MST Mk1 EVO: l'evoluzione da pista del mito Ford Escort
MST presenta la nuova Mk1 EVO: motore Millington da 350 CV, cambio sequenziale e assetto da pista per la replica della leggendaria vettura britannica.
Dimenticate i cerchi minuscoli da 13 pollici e le gomme a spalla alta con cui eravamo abituati a vedere le repliche della Ford Escort firmate MST. Se fino a oggi l’officina gallese si era concentrata su assetti da strada o da terra battuta, con la nuova Mk1 EVO le cose cambiano radicalmente. Basta un’occhiata per capire che stavolta si fa sul serio. Questa vettura nasce con un unico obiettivo, ovvero aggredire l’asfalto delle prove speciali e della pista, con un’impostazione tecnica che non sfigurerebbe affatto accanto a una moderna World Rally Car (WRC).
Meccanica da competizione: 350 CV e assetto da gara
Il cuore della Mk1 EVO è un motore a quattro cilindri Millington da 2,5 litri in grado di erogare 350 CV, abbinato a un cambio sequenziale a sei rapporti con palette al volante. Per i clienti che cercano prestazioni ancora più elevate, il costruttore mette a disposizione anche varianti da 2,7 e 2,8 litri.
Il comparto sospensioni adotta una configurazione inedita con un retrotreno a ruote completamente indipendenti; si tratta di un design che MST sviluppò originariamente insieme a Colin McRae per la Escort Mk2 personale del leggendario pilota. La ciclistica si completa con ammortizzatori regolabili Reiger con specifiche WRC e cerchi in lega da 18×8 pollici dotati di pneumatici Michelin da rally per asfalto (sostituiti da cerchi da 17 pollici con coperture Michelin Pilot per l’omologazione stradale). L’impianto frenante, progettato per eguagliare le doti di accelerazione dell’auto, è firmato AP Racing.
Produzione ex-novo e personalizzazione totale
A differenza dei classici restauri, la Mk1 EVO non nasce da una vecchia scocca Ford d’epoca bisognosa di lunghe riparazioni. MST costruisce i telai delle Escort Mk1 e Mk2 interamente in-house da zero, potendo così registrare i veicoli come auto nuove di fabbrica.
Ogni esemplare viene personalizzato in base alle richieste del proprietario, spaziando dalle colorazioni della carrozzeria fino alla configurazione dell’abitacolo: si può optare per un allestimento “Works" pronto-gara o per una specifica “Touring" più confortevole, rifinita in pelle e Alcantara. La richiesta per questo modello è altissima, tanto che la lista d’attesa copre gli ordini ben oltre il 2027. Il prezzo di partenza riflette l’artigianalità del progetto: 195.000 sterline più IVA (circa 234.000 sterline totali tasse incluse, pari a quasi 280.000 euro), una cifra che pur rimanendo importante si dimostra competitiva rispetto ad altri restomod presenti sul mercato.
Dalle origini popolari alla licenza ufficiale Boreham
L’operazione di MST non è però un caso isolato, ma si inserisce in un vero e proprio fenomeno di riscoperta di questo modello. La Ford Escort ha una storia particolare, caratterizzata da una netta discrepanza geografica. Negli Stati Uniti sbarcò solo nel 1980 come vettura quasi anonima, mentre in Europa conquistò il pubblico fin dal 1967. Nel 2026, a quasi sessant’anni dal debutto originale, questa filosofia è rinata sotto una forma altrettanto esclusiva per merito di un’altra realtà britannica: la Boreham Motorworks, che ha recentemente svelato la propria Escort Mk1 RS (ne abbiamo parlato qui). A differenza di MST, questo progetto vanta un elemento cruciale. Un accordo di licenza ufficiale firmato direttamente con Ford. Anche in questo caso non si parla né di un restomod né di un “continuation model", bensì di un’auto assemblata da zero partendo da un foglio bianco che, pur avendo la benedizione della casa madre, mantiene un’identità a sé stante.