BYD potrebbe acquisire le fabbriche europee di Stellantis e il marchio Maserati
La vice-presidente di BYD Stella Li ha confermato trattative in corso con Stellantis e altri costruttori europei per rilevare stabilimenti inutilizzati.
Che BYD stia facendo sul serio in Europa è ormai un dato di fatto. I numeri delle vendite testimoniano una crescita costante, ma c’è molto di più nella strategia del marchio cinese. Stella Li, vice-presidente esecutiva di BYD responsabile delle operazioni internazionali, ha dichiarato che il colosso cinese è in trattativa con Stellantis e altri costruttori europei per rilevare stabilimenti produttivi sottoutilizzati nella regione, con particolare interesse per l’Italia. La vicenda dello stabilimento di Cassino, che ad aprile ha registrato zero giorni lavorativi, torna ora più d’attualità.
Cosa sta cercando BYD
“Stiamo cercando qualsiasi stabilimento disponibile in Europa perché vogliamo sfruttare questa capacità produttiva inutilizzata”, ha dichiarato Li, precisando che le trattative non riguardano solo Stellantis ma anche altre aziende del settore. Il modello di business preferito da BYD è quello dell’acquisizione diretta, senza joint venture. Quindi comprare lo stabilimento e gestirlo in autonomia.
Sappiamo da tempo che BYD è alla ricerca di una terza fabbrica in Europa e le prime indiscrezioni parlavano della Germania. Sull’Italia e Cassino sembrano esserci trattative con Dongfeng, ma con una capacità teorica di oltre 150.000 unità annue e una piattaforma già installata, lo stabilimento laziale rappresenta esattamente il profilo di impianto che BYD sta cercando.
La suggestione Maserati
Ma la notizia più dirompente riguarda i marchi. Li ha confermato che BYD sta valutando anche l’acquisizione di marchi storici europei in difficoltà, definendo Maserati “molto interessante”, pur precisando che non è stata avviata alcuna azione formale. L’AD di Stellantis Antonio Filosa ha recentemente escluso la cessione di marchi del gruppo, ma i numeri di Maserati (solo 205 auto prodotte nel primo trimestre 2026) potrebbero giustificare una scelta di questo tipo.
Al di là di come andrà a finire la vicenda Maserati, emerge ancora una volta la forza dei marchi cinesi (BYD in testa), ma anche una debolezza dei marchi europei che, per sopravvivere, sono disposti a cedere parte delle loro strutture (e non solo).
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