Honda CBR400R Four, i dettagli inediti del nuovo motore 4 in linea
La nuova CBR400R FOUR unisce il fascino del 4 cilindri in linea alla facilità d'uso della frizione E-Clutch. Ecco com'è fatta
A distanza di un paio di mesi dalla chiusura del Tokyo Motorcycle Show di fine marzo, i riflettori non si sono ancora spenti sulla CBR400R FOUR E-Clutch Concept. C’è un motivo preciso dietro questo interesse prolungato. La nuova creatura della casa di Hamamatsu rappresenta la prima sportiva carenata da 400 centimetri cubici spinta da un motore a quattro cilindri dai tempi della CBR400RR, uscita di produzione nel 2000 (un modello rimasto confinato al mercato giapponese e mai arrivato ufficialmente in Italia).
L’attesa è durata ben ventisette anni. In questo vuoto generazionale, la categoria delle 400cc si era progressivamente spostata verso i motori bicilindrici, una scelta dettata principalmente dalla necessità di abbattere i costi di produzione. Oggi, proprio in Giappone, il segmento sta vivendo una vera e propria rinascita basata su un paradigma completamente inedito. Alta tecnologia, componentistica e finiture da cilindrata superiore. E l’obiettivo, rendere accessibile il frazionamento a quattro cilindri anche a una nuova leva di motociclisti che non ha vissuto l’epoca d’oro di queste moto negli anni ’80 e ’90.
Al salone di Tokyo il concept è stato svelato in due varianti cromatiche: un grigio argento impreziosito da dettagli gialli sulla carena e sui cerchi, e un nero opaco con grafiche tono su tono. Nel frattempo, per il mercato cinese è già stata mostrata una variante denominata CBR500R Four, declinata in tre colorazioni, tra cui un vistoso “rosso lava” di chiara ispirazione racing.
La filosofia del progetto nelle parole di Takuro Nakamura
Per comprendere a fondo lo spirito di questa operazione è necessario “ascoltare" Takuro Nakamura, l’ingegnere capo che ha guidato lo sviluppo sia della CBR400R FOUR sia della sua controparte naked, la CB400 Super Four. Nakamura ha sintetizzato l’intero progetto attorno a un concetto chiave. Ovvero dare vita a una “nuova generazione di CBR". L’obiettivo principale era quello di creare una sportiva carenata capace di attrarre i neopatentati senza intimidirli.
Secondo il responsabile del progetto, molti ragazzi appena usciti dalla scuola guida guardano con ammirazione le moto con carenatura integrale, ma finiscono per desistere dall’acquisto per il timore di non riuscire a gestirle. La nuova CBR è stata concepita per rompere questo tabù. Doveva essere esteticamente d’impatto, ma allo stesso tempo facile e divertente per chi si trova alle prime armi.
Questo equilibrio tra accessibilità e prestazioni è stato raggiunto combinando la gestione elettronica dell’acceleratore ride-by-wire (TBW) con la nuova frizione semi-automatica E-Clutch. Il controllo coordinato di questi due sistemi ha permesso di ottenere un comportamento dinamico estremamente fluido e prevedibile. Nakamura sottolinea come persino nelle scalate più decise in fase di frenata la moto rimanga sempre composta e priva di strappi, una caratteristica che mette a proprio agio i principianti ma che, allo stesso tempo, permette ai piloti più esperti di guidare con piglio sportivo e aggredire le curve.
Un ulteriore punto d’orgoglio per il team di sviluppo è la totale trasparenza del sistema E-Clutch durante la guida. I motociclisti di lungo corso non avvertono alcun “filtro" artificiale rispetto a un comando manuale tradizionale, mentre chi sale in sella per la prima volta si troverà davanti a un funzionamento così naturale da pensare che le moto abbiano sempre funzionato in questo modo.
