Costi patente, in Italia spendiamo meno che in mezza Europa (per ora)
La riforma tedesca del 2027 potrebbe fare da modello per tutta Europa.
Quanto costa prendere la patente? La domanda non riguarda certamente il costo delle patenti truccate, ma quello legittimo che dipende da autoscuola, esami e visite mediche. La risposta dipende molto da dove si vive. In Europa, infatti, il divario tra un Paese e l’altro è molto più ampio di quanto si potrebbe pensare, con la Germania che spicca come caso estremo e l’Italia che, sorprendentemente, se la cava meglio di molti.
Quanto costa prendere la patente in Europa
In Germania, il Paese europeo più caro di tutti da questo punto di vista, conseguire la patente B costa in media 3.400 euro, con punte che in alcune regioni superano i 4.000 euro. Per le moto il quadro è simile. A pesare sono le cosiddette Sonderfahrten, ovvero il blocco rigido di 12 ore di guida speciali obbligatorie per legge, suddivise tra autostrada, percorsi extraurbani e sessioni notturne, dove la singola ora di lezione supera i 100 euro.
Il problema è noto al governo tedesco tanto che il ministro dei Trasporti Patrick Schnieder ha presentato una riforma strutturale che il gabinetto federale ha approvato il 20 maggio 2026 e che punta a entrare in vigore all’inizio del 2027. Le misure principali prevedono la digitalizzazione completa della teoria (eliminando l’obbligo delle lezioni in presenza a favore di app e piattaforme online), la riduzione del catalogo dei quiz da oltre 1.100 a circa 750 domande e, soprattutto, la cancellazione del numero fisso di ore speciali obbligatorie. Il monte ore dipenderà dalle capacità reali dell’allievo.
Cambierà anche l’esame pratico per le moto. La durata totale scenderà da 60 a 40 ore, con soli 25 minuti di guida effettiva durante la prova. È stata introdotta anche una clausola sperimentale che permetterà l’esercitazione su strada con i genitori dopo il superamento della teoria (è il modello del foglio rosa che ben conosciamo in Italia). Per garantire trasparenza, i prezzi e i tassi di promozione di tutte le autoscuole saranno pubblicati sulla piattaforma pubblica Mobilithek.
La situazione dell’Italia
Nel confronto con gli altri Paesi UE, l’Italia occupa una posizione intermedia. Il costo medio in un’autoscuola si aggira tra i 700 e i 1.000 euro. Il costo medio per conseguire la patente in un’autoscuola si aggira tra i 700 e i 1.000 euro. È meno della Francia (900-1.300 euro) e del Regno Unito (1.200-1.600 euro). La Spagna si colloca appena sotto con una forbice tra 600 e 900 euro, ma è penalizzata da tassi di bocciatura agli esami pratici tra i più alti d’Europa. Più in basso ci sono i Paesi dell’Est come Polonia e Romania, dove bastano 350-600 euro, cifre nominalmente basse ma comunque pesanti se rapportate al potere d’acquisto locale.
Chi in Italia sceglie la strada del privatista può ridurre la spesa complessiva a 250-350 euro, coprendo solo visite mediche, bollettini e noleggio del mezzo per l’esame. Si tratta di una possibilità sostanzialmente unica in Europa, dove nella maggior parte dei Paesi il passaggio attraverso un’autoscuola è obbligatorio per legge.
Nonostante i costi contenuti rispetto ad altri Paesi, il sistema non è privo di criticità. Nel 2025 circa il 38% dei candidati italiani ha fallito l’esame teorico, il dato più alto dal 2009, con forti differenze regionali tra Nord e Sud.
Il futuro della patente in Europa
I dati della Germania e del resto d’Europa sono utili non solo come fotografia della situazione, ma anche per valutare quello che potrebbe cambiare in futuro. La riforma tedesca, infatti, potrebbe fare da apripista per una revisione più ampia dei sistemi di formazione alla guida in Europa. L’Unione Europea sta spingendo verso una progressiva armonizzazione delle procedure. È già stata prevista l’introduzione della patente digitale europea e la digitalizzazione della teoria sembra destinata a diventare lo standard anche con un potenziale effetto benefico sull’equità della formazione degli automobilisti europei. La sfida sarà garantire la massima sicurezza stradale senza trasformare il conseguimento della patente in un privilegio economico accessibile a pochi.
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