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L’omologazione UE per la guida autonoma di Tesla non convince: ecco perché

Il 10 aprile l'autorità olandese RDW ha dato il via libera al sistema di assistenza alla guida di Tesla. Ora si punta all'approvazione europea

L’omologazione UE per la guida autonoma di Tesla non convince: ecco perché
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 7 mag 2026

Da anni l’evoluzione tecnologica delle auto nasce altrove (in Cina o negli Stati Uniti) per poi arrivare, forse, nel Vecchio Continente. Anche per quel che riguarda la guida autonoma, il percorso è lo stesso. All’estero diversi Paesi hanno già iniziato ad accogliere le sperimentazioni di questa nuova tipologia di veicoli (e la relativa regolamentazione normativa) che presto arriverà anche in Europa.

Nel Vecchio Continente qualcosa si sta muovendo, ma con diverse criticità. Tesla lo scorso 10 aprile ha ottenuto nei Paesi Bassi, come anticipato alla fine dello scorso anno, la prima omologazione europea per il suo sistema FSD Supervised (Full Self-Driving Supervised). L’omologazione, rilasciata dall’RDW (l’autorità olandese per la circolazione stradale) arriva dopo oltre 18 mesi di test su pista e su strade pubbliche.

Guida autonoma?

È doveroso fare da subito una precisazione. L’RDW sottolinea esplicitamente che i veicoli con FSD Supervised non sono autonomi né a guida autonoma. Il conducente, infatti, rimane responsabile e deve essere sempre in grado di intervenire. Le mani non devono necessariamente essere sul volante, ma devono poterlo riprendere immediatamente. È il motivo per cui il nome “Full Self-Driving” ha già suscitato diverse critiche da alcuni regolatori europei, che ritengono possa indurre i conducenti a credere erroneamente che l’auto guidi davvero da sola.

La versione europea del software è inoltre diversa da quella americana. L’RDW precisa che il software europeo di FSD differisce sostanzialmente da quello americano, e che i due non sono comparabili. L’Europa richiede un’omologazione preventiva prima che qualsiasi sistema possa circolare sulle strade pubbliche, a differenza degli Stati Uniti dove Tesla può distribuire aggiornamenti software con autocertificazione e controllo a posteriori.

L’iter verso l’approvazione in Europa

L’omologazione olandese è valida per ora solo nei Paesi Bassi, ma apre la strada a un percorso europeo più ampio. Gli altri Stati membri dell’UE possono scegliere di riconoscerla su base nazionale, ma il processo non è automatico. Per un’approvazione valida sull’intero territorio europeo sarà necessaria una maggioranza qualificata da parte del Comitato Tecnico sui Veicoli a Motore (TCMV) della Commissione Europea, quindi con il voto favorevole di almeno 15 Paesi su 27. La riunione del 12 maggio a Bruxelles non prevede una votazione perché i Paesi membri devono prima analizzare la documentazione. Un eventuale voto è atteso a luglio, o più probabilmente dopo l’estate. Nel frattempo, ogni Paese può procedere autonomamente.

Prima ancora della riunione del TCMV, era già emersa una significativa resistenza da parte di diversi Paesi. Le autorità di Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia hanno espresso scetticismo sull’approvazione del sistema, sollevando preoccupazioni sulla tendenza del Full Self-Driving Supervised di Tesla a superare i limiti di velocità e sulle prestazioni nelle condizioni invernali delle strade ghiacciate. Un investigatore svedese ha scritto in una e-mail del 15 aprile di essere “abbastanza sorpreso” nell’apprendere che Tesla consenta all’FSD di superare i limiti di velocità, e ha dichiarato che questo non dovrebbe essere permesso. Le autorità finlandesi hanno chiesto esplicitamente se Tesla intendesse davvero consentire la guida a mani libere su strade ghiacciate a 80 km/h.

Le pressioni commerciali pesano

C’è anche il problema delle pressioni commerciali. Secondo quanto riportato da Reuters, Tesla avrebbe contattato le autorità svedesi, estoni e finlandesi pochi giorni dopo l’approvazione olandese, sollecitando un riconoscimento rapido, prima ancora che avessero avuto il tempo di esaminare qualsiasi documentazione. Una mossa che non ha migliorato il clima.

Tesla sta spingendo sull’acceleratore per il Full Self-Driving Supervised perché è uno degli asset tecnologici più distintivi e la sua disponibilità in Europa potrebbe contribuire a riposizionare Tesla su un piano di superiorità tecnica rispetto alla concorrenza. Una necessità per il marchio statunitense di presidiare un mercato nel quale i costruttori cinesi stanno regolarmente aumentando il loro peso.

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