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Robotaxi, in California le multe delle auto a guida autonoma le pagano le aziende

Il Dipartimento dei veicoli a motore colma un vuoto normativo che finora lasciava impunite le infrazioni dei veicoli senza conducente. Waymo e Tesla le prime interessate

Robotaxi, in California le multe delle auto a guida autonoma le pagano le aziende
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 6 mag 2026

Chi è responsabile quando un’auto senza conducente passa con il semaforo rosso? Fino a oggi, in California, nessuno. La legge, infatti, prevedeva sanzioni solo per chi era fisicamente alla guida, e quando alla guida non c’era nessuno, le Forze dell’ordine non avevano strumenti per intervenire. Un vuoto normativo che ha reso i robotaxi di fatto inattaccabili sul piano delle infrazioni stradali. La notizia è che dal 1° luglio 2026 le cose cambieranno. E il cambiamento è molto interessante.

La nuova legge californiana

Il Dipartimento dei veicoli a motore (DMV) ha adottato il 29 aprile 2026 un nuovo regolamento che entra in vigore il 1° luglio. Quando un agente di polizia osserva un’infrazione commessa da un robotaxi, emette un “avviso di non conformità” indirizzato direttamente al costruttore del sistema di guida autonoma, che diventa a tutti gli effetti il soggetto responsabile. L’azienda ha 72 ore per comunicare l’accaduto al DMV, che vengono ridotte a 24 in caso di incidente. Le violazioni ripetute o particolarmente gravi possono portare a restrizioni operative, sospensione o revoca del permesso di circolazione della flotta.

Le nuove regole nascono da una serie di episodi che hanno evidenziato i limiti del quadro normativo californiano. A settembre 2025, a San Bruno, un agente ha assistito impotente a un’inversione a U vietata compiuta da un robotaxi Waymo. A dicembre, invece, un blackout elettrico a San Francisco ha paralizzato oltre un migliaio di veicoli autonomi Waymo agli incroci, bloccando per ore il traffico. I Vigili del fuoco avevano già segnalato più volte le difficoltà create dai robotaxi fermi durante le operazioni di emergenza.

Il nuovo regolamento affronta anche questo ultimo punto. Le aziende, infatti, devono garantire una risposta alle chiamate dei servizi di emergenza entro 30 secondi e, nelle situazioni critiche, i veicoli devono liberare le aree interessate entro due minuti.

Le responsabilità delle auto a guida autonoma

La questione della responsabilità giuridica dei veicoli autonomi è da tempo al centro del dibattito sul futuro della mobilità. Ne abbiamo già parlato in riferimento ai cambiamenti alle regole delle polizze assicurative perché quando è un algoritmo a prendere le decisioni al posto del conducente, l’intera catena della responsabilità si trasforma. Non è più l’errore umano a determinare l’esito di un incidente, ma il comportamento del software. La California ha ora deciso di tradurre questo principio in norme operative concrete.

Il provvedimento arriva in un momento delicato per il settore. Waymo si prepara a lanciare il servizio a San Diego nei prossimi mesi, mentre Tesla sta accelerando la produzione del Cybercab e l’espansione del suo servizio Robotaxi in diverse città americane. La nuova normativa non risolve del tutto le questioni legate a questa nuova tipologia di veicoli, ma stabilisce il principio per cui se il veicolo sbaglia, è l’azienda a dover rispondere.

Quanto incidono davvero le multe

Le sanzioni previste dalla California rischiano di essere poco più che simboliche per aziende delle dimensioni di Waymo o Tesla. Nel 2024, Waymo ha ricevuto 589 verbali per parcheggi irregolari a San Francisco, pagando complessivamente 65.000 dollari. Una cifra irrilevante per questa tipologia di imprese, ma è un po’ come per le persone facoltose che preferiscono pagare una multa (irrisoria per il loro conto in banca) che rispettare tutte le norme del codice della strada.

Non è un caso che in Finlandia e in altri Paesi l’importo delle multe stradali sono proporzionali al reddito di chi commette l’infrazione. Forse lo stesso principio non può essere applicato ai robotaxi ed è per questo che la minaccia di sospensione o revoca del permesso operativo può essere probabilmente più efficace.

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