Stellantis ci ripensa, torna il motore V8 HEMI sulla Dodge Charger
Stellantis fa marcia indietro, nel 2028 torna il motore V8 HEMI sulla nuova Dodge Charger SRT Hellcat da oltre 700 CV
Stellantis fa marcia indietro sulle scelte strategiche più discusse degli ultimi anni e reinserisce in gamma il motore V8 HEMI, uscito di produzione nel 2023. La mossa si concretizzerà con il debutto della nuova Dodge Charger SRT Hellcat, un modello che restituirà ai puristi l’architettura tecnica tradizionale, dopo che la nuova generazione della vettura era stata presentata esclusivamente in variante elettrica o con il sei cilindri in linea Hurricane.
Il pensionamento dell’HEMI e la contestuale uscita di scena delle Charger e Challenger tradizionali avevano sollevato dure contestazioni da parte della clientela storica del marchio. All’interno dell’ambiente automobilistico, la responsabilità di questo drastico piano di elettrificazione era stata attribuita direttamente all’ex CEO del gruppo, Carlos Tavares.
La strategia aziendale ha però subito un cambio di rotta dall’inizio del 2025 con la nomina di Antonio Filosa alla guida operativa del brand, che ha impostato una gestione più flessibile e attenta ai feedback della community di appassionati e dei clienti legati alle motorizzazioni termiche ad alte prestazioni.
Il ritorno di Tim Kuniskis e la rinascita del reparto SRT
In questo clima di restaurazione, la mossa decisiva è stata il ritorno di una figura chiave. Tim Kuniskis. Allontanato in modo del tutto inaspettato nel maggio 2024, Kuniskis è stato richiamato in azienda non appena Tavares ha lasciato il gruppo. Fermamente convinto che l’addio all’HEMI fosse stato un grave errore strategico, Kuniskis ha iniziato a risanare la situazione partendo dal marchio Ram, dove è stato inizialmente ricollocato. E ha ripristinato il V8 sovralimentato da 6,2 litri sul Ram 1500 TRX, imprimendovi nuovamente il prestigioso badge SRT.
Nel corso del 2025, la sua sfera di influenza si è ulteriormente ampliata con la nomina a Head of American Brands di Stellantis. Con la responsabilità totale sui marchi Chrysler, Dodge, Jeep e Ram, e la direzione delle strategie retail e di marketing per il Nord America, Kuniskis ha immediatamente ricostituito la divisione sportiva SRT (Street and Racing Technology) e rilanciato i programmi legati alle competizioni motoristiche. Oggi, le sue decisioni sembrano voler salvare un marchio storico da una sorta di “autodistruzione" commerciale, riconquistando la fiducia dei clienti più fedeli.
Cosa rende davvero tale una muscle car?
Il malumore dei fan era nato da una questione di identità. Esiste una definizione non ufficiale, ma universalmente accettata, secondo cui una vera muscle car deve essere un’auto di produzione americana, a due porte, spinta da un motore V8 e dotata di trazione posteriore.
Se l’attuale Dodge Charger Daytona rispettava il criterio delle due porte, falliva completamente sugli altri fronti: nessun V8 sotto il cofano e una configurazione a trazione integrale gestita da un sistema elettrico a doppio motore. Inoltre, la dichiarazione di Dodge di aver creato “la muscle car più potente al mondo" grazie ai 680 cavalli della Daytona elettrica top di gamma è stata smentita dai fatti.
L’azienda sembrava aver ignorato l’esistenza della Ford Mustang GTD, equipaggiata con un V8 Predator sovralimentato da 5,2 litri in grado di erogare ben 815 cavalli. Un divario di potenza netto rispetto alla variante elettrica di Dodge, che non poteva certo essere colmato dal sistema Fratzonic Chambered Exhaust, il dispositivo progettato per simulare artificialmente il sound del V8 attraverso casse di risonanza.
Per placare l’ira dei puristi, Dodge aveva successivamente introdotto una versione termica della Charger dotata del motore Hurricane a sei cilindri in linea. Tuttavia, il pubblico ha continuato a chiedere a gran voce l’HEMI, rimpiangendo il livello prestazionale toccato al momento del suo addio.
L’eredità del passato e i dettagli del nuovo progetto
L’ultimo capitolo dell’era HEMI era stato scritto in grande stile con la straordinaria Dodge Challenger SRT Demon 170. Quella vettura estrema era capace di sviluppare 1.025 cavalli (1.039 CV metrici) e 1.281 Nm di coppia massima utilizzando carburante E85.
Le sue prestazioni dichiarate parlavano di un’accelerazione da 0 a 60 miglia orarie (0-97 km/h) in appena 1,66 secondi e di un quarto di miglio coperto in 8,91 secondi, con una velocità d’uscita certificata dalla NHRA di 243,28 km/h, per poi spingersi fino a una velocità massima di 270 km/h. Dopo quel picco ingegneristico, Stellantis aveva staccato la spina.
Ora, dopo due anni di speculazioni, indiscrezioni e incertezze, la strategia guidata da Kuniskis segna il punto di svolta tanto atteso. Il ritorno del V8 da 6,2 litri si inserisce all’interno di un più ampio piano industriale di Stellantis, che prevede il lancio di ben 20 nuovi modelli, tra cui figura anche la Copperhead SRT.
La testata Detroit Free Press, insieme a una ristretta cerchia di addetti ai lavori, ha già avuto l’opportunità di visionare in anteprima la nuova vettura, confermando la presenza del propulsore V8 HEMI sovralimentato sotto il cofano. Secondo le prime informazioni, l’unità erogherà una potenza superiore ai 700 cavalli, avvicinandosi ai 777 cavalli espressi dai modelli Ram 1500 TRX SRT e 1500 Rumble Bee SRT.
Si posizionerà quindi al di sopra dei 710 cavalli della Dodge Durango SRT Hellcat, pur restando leggermente al di sotto dei 797 cavalli della passata Charger Redeye. Esteticamente, la vettura si riconoscerà per un frontale completamente ridisegnato, una generosa presa d’aria sul cofano, un grande alettone posteriore per garantire la necessaria deportanza e gli immancabili loghi SRT.
Resta ancora da capire se Dodge sceglierà di proporla esclusivamente in configurazione a due porte per esaltarne lo status di muscle car pura. Per vederla su strada, l’appuntamento con la nuova generazione della Dodge Charger SRT Hellcat sembra essere fissato per il 2028.