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La frenata di Tesla: perché la flotta di robotaxi è sempre più ridotta

I dati di Robotaxi Tracker rivelano il crollo della flotta di Tesla, scesa a soli 20 veicoli attivi senza conducente. Nel frattempo Waymo accelera e prende il largo.

La frenata di Tesla: perché la flotta di robotaxi è sempre più ridotta
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 27 mag 2026

Meno di un mese fa, i segnali di crescita della flotta di “Robotaxi” a guida autonoma non supervisionata di Tesla sembravano aprire una nuova fase per la mobilità del futuro. Oggi, però, i nuovi dati forniti dalla piattaforma Robotaxi Tracker smentiscono quell’ottimismo. Raccontano esattamente una realtà diametralmente opposta. Numeri alla mano le auto in circolazione stanno diminuendo.

Di fatto i veicoli Tesla attivi senza conducente è sceso a sole 20 unità, rispetto alle 25 complessive registrate alla fine dello scorso aprile. E se si allarga lo sguardo all’intera flotta impiegata nei servizi di ride-hailing dell’azienda, il crollo è ancora più evidente, con un totale che si è ridotto a soli 34 veicoli attivi.

I numeri invertono la rotta negli hub storici

Alla fine di aprile, il monitoraggio del programma “Robotaxi" evidenziava una timida espansione. La flotta supervisionata aveva raggiunto i 25 veicoli totali distribuiti tra le città texane di Austin, Dallas e Houston, con circa 17 unità effettivamente in servizio nei sette giorni precedenti.

Magli ultimi dati mostrano che la flotta non supervisionata conta adesso appena 20 veicoli attivi nell’ultima settimana: 14 ad Austin, 3 a Dallas e 3 a Houston. L’analisi dei grafici evidenzia come il picco massimo sia stato raggiunto tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, dando il via a un declino costante. Austin, da sempre considerata la città simbolo della sperimentazione Tesla, è passata da 19 a 14 vetture attive. Nel frattempo, Dallas e Houston restano bloccate a 3 veicoli ciascuna, le medesime cifre irrisorie registrate al momento del lancio ad aprile.

Il crollo drastico della flotta complessiva

Estendendo l’analisi a tutto il servizio di trasporto passeggeri di Tesla, che include anche i veicoli dotati di Full Self-Driving (FSD) supervisionati nella Bay Area di San Francisco, la contrazione appare drammatica. E l’impatto maggiore si registra in California.

La flotta della Bay Area, che ad aprile costituiva il nucleo centrale dell’operazione con 107 vetture su un totale di 165, è letteralmente crollata a sole 9 unità operative. Si tratta di un ridimensionamento drastico per un’area che rappresentava il motore del servizio, sebbene quelle auto non fossero veri e propri “Robotaxi", muovendosi con un conducente di sicurezza al volante sotto il permesso commerciale (Transportation Charter-Party) della California.

Anche normalizzando i dati su un arco temporale di 30 giorni, l’andamento non migliora. I grafici storici del Robotaxi Tracker indicano che il volume complessivo dei veicoli Tesla dedicati al ride-hailing ha toccato il suo apice tra dicembre 2025 e gennaio 2026, imboccando da allora una parabola discendente. Per cui quell’incremento di vetture senza conducente osservato ad aprile non era l’inizio di un trend… ma un semplice picco isolato.

La sicurezza stradale dietro il ritiro delle vetture

Sebbene Tesla non abbia rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle motivazioni di questo ridimensionamento, le ragioni sembrano risiedere in un fattore cruciale: i nodi legati alla sicurezza.

Le problematiche riscontrate dagli utenti nei mesi scorsi , come i lunghi tempi d’attesa, i percorsi limitati alle sole strade urbane secondarie e le aree di circolazione estremamente ridotte (geofencing), si configurano in realtà come stringenti misure cautelari. Lo stesso Elon Musk ha confermato agli investitori che la validazione dei sistemi di sicurezza rappresenta l’attuale collo di bottiglia dello sviluppo.

I rapporti indicano inoltre che il tasso di sinistri dei veicoli Tesla senza conducente è circa quattro volte superiore rispetto a quello guidato da esseri umani.

In questo contesto, un aumento dei veicoli comporterebbe un incremento dei chilometri percorsi e, di conseguenza, un rischio maggiore di incidenti. La scelta di Tesla di ritirare temporaneamente le vetture appare come una decisione razionale sul piano della sicurezza, ma ridimensiona inevitabilmente le storiche e ambiziose promesse di Musk sulla diffusione di massa del servizio.

Al momento, l’azienda attende i miglioramenti derivanti dalla riscrittura del software che confluirà nella versione FSD v15 per i clienti privati, prima di procedere a una nuova e più aggressiva espansione della flotta di Robotaxi. Questo sposta la tabella di marcia verso la fine del 2026 o l’inizio del 2027, mentre nel presente la flotta continua a restringersi.

Il divario con Waymo si fa più profondo

Mentre i numeri di Tesla arretrano, il principale concorrente, Waymo, prosegue la sua espansione. La società controllata da Alphabet ha messo su strada circa 3.000 robotaxi in diverse città statunitensi, gestendo centinaia di migliaia di corse a pagamento ogni settimana. Per sostenere questa crescita, Waymo sta realizzando un nuovo stabilimento produttivo a Mesa, in Arizona, in collaborazione con Magna, con l’obiettivo di produrre oltre 2.000 ulteriori veicoli, e si appresta a lanciare il servizio entro l’anno ad Atlanta, Miami e Washington, D.C.

 

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