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Patenti truccate: smantellati due gruppi criminali che operavano dal 2023

L'operazione “30 e Lode” ha scoperto microcamere nei bottoni e auricolari nascosti.

Patenti truccate: smantellati due gruppi criminali che operavano dal 2023
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 27 mag 2026

Che qualcuno la patente non l’abbia presa regolarmente è un sospetto diffuso quando si è alla guida. Ma è un sospetto fondato che la Polizia ha smascherato facendo emergere un sistema grazie al quale era possibile superare l’esame teorico della patente pagando qualcuno che risponde al proprio posto. È quanto avrebbe fatto un sistema organizzato scoperto dalla Polizia Stradale di Trieste, che ha concluso un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica locale con 106 persone iscritte nel registro degli indagati e due gruppi criminali smantellati. L’operazione si chiama “30 e Lode – Patenti Facili” ed è attiva dal 2023.

Il meccanismo ideato dai truffatori prevedeva che i candidati si presentassero agli esami per la patente presso la Motorizzazione Civile di Trieste con dispositivi elettronici nascosti tra i vestiti. Si parla di microtelecamere nei bottoni delle camicie per inquadrare i videoterminali e microauricolari per ricevere in tempo reale le risposte corrette da complici esterni. L’analisi degli smartphone sequestrati e dei tabulati telefonici ha permesso agli investigatori di ricostruire numerosi episodi di frode a partire dall’ottobre 2023. Nel corso delle indagini sono state eseguite perquisizioni nelle province di Trieste, Bologna e Rovigo.

I reati contestati

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati previsti dalla Legge 475/1925 sulla repressione della falsa attribuzione di titoli pubblici e il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Per undici soggetti è stata contestata anche l’ipotesi di associazione per delinquere. Il compenso richiesto dai gruppi organizzatori variava da 1.000 a 7.000 euro per candidato.

Jammer in aula contro le frodi

Nel nostro Paese il fenomeno delle frodi agli esami per la patente non è nuovo. Episodi analoghi erano già emersi a Verona nel 2024, con candidati scoperti durante l’esame di teoria con microcamere e auricolari.

All’inizio dell’anno con la circolare 3098, il Ministero delle Infrastrutture ha annunciato l’introduzione dei jammer in 130 aule d’esame su tutto il territorio nazionale. Si tratta di dispositivi in grado di bloccare le frequenze sospette durante le sessioni degli esami per la patente. Una misura indispensabile che punta a impedire che sia possibile prendere la patente senza avere le dovute competenze.

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