria cellula orientata in modo esclusivo verso chi siede al volante. In questo progetto, l’esperienza di guida pura e il coinvolgimento emotivo superano di gran lunga i tradizionali parametri di comfort turistico.
La strumentazione si affida a un cruscotto digitale improntato all’essenzialità, dove le uniche informazioni dominanti sono il regime di rotazione del motore e la velocità di percorrenza, riducendo a zero qualsiasi fonte di distrazione tecnologica superflua. In controtendenza con i trend attuali, i comandi fisici mantengono la loro centralità ergonomica, garantendo un’interazione immediata e intuitiva durante la guida sportiva.
Niente batterie, debutta il 2.0 Turbo
L’aspetto più rilevante di questa operazione industriale riguarda però la scelta del sistema di propulsione. Se i primi passi del progetto facevano ipotizzare una svolta totalmente a zero emissioni, sulla scia della concept car elettrica FT-Se presentata in precedenza, le ultime indiscrezioni indicano un radicale cambio di rotta. Toyota ha deciso di preservare la gloriosa tradizione dei motori a combustione interna.
La conferma è arrivata direttamente dai vertici aziendali. Il presidente della divisione Gazoo Racing ha ufficializzato lo sviluppo di un propulsore inedito, un quattro cilindri turbo da 2,0 litri di cilindrata. Questa unità è stata ingegnerizzata con un’architettura modulare che ne consente il posizionamento in configurazione centrale, anteriore o posteriore, a seconda delle esigenze strutturali della piattaforma. Il nuovo blocco garantirà una potenza nettamente superiore rispetto alle attuali motorizzazioni aspirate da 2,4 litri. Nonostante l’incremento prestazionale, l’unità è stata progettata per superare le restrittive normative anti-inquinamento Euro 7. Per garantire la longevità commerciale del modello nel tempo, i tecnici non escludono comunque l’introduzione di future varianti equipaggiate con tecnologia ibrida.
Leggerezza e motore centrale
Il segreto della MR2, d’altronde, è sempre stato lì. Il motore alle spalle del pilota. Una scelta tecnica che non è solo nostalgia, ma che serve a bilanciare i pesi quasi al millimetro tra davanti e dietro (siamo vicini a un perfetto 50:50). Tradotto in strada, significa inserimenti in curva fulminei e un’agilità che oggi si fa fatica a trovare sul mercato. I progettisti si sono poi imposti un limite severissimo, tra i 1.200 e i 1.300 chili. Una scelta coraggiosa che punta tutto sul rapporto peso-potenza, la vera chiave per far divertire chi guida una sportiva compatta.
A che punto siamo davvero?
Chi pensa che si tratti solo di voci da bar o di speranze dei fan dovrà ricredersi, perché Toyota si sta muovendo concretamente. Negli ultimi mesi dello scorso anno, il colosso giapponese ha blindato i nomi “GR MR2” e “GR MR-S” depositandoli agli uffici brevetti in patria e in Australia. Certo, registrare un marchio non significa automaticamente accendere la catena di montaggio, ma c’è un altro indizio pesante. Diversi prototipi camuffati stanno già macinando chilometri e test nei circuiti di mezza Europa. Segno che il progetto è tutt’altro che sulla carta.
I più ottimisti parlano di un debutto sul mercato verso la fine del 2028. Anche sul prezzo iniziano a circolare cifre piuttosto realistiche. Si parla di un listino d’attacco intorno ai 60.000 euro. Una somma importante, certo, ma che la renderebbe comunque una supercar “umana” e accessibile rispetto alla concorrenza. Con questa mossa, i piani dei vertici aziendali diventano non chiari, ma chiarissimi. Rimettere insieme quel “trio delle meraviglie” formato da Supra, Celica e appunto MR2, che di fatto ha scritto la storia sportiva del marchio.