Per quanto riguarda il propulsore, l’unità a quattro cilindri in linea deriva direttamente da quella che equipaggia la CB400 Super Four, ma ha subìto modifiche specifiche per adattarsi all’anima della CBR. Se il blocco motore rimane invariato, a cambiare radicalmente è il sistema di aspirazione: sulla sportiva l’airbox viene alimentato direttamente da prese d’aria dinamiche collegate a un condotto ridisegnato. Il risultato è un’erogazione lineare e gestibile ai bassi regimi, analoga a quella della naked, che si trasforma però in un urlo esaltante quando la lancetta del contagiri sale verso la zona rossa.
Ciclistica e dotazione tecnica: i dettagli del concept
Sotto le linee della carenatura si nasconde una piattaforma tecnica di assoluto rilievo per la categoria. Il motore a quattro cilindri in linea lavora in simbiosi con l’acceleratore ride-by-wire e con il sistema E-Clutch, la frizione semi-automatica di Honda che consente di effettuare le partenze e le fermate senza dover mai azionare la leva sul manubrio.
Il design del frontale è caratterizzato da una firma luminosa a LED conformata a grande “V”, che funge da luce diurna. Ai lati di questa struttura si trovano i fari anabbaglianti, mentre l’abbagliante è posizionato al centro e gli indicatori di direzione sono integrati alle estremità. Sotto i gruppi ottici sono state ricavate le prese d’aria dinamiche, mentre i fianchetti della carena integrano delle alette aerodinamiche (winglet) e feritoie di sfiato studiate per ottimizzare i flussi d’aria e la stabilità alle alte velocità. I semimanubri sono posizionati in modo da garantire un’impostazione di guida d’attacco, ma non così estrema da compromettere il comfort nell’uso quotidiano.
Il comparto ciclistico anteriore mette in mostra una forcella a steli rovesciati accoppiata a pinze freno ad attacco radiale. Sul retro, l’impiario di scarico adotta uno schema 4-in-1 che termina in prossimità di una coda corta e affilata, completata da un compatto faro posteriore a LED.
La strumentazione di bordo si affida a uno schermo TFT a colori da 5 pollici, personalizzabile attraverso tre differenti layout grafici. Le funzioni del display, i menu di sistema e la connettività dello smartphone tramite la piattaforma Honda RoadSync si gestiscono tramite un joystick a croce posizionato sul blocchetto elettrico sinistro. L’elettronica di bordo mette inoltre a disposizione del pilota cinque diverse modalità di guida per cucirsi addosso la risposta della moto a seconda delle condizioni stradali.
L’effetto nostalgia e il tributo a “Fast Freddie” Spencer
Un mese dopo il debutto del salone di Tokyo, Honda ha calato una carta ad alto impatto emotivo in occasione del CB Meeting svoltosi il 26 aprile. Per l’evento, Honda Japan ha coinvolto direttamente Freddie Spencer, una presenza che ha accompagnato il debutto della CB400 Super Four E-Clutch Concept. La sorella naked della CBR è stata infatti presentata con la storica livrea argento attraversata da strisce blu, una colorazione indissolubilmente legata al nome del pilota americano.
La scelta della “Spencer color" sulla CB400 Super Four modello 2026 va ben oltre la semplice operazione nostalgica o decorativa. Spencer rimane tuttora l’unico pilota nella storia del motomondiale capace di conquistare il titolo iridato sia nella classe 250 sia nella classe 500 durante la stessa stagione, un’impresa portata a termine nel 1985, a due anni di distanza dal suo primo mondiale nella classe regina ottenuto a soli 21 anni.
Il legame tra il campione statunitense e la casa dell’ala dorata affonda le radici negli anni precedenti: nel biennio 1981-1982 Spencer portò al successo la CB750F nella 100 Miglia di Daytona, per poi trionfare nuovamente sul tracciato della Florida nel 1985 in sella alla VF750F Interceptor nella celebre 200 Miglia. Questa livrea speciale unisce idealmente la storia sportiva nata sui circuiti americani e giapponesi con i nuovi prototipi che, salvo imprevisti dell’ultima ora, si preparano a riportare i motori a quattro cilindri da 400cc sulle linee di produzione di serie.