BYD Dolphin Surf, arriva il LiDAR su una citycar da meno di 10.000 euro
Il pacchetto God's Eye B porta la guida assistita avanzata sulla piccola elettrica cinese. BYD Dolphin Surf è ancora più tecnologica
La BYD Dolphin Surf, che in Cina si chiama Seagull, torna sotto i riflettori con l’apertura degli ordini della nuova versione MY2026. Presentata al Salone di Pechino, la piccola elettrica di BYD porta con sé un aggiornamento particolarmente interessante. La nuova versione, infatti, offre come optional il sensore LiDAR. Il risultato è una citycar da meno di 9.000 euro (ovviamente per il mercato cinese) con caratteristiche da auto di livello premium. L’aspetto interessante di questa dotazione è legato anche al costo di questa tecnologia.
Abbiamo infatti raccontato di come l’aumento dei costi degli hardware (dovuto alla diffusione dei nuovi data center per i servizi di intelligenza artificiale) abbia provocato un incremento dei prezzi dei sistemi ADAS. Per BYD stessa il pacchetto God’s Eye B costa il 21% in più. Ora però lo propone su una vettura dal prezzo molto accessibile.
Il LiDAR della Dolphin Surf 2026
Il sensore LiDAR è facilmente riconoscibile sul tetto della Dolphin Surf. Abbinato a radar e telecamere, permette all’auto di orientarsi nel traffico urbano in modo autonomo, riconoscere i semafori e gestire le rotatorie senza che il guidatore debba intervenire. A bordo gira tutto su un chip Nvidia Drive Orin, lo stesso hardware che equipaggia vetture di categoria superiore. Il costo aggiuntivo è di circa 1.500 euro, che porta il prezzo finale a seconda dell’allestimento scelto tra gli 11.200 e i 12.100 euro al cambio attuale.
Sul fronte estetico i ritocchi sono pochi e mirati. Le nuove tinte Mango Orange e Mint Green allargano la palette colori, i cerchi da 16” adottano un nuovo disegno, i gruppi ottici posteriori sono stati aggiornati e il tergicristallo anteriore passa da singolo a doppio. Dimensioni e passo restano invariati, mentre lo schermo centrale dell’infotainment guadagna qualche pollice passando da 10” a 12,8” di diagonale. Tra le novità di bordo c’è anche la ricarica wireless per smartphone, ora da 50W e dotata di una bocchetta di ventilazione dedicata per evitare il surriscaldamento del telefono durante la ricarica.
Autonomia e prezzi
Immutata, invece, la meccanica. La Dolphin Surf 2026 utilizza un solo motore da 55 kW e 135 Nm, abbinato a scelta a una batteria da 30,1 kWh (sufficiente per 305 km nel ciclo CLTC) oppure da 38,9 kWh (per arrivare a 405 km di autonomia). Chi vuole di più dovrà aspettare. A Pechino BYD aveva anticipato una variante capace di superare i 500 km di autonomia, ma l’arrivo sul mercato è previsto solo più avanti nel corso dell’anno. I prezzi in Cina partono da 69.900 yuan per la Vitality Edition con la batteria più piccola e arrivano a 85.900 yuan per la Flying Edition da 38,9 kWh, equivalenti rispettivamente a circa 8.700 e 10.700 euro.
Se per l’Europa non ci sono ancora conferme ufficiali sull’arrivo della nuova Dolphin Surf è lecito pensare che i tempi non siano lunghissimi. La Dolphin Surf sarà il primo modello prodotto nella fabbrica BYD in Ungheria. Quando la produzione locale entrerà a regime, aggiornare la dotazione tecnologica per il mercato europeo diventerà più semplice. E più conveniente.