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BYD Dolphin Surf 2026: ha più autonomia e un avanzato LiDAR

Debutto a Pechino per la BYD Dolphin Surf 2026. Tra LiDAR e autonomia aumentata a 505 km, la city car BYD lancia la sfida definitiva nel mercato delle piccole elettriche.

BYD Dolphin Surf 2026: ha più autonomia e un avanzato LiDAR
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 28 apr 2026

Sotto le luci del Salone dell’Auto di Pechino 2026, la BYD Seagull che abbiamo imparato a conoscere oltreoceano con i nomi evocativi di Dolphin Mini e Dolphin Surf si è presentata al pubblico con un volto rinnovato e un’ambizione tecnologica che punta a ridefinire il segmento delle city car elettriche.

Non solo un aggiornamento di metà carriera, ma di una vera e propria dichiarazione d’intenti. Quella per cui una city car elettrica non deve più scendere a compromessi tra dimensioni ridotte e tecnologie di alto profilo.

L’estetica, pur fedele alle linee agili che ne hanno sancito il debutto, si concede piccoli tocchi di carattere. Una nuova tonalità di rosso intenso avvolge la carrozzeria, ora poggiata su cerchi da 16 pollici che montano pneumatici 175/55 R16.

Un occhio attento noterà poi subito il passaggio al doppio tergicristallo, un piccolo ma significativo miglioramento rispetto alla precedente unità singola, e una discreta luce blu che firma la parte posteriore del veicolo.

Occhi sul tetto e muscoli elettrici: così cambia l’anima della Surf

La vera rivoluzione è però silenziosa e si nasconde nella tecnologia di bordo. Guardando il profilo del tetto, spicca l’integrazione di un sensore LiDAR, un equipaggiamento solitamente riservato alle ammiraglie di lusso. Questo “occhio" laser, insieme alle telecamere incastonate nei parafanghi anteriori, abilita il sofisticato sistema di assistenza alla guida “God’s Eye B“. Per la serie, la sicurezza intelligente diventa democratica.

Sotto la carrozzeria, i tecnici BYD hanno lavorato sodo sull’efficienza. Il motore elettrico guadagna brio, toccando ora i 60 kW (circa 80 cavalli), rendendo i sorpassi urbani ancora più fulminei. Ma la notizia che più farà piacere agli automobilisti riguarda il “respiro" della batteria: l’autonomia massima, nel ciclo CLTC, compie un balzo generoso passando da 405 a 505 chilometri. Un incremento di 100 chilometri che trasforma la Dolphin Surf da semplice cittadina a compagna ideale anche per le gite fuori porta.

Un ufficio tech nel palmo di una mano e la sfida dei giganti

Anche entrando nell’abitacolo, si notano subito dei cambiamenti. Il volante ora ospita comandi più razionali e, per chi sceglie la versione “high-tech“, appaiono palette dedicate alla guida intelligente. La cura per il dettaglio si nota nei pulsanti della console, ora cromaticamente coerenti con il resto dell’arredo, e nella stazione di ricarica wireless per smartphone. Quest’ultima non solo è più potente (50W), ma è dotata di una bocchetta di ventilazione dedicata per evitare che il telefono si surriscaldi durante i viaggi.

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica nei bilanci. Nonostante queste innovazioni, la Surf deve “navigare" in acque agitate. Dopo il picco di vendite in Cina dello scorso aprile con oltre 34.000 unità, la piccola di BYD non è più riuscita a superare la soglia psicologica dei 30.000 pezzi mensili. La colpa? Una concorrenza che non dorme mai. La Geely Xingyuan è diventata l’avversaria da battere, conquistando lo scettro di auto elettrica più venduta in Cina lo scorso anno. E con l’arrivo di nuove sfidanti come la Arcfox T1 e la recentissima Leapmotor A10, la battaglia in questo affollato segmento è appena entrata nel vivo.

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