Le auto a benzina faranno la fine dei cavalli: parola di Volkswagen
Secondo Volkswagen i veicoli con motori tradizionali potrebbero incorrere in una pessima fine nei prossimi anni
A lanciare la provocazione è stato Martin Sander, membro del comitato esecutivo VW e responsabile delle vendite, del marketing e dell’assistenza post-vendita. Il successore di Imelda Labbé ha maturato la sua esperienza professionale in Ford prima di trasferirsi a Wolfsburg, dove da due anni si interfaccia direttamente con l’amministratore delegato del Gruppo, Thomas Schafer.
Secondo l’esponente del colosso tedesco le auto elettriche avranno la meglio sul mercato, perché prima o poi tutti capiranno che le vetture alla spina sono migliori di quelle a benzina, proprio come in passato hanno capito che le auto termiche erano più adatte rispetto ai cavalli. Martin Sander, intervenuto nel dibattito sul futuro dei motori termici in Europa, ha assicurato che in futuro le EV troveranno sempre più spazio.
Un incitamento al green
Sebbene non siano ancora arrivati risultati in linea con le attese, Volkswagen sta continuando a investire nell’elettrico. In una recente intervista ad Auto Express, Sander ha dichiarato: “Sapete quando sono stati vietati i cavalli, quando è stato proibito comprarli?”. Il dirigente ha ricordato che chiunque può optare per un cavallo, ma a un certo punto in passato la maggior parte delle persone ha compreso gli svantaggi e valutato favorevolmente l’acquisto di un’auto con motore a combustione. Va detto che non esattamente chiunque potrebbe permettersi un cavallo oggi e soprattutto sono cambiate anche le scelte di vita rispetto a quando si viveva in fattorie in campagna con spazi aperti.
Secondo Sander, si arriverà a un punto che i veicoli elettrici saranno preferiti. “Eliminiamo tutte le barriere. Parliamo di ciò che serve davvero per convincere i clienti: infrastrutture di ricarica, comunicazione positiva sui vantaggi delle auto elettriche e magari anche interventi sul costo dell’energia. Col tempo, si convinceranno sempre più persone. E se nel 2035 o più avanti resterà un 3, 4 o 5% di clienti che desiderano acquistare un’auto con motore a combustione interna”, ha assicurato il rappresentante di Volkswagen.
Visione ottimistica
A 9 anni dalla minacciosa dead line la maggior parte dei Paesi europei non ha accolto in modo favorevole l’idea di una imposizione. Con uno slancio di eco-positività molti costruttori hanno ritenuto che fosse quasi scontato che automobilisti cresciuti a pane e odore di benzina rinunciassero al piacere di guida tradizionale. Con una distribuzione poco democratica delle colonnine pubbliche, risulta utopistico immaginare un mondo full electric.
Si stanno creando solo più spaccature con realtà del Nord Europa evolute in tal senso e Paesi con parchi auto sempre più vetusti. Il rischio concreto è che l’Italia subirà l’effetto Havana, come a Cuba dove circolano auto datate insieme a vetture moderne. Il paragone tra i veicoli a benzina e i cavalli era già stato fatto da RJ Scaringe, amministratore delegato di Rivian, che aveva annunciato ironicamente che acquistare oggi un’auto a combustione è “come costruire una stalla per cavalli nel 1910”.
Dato lo scarso numero di vendite di EV, l’Ue ha scelto di rivedere i divieti di vendita di mezzi con motori a combustione interna. Dalla metà del prossimo decennio, sarà ancora possibile commercializzare veicoli termici, purché i costruttori riducano del 90% le emissioni di CO₂ rispetto ai livelli del 2021. I marchi che stanno ottenendo di più sul car market sono quelli che stanno applicando una strategia multi-tecnologica che comprende motori a combustione, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid e veicoli 100% elettrici.