Cerca

Volkswagen - Wolfsburg, come la crisi dell'auto tedesca si ripercuote sul calcio

Il Wolfsburg, squadra della Volkswagen, è retrocesso per la prima volta dalla Bundesliga. La crisi del colosso si riversa sul calcio

Volkswagen - Wolfsburg, come la crisi dell'auto tedesca si ripercuote sul calcio
Vai ai commenti
Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 26 mag 2026

Quando Christian Eriksen calcia l’ultima disperata punizione al 120′ di un sofferto e tiratissimo playoff per non retrocedere contro il Paderborn, si eclissa la stella del VfL Wolfsburg. La squadra di calcio controllata al 100% dalla Volkswagen retrocede per la prima volta dalla Bundesliga, la Seria A tedesca, a seguito di un doloroso 2 a 1 inflitto dai nerazzurri della Renania Settentrionale-Vestfalia, soverchiando il pronostico della vigilia. La crisi che sta attraversando il colosso teutonico delle quattro ruote si riflette inevitabilmente anche sul calcio e su quella squadra dei lupi che per anni è stato il fiore all’occhiello del Gruppo automobilistico. Una discesa agli inferi che non nasce per caso, ma che è figlia di un ridimensionamento di tutto l’universo VW.

L’ascesa del club

È il 1997 quando il VfL Wolfsburg ottiene il primo personale accesso alla Bundesliga. Un traguardo eccezionale per quella squadra nata in mezzo macerie fumanti della Seconda Mondiale per dare respiro e svago ai dipendenti della fabbrica intenta ad assemblare il Maggiolino, l’auto simbolo della rinascita. In cinquant’anni, i bianco-verdi scalano le gerarchie ed entrano nell’élite del calcio di Germania, restandoci stabilmente. Diventano una delle formazioni di vertice, una delle grandi.

Incredibile la cavalcata del 2008/2009 che porta Dzeko e compagni ad alzare il Meisterschale, lo scudetto teutonico, sconfiggendo corazzate come Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Anche fuori dal rettangolo verde il periodo è florido per la Volkswagen, che vive il suo momento di massimo fulgore commerciale, scalzando persino Toyota come gruppo leader a livello globale grazie alle 4,4 milioni di auto vendute nel mondo. Sono gli anni di Winterkorn e Piëch, due Re Mida che sembrano trasformare in oro tutto ciò che toccano. Così, anche la squadra di calcio diventa un orgoglio da esibire e coccolare, grazie ai tanti piazzamenti che le permettono di giocare con costanza le competizioni Uefa, Champions League compresa.

Crisi tra industria e sport

Il primo scossone, inevitabilmente, arriva con il Dieselgate. Tuttavia, il VfL Wolfsburg continua a strabiliare per merito dei tanti talenti che indossano la maglia dei lupi, dai vari De Bruyne, Draxler e Schurrle, solo per fare alcuni esempi. Nel frattempo anche la bacheca si ingrandisce grazie alle vittorie dalla Coppa di Germania (DFB Pokal) e della Supercoppa di Germania entrambe nel 2015. Nel pieno della bufera e del riassetto aziendale del Gruppo Volkswagen, arriva il primo taglio del budget del 40% nel 2017. Anche i campioni vengono ceduti per far cassa, ma la formazione bianco-verde conserva, non senza qualche affanno, la sua posizione nella Bundesliga.

Il vero ridimensionamento del club calcistico, però, è figlio della recente crisi che sta attanagliando l’automotive europeo nell’ultimo biennio. D’altronde Volkswagen ha pianificato un riassetto che prevede tagli aziendali massicci fino al 2028 (si parla di circa 50.000 licenziamenti e riduzioni dei costi del 20%) e, di conseguenza, la squadra di calcio, che resta un asset centrale nel pianeta VW, passa dall’essere un vanto sul quale investire annualmente cifre tra gli 80 e i 100 milioni di euro, a essere un ramo da snellire. La casa madre esige austerità e una gestione oculata delle finanze. Addio, quindi, a un avveniristico centro sportivo.

Ora c’è la “Serie B”

E torniamo alla cronaca attuale. Con la sconfitta sul campo di Paderborn il VfL Wolfsburg precipita in Zweite Liga, la Serie B. Questo è il manifesto di come la crisi industriale vada di pari passo con quella tecnico-sportiva. Oliver Blume, CEO di Volkswagen, adesso deve gestire pure la grana scaturita dal fallimento calcistico, perché giocare nella serie cadetta comprometterà ulteriormente gli ingressi per le casse societarie, sancendo il definitivo ridimensionamento di una compagine che negli ultimi trent’anni era riuscita a entrare nella ristretta aristocrazia del pallone di Germania.

La Volkswagen che si è sempre occupata di ripianare i debiti scaturiti dalle avventure sportive, dovrà far fronte anche a questo cataclisma che tutti a Wolfsburg avrebbero voluto evitare. “Analizzeremo la situazione alla fine della stagione e metteremo ogni singola cosa sotto esame. Penso che sia una questione di correttezza, fare una cosa del genere“, aveva detto Blume pochi giorni fa alle emittenti tedesche RTL e ntv. Adesso la stagione è terminata e nel peggiore dei modi. La sensazione è che quello stemma VW, che da sempre capeggia al centro delle verdi maglie del Wolfsburg, sia sempre più un simbolo opaco e sbiadito. La crisi non fa sconti a nessuno.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento