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Dieselgate, fine di un incubo: risarciti 46.740 automobilisti in Italia

Dopo dieci anni di battaglie legali, arrivano i rimborsi per le auto acquistate tra il 2009 e il 2015. Si chiude il Dieselgate italiano

Dieselgate, fine di un incubo: risarciti 46.740 automobilisti in Italia
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 15 apr 2026

Il termine Dieselgate riporta alla mente uno dei momenti più critici della storia automobilistica moderna: uno scandalo globale scoppiato nel 2015 riguardante la manipolazione delle emissioni dei motori diesel, che ha scosso la fiducia di milioni di automobilisti in tutto il mondo. In Italia, questa vicenda giunge oggi a un punto di svolta definitivo con una conclusione storica: l’azione collettiva promossa da Altroconsumo si è chiusa con un successo senza precedenti per i consumatori del nostro Paese. Ci sarà il risarcimento per oltre 46.000 utenti.

Un risultato storico

Si tratta, infatti, del risultato più significativo mai raggiunto in Italia attraverso uno strumento di tutela collettiva. Grazie a un accordo transattivo raggiunto a maggio 2024 tra Altroconsumo e il Gruppo Volkswagen, ben 46.740 consumatori hanno ottenuto risarcimenti per un valore complessivo di oltre 42,8 milioni di euro. Coloro che, tra il 2009 e il 2015, avevano acquistato uno dei veicoli coinvolti e che erano stati ammessi dal giudice all’azione, hanno ricevuto rimborsi variabili tra i 550 e i 1.100 euro per singola autovettura, cifra ulteriormente incrementata di 300 euro in presenza di comproprietari.

Un successo rilevante

La portata dell’evento è sottolineata con forza dalle parole di Federico Cavallo, Responsabile Corporate Affairs & Public Relations di Altroconsumo: “Sono numeri record: ben 46.700 consumatori ammessi all’azione collettiva hanno aderito all’accordo raggiunto dalla nostra organizzazione più di un anno fa. Questo risultato dimostra che la tutela collettiva dei consumatori può essere efficace e portare risultati concreti anche al di là della via giudiziale, quando c’è dialogo e positiva collaborazione tra le parti”.

Questa operazione, durata oltre dieci anni e conclusasi con la gestione di una piattaforma dedicata per l’adesione all’accordo, rappresenta un traguardo fondamentale che evidenzia l’importanza degli strumenti di difesa in un mercato sempre più complesso. Come ribadito da Cavallo, l’esito della vicenda si conferma come un risultato concreto e del tutto inedito nel nostro Paese, consolidando il ruolo delle organizzazioni nella rappresentanza dei cittadini di fronte ai grandi colossi industriali.

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