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Torna la Ford Escort Mk1, non è un restomod e costa come una Purosangue

Boreham Motorworks presenta la nuova Escort Mk1 RS su licenza ufficiale Ford. Telaio su misura, carrozzeria in carbonio e motore da 325 CV

Torna la Ford Escort Mk1, non è un restomod e costa come una Purosangue
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 11 giu 2026

Lo sapevate che c’è una strana discrepanza nella storia della Ford Escort? Perché? Ebbene negli Stati Uniti è sbarcata solo nel 1980. Quasi anonima e senza pretese. In Europa, invece, ha conquistato le strade fin dal 1967, diventando l’auto simbolo dei lavoratori. Costava il giusto, spazio a bordo ce n’era, ma a fare la differenza era la trazione posteriore del modello a due porte. Un’impostazione semplice che la proiettò direttamente nell’albo d’oro del rally mondiale. Cinquant’anni dopo, nel 2026, quella stessa filosofia rinasce sotto una forma mai vista prima.

Un’identità unica sotto il segno di Ford

Dietro l’operazione amarcord c’è la britannica Boreham Motorworks, che ha appena tolto i veli alla sua Escort Mk1 RS. Tecnicamente parliamo di un mostro di ingegneria con un motore che gira a regimi folli, ma il vero colpo di scena è l’accordo di licenza ufficiale firmato con Ford.

È proprio questo a scombinare le carte. L’auto è infatti a tutti gli effetti una Mk1 nuova di zecca. Definirla però è un grattacapo. Non è un restomod e non è nemmeno una continuation model. È assemblata da zero partendo da un foglio bianco, ha la benedizione della casa madre, ma non è una Ford. È un “animale" a parte, e comunque la si pensi, c’è solo da essere felici che qualcuno l’abbia costruita.

Tecnologia moderna e materiali d’avanguardia

Gli ingegneri di Boreham Motorworks hanno riprogettato da cima a fondo ogni singolo sistema strutturale e componente del veicolo originale. Il processo ha combinato l’uso di materiali moderni, tecniche di produzione avanzate e analisi ingegneristiche contemporanee. Questa profonda revisione si traduce in un ampio impiego di fibra di carbonio, elementi in alluminio ricavati dal pieno e una scelta motoristica d’eccezione.

I clienti possono infatti optare per un propulsore moderno basato sullo storico e vincente motore da corsa del 1968, oppure per il nuovissimo motore Boreham Ten-K. Quest’ultimo, come suggerisce il nome stesso, è in grado di spingersi fino alla straordinaria soglia dei 10.000 giri al minuto.

Cura artigianale a livelli d’eccellenza

Chiunque speri che la Ford Escort Mk1 RS di Boreham Motorworks mantenga lo spirito economico della sua antenata è destinato a rimanere deluso. Siamo davanti a una creazione che, per cura del dettaglio, scelta dei materiali e finezza progettuale, si colloca senza mezzi termini al livello delle celebri realizzazioni firmate Singer.

Il telaio e i controtelai sono realizzati interamente su misura; lo schema originale a montanti MacPherson all’anteriore è stato mantenuto, ma ora utilizza molle ed ammortizzatori personalizzati. Al posteriore, il ponte rigido originale in ghisa è stato sostituito da un sistema ad assale flottante personalizzato che impiega fusioni in alluminio e tubazioni in titanio. Questa profonda modifica ha permesso di ridurre della metà la massa non sospesa rispetto alle Ford Escort da corsa dell’epoca d’oro.

L’attenzione maniacale alla qualità si respira in ogni dettaglio: dai badge smaltati alle maniglie delle portiere in alluminio ricavato dal pieno, fino ai pannelli interni delle portiere in fibra di carbonio abilmente rivestiti in morbida pelle. Per dare un’idea precisa del target di clientela e del livello di ricchezza a cui Boreham Motorworks si rivolge, basti pensare che tra gli optional figura una coppia di strumenti da cruscotto (comunque rimovibili) composti da un cronometro e un orologio da tasca realizzati dalla prestigiosa maison svizzera Breitling.

Estetica fedele e prestazioni da supercar

Dal punto di vista visivo, le immagini confermano che il costruttore ha saputo preservare con estremo rispetto le linee, lo stile e la silhouette inconfondibile della Mk1 originale. Tuttavia, sono stati aggiunti passaruota allargati più pronunciati e aggressivi rispetto sia alle versioni da competizione dell’epoca sia alla serie speciale Escort Mexico del passato. Il risultato è un’opera d’arte visiva che evoca costantemente il passato pur presentandosi con la freschezza di un design contemporaneo.

La fedeltà storica si ritrova anche nella prima opzione motoristica disponibile: un motore bialbero da 1,8 litri ispirato all’unità originale della Alan Mann Racing, capace di erogare circa 180 cavalli. Si tratta della scelta ideale per i puristi del marchio. Per chi cerca prestazioni pure, l’alternativa è il già citato motore “Ten-K" da 325 cavalli con componenti interni alleggeriti e limitatore fissato a 10.000 giri.

Questa unità pesa meno di 40 chilogrammi ed è accoppiata a un cambio manuale a cinque marce sviluppato su misura, caratterizzato da una leva a corsa lunga e dalla prima marcia in basso (configurazione dog-leg). Sebbene Boreham non abbia ancora dichiarato il peso esatto complessivo della vettura, l’obiettivo dichiarato è di rimanere sotto i 900 chilogrammi. Con il motore più potente installato, l’auto garantirà un rapporto potenza-peso semplicemente formidabile.

Un oggetto esclusivo per pochi eletti

Se un tempo la Escort era l’eroina della classe operaia, oggi questa reincarnazione si rivolge a un pubblico decisamente ultra élite. La produzione sarà di fatto strettamente limitata a soli 150 esemplari globali. E con prezzi di partenza che si posizionano vicini ai 400.000 dollari. Quanto una Ferrari Purosangue…

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