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Auto cinesi in Italia, a marzo le importazioni crescono del 252% rispetto a un anno fa

I dati ISTAT di marzo 2026 fotografano un boom senza precedenti per quanto riguarda le importazioni di auto cinesi in Italia

Auto cinesi in Italia, a marzo le importazioni crescono del 252% rispetto a un anno fa
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 20 mag 2026

Che le auto cinesi stiano crescendo in Europa, e anche in Italia, lo sappiamo bene. Ma spesso i numeri raccontano più e meglio la portata di questo fenomeno. Gli ultimi sono quelli dell’Istat che riportano i dati del commercio estero italiano di marzo 2026. Secondo questi numeri le esportazioni crescono del 7,4% su base annua, le importazioni dell’8%, il saldo commerciale resta positivo a 4,7 miliardi di euro. Ma c’è un numero che più di altri fa notizia: le importazioni di autoveicoli dalla Cina hanno raggiunto 523 milioni di euro nel solo mese di marzo, con una crescita del 252,5% rispetto a marzo 2025.

Un trend ormai consolidato

Non si tratta di una fiammata isolata. Nel primo trimestre 2026 le importazioni di auto cinesi in Italia ammontano a quasi un miliardo di euro (994,5 milioni), in crescita del 131,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La Cina copre ormai oltre un decimo di tutte le importazioni italiane di autoveicoli, che nel trimestre raggiungono quota 11,85 miliardi (+14,2%). Per comprendere la portata di questi numeri può essere utile un confronto. Le importazioni dalla Germania nello stesso trimestre ammontano a 3 miliardi di euro, quelle dalla Spagna a 1,4 miliardi.

Il dato ha due spiegazioni. La prima è quella più ovvia per cui i marchi cinesi presenti in Italia sono ormai oltre venti e continuano a crescere. La seconda riguarda la posizione geografica dell’Italia nelle rotte marittime globali.

Il ruolo strategico dell’Italia

L’Italia, infatti, non è solo un mercato dove vendere le auto cinesi. È anche un hub logistico per la distribuzione verso il resto d’Europa. Al centro del Mediterraneo, con il porto di Gioia Tauro come principale scalo, il nostro Paese intercetta la maggior parte dei cargo che arrivano dalla Cina attraverso il Canale di Suez. BYD ha scelto Gioia Tauro come polo per la distribuzione nell’Italia centro-meridionale. Leapmotor e il gruppo Grimaldi hanno effettuato 15 viaggi tra Cina ed Europa nel primo trimestre 2026, con scali in tre porti italiani (Livorno, Civitavecchia e Gioia Tauro), consegnando 20.000 veicoli destinati al mercato italiano. Il gruppo DR rifornisce il suo stabilimento di Macchia d’Isernia attraverso il porto calabrese.

Sul fronte delle esportazioni, il settore automotive contribuisce positivamente grazie soprattutto alla Motor Valley. Ferrari e Lamborghini trascinano i valori dell’export di nicchia. Anche Stellantis contribuisce a questo trend. Nel primo trimestre 2026 i siti italiani del gruppo hanno prodotto 120.366 veicoli, il 9,5% in più rispetto all’anno precedente, con Melfi (+92,5%), Mirafiori (+42,4%) e Pomigliano (+6,7%) in forte crescita. Cassino resta il punto critico, con appena 2.916 vetture assemblate e un calo del 37,4% e sappiamo bene, tanto per rimanere in tema, come la fabbrica laziale potrebbe finire in mano cinese.

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