Ferrari a 256 km/h in autostrada: pensionato perde patente e auto
La vicenda arriva dalla Francia e torna ad accendere il dibattito su supercar e responsabilità alla guida.
Avere una Ferrari e guidarla alle stesse velocità di un’utilitaria può apparire uno spreco o una contraddizione. Ma anche le auto più potenti devono rispettare i limiti di velocità. Un caso avvenuto in Francia ha riacceso il dibattito. Un pensionato è stato fermato perché beccato a guidare la sua Ferrari in autostrada a 256 km/h. Su quel tratto di strada il limite è di 130 km/h. La gendarmeria ha quindi provveduto a ritirargli la patente e avviare la procedura per una possibile confisca giudiziaria del mezzo.
Il dibattito
Il quadro sanzionatorio francese, in caso di superamento del limite di oltre 50 km/h, prevede il ritiro immediato della patente e può arrivare fino a tre anni di sospensione, oltre alla confiscazione definitiva del veicolo da parte del giudice. Quest’ultima misura è considerata il vero deterrente per i proprietari di supercar. Una multa fissa da 1.500 euro, il massimo previsto per gli eccessi di velocità, equivale, per chi acquista una Ferrari il cui prezzo di listino supera spesso i 250.000 euro, a una cifra sostanzialmente irrilevante. È il motivo per cui in Paesi come la Finlandia le multe stradali sono proporzionali al reddito del trasgressore. In Francia, come in Italia, si applica invece un importo fisso così chi guida una Ferrari paga esattamente quanto chi guida un’utilitaria.
Le supercar moderne sono progettate per raggiungere e superare i 300 km/h, anche con una certa sicurezza. I principali marchi di supercar, Ferrari compresa, investono molto nei sistemi elettronici di controllo della dinamica proprio per garantire, anche fuori dalla pista, la sicurezza maggiore possibile. Anche perché, tornando all’episodio del pensionato francese, andare a 256 km/h significa percorrere oltre 71 metri al secondo. A quella velocità, uno spazio di frenata superiore ai 300 metri è il minimo teorico in condizioni ideali. Qualsiasi imprevisto (un veicolo che cambia corsia, un ostacolo in carreggiata, una variazione del fondo stradale) si trasforma in una situazione potenzialmente catastrofica per chiunque si trovi nelle vicinanze. Non tanto, forse, per il conducente della Ferrari, ma per gli altri utenti della strada.
Un tema d’attualità anche in Italia
Il dibattito sulla velocità massima sulle autostrade è tornato di attualità più volte anche in Italia, con proposte di innalzamento del limite su alcune tratte specifiche. Ma episodi come questo (così come quello dell’istruttore di guida fermato a 203 km/h sempre in Francia) ricordano che il problema non è dove fissare il limite, ma quanta distanza alcuni conducenti scelgono di mettere tra sé e qualsiasi regola.
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