I Commissari UE si lamentano delle auto elettriche: la ricarica allunga i viaggi
Il paradosso è che questi malumori emergono proprio mentre Bruxelles spinge sull'elettrificazione delle flotte aziendali
Una vicenda che getterà nuova benzina sul fuoco delle polemiche per l’elettrificazione del settore auto in Europa. A darne notizia è Politico secondo cui l’istituzione che più di ogni altra in Europa spinge per l’elettrificazione dell’automobile (la Commissione europea) si trova anche a fare i conti con i malumori interni legati all’uso delle auto elettriche nelle proprie flotte ufficiali.
Il problema? I viaggi da Bruxelles a Strasburgo. Un tragitto di circa 440 km che, con una flotta di auto elettriche, richiede una sosta intermedia in Lussemburgo per la ricarica. Una pausa di 20-30 minuti, a volte in orario notturno, che secondo i funzionari UE allungherebbe sensibilmente un trasferimento che con un’auto termica richiederebbe circa cinque ore.
Un problema all’ordine del giorno
Il tema non è limitato a uno sfogo di qualche funzionario e che, per questo, potrebbe far sorridere o comunque far riflettere su come la stessa Commissione europea percepisca la transizione che sta cercando di guidare. La questione, infatti, sarebbe già emersa all’interno del Collegio dei Commissari all’inizio del 2026. Il problema è stato affrontato, ma per il momento non ha portato a soluzioni concrete.
Tra le ipotesi circolate ci sarebbe quella di adottare velocità più contenute per ridurre i consumi (con l’effetto però di allungare ulteriormente i tempi) oppure di ricorrere al treno. Quest’ultima opzione non incontra però il favore di alcuni membri, anche per la necessità di gestire comunicazioni riservate durante gli spostamenti. Tra le soluzioni discusse ci sarebbe anche quella di mantenere una o più vetture termiche di riserva da utilizzare per i trasferimenti più lunghi, in attesa che la rete di ricarica lungo il percorso diventi più capillare.
Un paradosso tutto europeo
La presidente Ursula von der Leyen è esclusa dalla questione: la sua auto, per ragioni di sicurezza, resta di tipo tradizionale. E comunque, anche questo, è un dato curioso.
Attualmente su 128 vetture assegnate ai Commissari, circa l’80% è elettrico. L’obiettivo è arrivare al 100% entro il 2027. Un traguardo in linea con la proposta della stessa Commissione di rendere obbligatoria l’elettrificazione delle flotte aziendali in tutta Europa a partire dal 2030. Un obiettivo che, alla luce di questa vicenda, appare ancora più difficile da vendere all’opinione pubblica.
A onor del vero va anche riconosciuto che, basandoci sulle indiscrezioni circolate fino a questo momento, c’è il rischio che si tratti di malumori marginali amplificati, utili a chi vuole rallentare la transizione elettrica. Comunque sia è una vicenda che offre diversi spunti di riflessione di un tema centrale per l’agenda politica (e la vita) degli europei.
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