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Stellantis, investimenti da 60 miliardi: cosa accadrà a Fiat, Alfa Romeo e Lancia

Un investimento da 60 miliardi di euro per avere l’architettura STLA One e il lancio di oltre 60 nuovi modelli entro il 2030

Stellantis, investimenti da 60 miliardi: cosa accadrà a Fiat, Alfa Romeo e Lancia
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 21 mag 2026

Stellantis, dopo una lunga attesa, ha presentato FaSTLAne 2030, un ambizioso piano strategico quinquennale sostenuto da un investimento complessivo di 60 miliardi di euro volto ad accelerare la crescita e la redditività di tutto il Gruppo. Dunque, cerchiamo di capire come verrà gestito un portafoglio di marchi che vanta ben 14 realtà distinte e in cosa verteranno questi ingenti sforzi economici.

La gestione dei marchi

Uno dei punti cardine di FaSTLAne 2030 è la riorganizzazione del portafoglio marchi, finalizzata a evitare doppioni e a massimizzare i rendimenti di ognuno. Per questa ragione è stata sviluppata una sorte di piramide con delle gerarchie rigide. La suddivisione è articolata in questa maniera:

  • quattro marchi globali: Jeep, Ram, Peugeot e FIAT sono stati identificati come i brand con maggiore potenzialità di redditività grazie alla loro diffusa capillarità in ogni angolo del globo. A questi quattro, insieme alla business unit dei veicoli commerciali Pro One, sarà destinato il 70% degli investimenti totali del piano per marchi e prodotti;
  • cinque marchi regionali: Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo manterranno la loro importanza nei rispettivi mercati di riferimento, beneficiando degli asset globali del gruppo per accrescere la propria distintività;
  • marchi specializzati: DS Automobiles e Lancia assumono il ruolo di brand specializzati e saranno gestiti operativamente rispettivamente da Citroën e Fiat;
  • un unico marchio di lusso: Maserati continuerà a occupare la vetta della piramide come brand di lusso, con una roadmap specifica e l’arrivo di due nuovi modelli nel segmento E, i cui dettagli saranno svelati a Modena il prossimo dicembre.

Complessivamente, Stellantis prevede oltre 60 lanci di nuovi veicoli e 50 aggiornamenti significativi entro il 2030, coprendo tutte le motorizzazioni, inclusi 29 veicoli elettrici a batteria (BEV).

La piattaforma STLA One

L’innovazione rappresenta il secondo grande motore del piano, con 24 miliardi di euro (il 40% degli investimenti totali) dedicati a piattaforme, powertrain e tecnologie globali. La novità più significativa è il lancio, previsto per il 2027, di STLA One, un’architettura globale modulare progettata per riunire cinque diverse piattaforme in un’unica architettura scalabile.

STLA One coprirà i segmenti B, C e D, e servirà a raggiungere un’efficienza dei costi del 20% grazie alla sua modularità. Questa base è progettata per supportare oltre 30 modelli differenti, con l’obiettivo di superare le 2 milioni di unità entro il 2035. Inoltre, STLA One integrerà per la prima volta tre tecnologie reputate chiave e sviluppate internamente, che sono:

  • STLA Brain (architettura software);
  • STLA SmartCockpit (interfaccia di interazione);
  • STLA AutoDrive (guida autonoma).

Entro il 2030, Stellantis punta a realizzare il 50% dei volumi annuali globali su sole tre piattaforme per il globo, con un riutilizzo dei componenti fino al 70%.

Powertrain multi-energia

Il colosso franco-italo-americano ribadisce il suo approccio multi-energia, offrendo flessibilità tra motorizzazioni termiche, ibride ed elettriche per adattarsi alle diverse esigenze regionali. Sul fronte delle batterie, la strategia si concentra sull’accessibilità e sull’efficienza attraverso l’uso di batterie LFP (litio-ferro-fosfato) e l’integrazione cell-to-body, che riduce costi, peso e complessità strutturale. La piattaforma STLA One sarà inoltre compatibile con la tecnologia a 800 volt, garantendo tempi di ricarica estremamente competitivi.

Partnership strategiche

Il piano FaSTLAne 2030 fa leva su partnership “win-win” per accelerare il time-to-market e accedere a nuovi mercati. Tra le collaborazioni più significative figurano quella con Leapmotor (di cui Stellantis detiene il 51%) per la distribuzione globale e la produzione in Spagna, la joint venture con Dongfeng per il mercato cinese ed europeo, e possibili sinergie con Jaguar Land Rover (JLR) negli Stati Uniti.

Infine, Stellantis punta all’eccellenza anche nella riduzione dei tempi di realizzazione di un veicolo partendo da un foglio bianco: il time-to-market dei prodotti passerà da 40 a 24 mesi. Attraverso il “Value Creation Program” (VCP), l’azienda mira a generare una riduzione dei costi annuali di 6 miliardi di euro entro il 2028, ottimizzando al contempo l’impronta industriale globale per aumentare l’utilizzo degli impianti fino all’80% entro il 2030.

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