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Ford blocca l’export verso la Cina: dazi troppo alti, stop ad alcuni modelli

Dazi fino al 150% bloccano l’export di auto Ford verso la Cina. Stop a modelli chiave, ma componenti e motori restano attivi.

Ford blocca l’export verso la Cina: dazi troppo alti, stop ad alcuni modelli
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 21 apr 2025

La tensione tra Stati Uniti e Cina torna a farsi sentire nel settore automotive. In un clima commerciale sempre più teso, Ford ha deciso di chiudere i portelloni e fermare l’export di alcuni dei suoi modelli più iconici verso il mercato cinese. La misura colpisce pesi massimi come il Ford F-150 Raptor, il Bronco, la Mustang e la lussuosa Lincoln Navigator. Il motivo? Le tariffe di ritorsione imposte da Pechino, una mossa che rende economicamente insostenibile continuare a spedire questi veicoli al di là del Pacifico. Una mossa senza precedenti per la casa americana, che arriva come risposta diretta all’inasprimento dei dazi imposti da Pechino: tariffe che, in alcuni casi, raggiungono il 150% sul valore del veicolo

UN COLPO SIMBOLICO

Nel 2023, Ford ha venduto circa 400.000 auto in Cina, ma solo 5.500 provenivano dagli Stati Uniti. Una fetta piccola del mercato, certo, ma significativa sotto il profilo strategico e d’immagine. I modelli esportati, spesso i più iconici, servivano a rafforzare il posizionamento del marchio oltreoceano. Non a caso, l’F-150 Raptor si vendeva tranquillamente sopra i 100.000 dollari nel mercato cinese. Lo stop riguarda soltanto i veicoli assemblati negli USA. Motori e trasmissioni, infatti, continueranno a viaggiare verso la Cina. Curiosamente, il flusso contrario non si interrompe: la Lincoln Nautilus, prodotta proprio in Cina, continua a essere esportata negli Stati Uniti nonostante sia anch’essa soggetta a pesanti dazi.

E ora? I prezzi potrebbero salire. Il blocco delle esportazioni non è l’unica contromisura allo studio. Secondo un memo interno, Ford starebbe valutando un aumento dei prezzi per i nuovi veicoli venduti negli Stati Uniti se la guerra dei dazi dovesse protrarsi.

Una scelta che potrebbe sembrare controintuitiva, considerando che circa l’80% delle auto vendute negli USA è prodotto localmente. Ma le tariffe colpiscono anche i componenti provenienti dall’estero, utilizzati nei veicoli finali, rendendo inevitabile una revisione dei listini.

 

IL PESO ECONOMICO

Un’analisi del Center for Automotive Research, pubblicata questo mese, stima in 108 miliardi di dollari il costo complessivo per l’industria automobilistica nel 2025 se dovessero entrare in vigore i dazi del 25% proposti da Trump sulle importazioni di auto. Una cifra impressionante, che costringe i produttori a rivedere strategie e supply chain. Tuttavia, proprio in questi giorni, Trump avrebbe aperto alla possibilità di esenzioni selettive su alcune delle nuove tariffe. La decisione di Ford è l’ennesima testimonianza di quanto la geopolitica possa influenzare l’industria automobilistica globale. In un settore già messo alla prova dalla transizione elettrica, dalle sfide logistiche e dalla concorrenza asiatica, ogni dazio in più diventa una zavorra in meno nella corsa all’innovazione.

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Commenti Regolamento
Z
Ziggy 01 Jan 1970 @ 00:00

Il successo degli USA deriva anche da queste politiche, si sono trasformati come nessun altro al mondo da un popolo di operai ad uno di impiegati con titoli di studio medio alti. Ci sta tutta l'idea di riequilibrare una situazione complessa, ma Trump sta agendo come un elefante in una cristalleria, lasciando più macerie che altro. Lo stesso ruolo del dollaro come riserva mondiale lo sta minando lui stesso

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe da approfondire come è la situazione per gli altri corrieri

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Riguardo i licenziamenti, a questo stadio, sono equivalenti ai licenziamenti di Stellantis ( fatti il giorno dopo o quasi ) o a quelli che licenziano in base all'andamento delle azioni . Reazioni politiche/del mercato , in un certo senso.

Riguardo la notizia della BBC sulla DHL, mi sorprende una cosa : dicono che i pacchi colpiti dai nuovi dazi/regolamentazioni sono quelli sopra gli 800$ , mentre mi risultava che gli USA avessere introdotto una nuova regolamentazione ( e tassazione ) proprio per i pacchi SOTTO gli 800$ , dove c'era un "loophole" che ( negli US e in altri Paesi Europei ) permetteva ad aziende tipo Temu di spedire milioni di pacchetti ai singoli clienti evitando le tasse che ci sarebbero se ci fosse una spedizione "unica" ...

Tra l'altro DHL è uno . UPS e Fed-Ex sono immuni ?

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

Vorrei farti presente che gran parte di quanto hai affermato è vero anche per l'Europa .

L
Lettore espatriato 01 Jan 1970 @ 00:00

"... Ford ha venduto circa 400.000 auto in Cina, ma solo 5.500 provenivano dagli Stati Uniti...."

Insomma , questo stop sembra più una mossa politica/tattica .

F
FRENCY31 01 Jan 1970 @ 00:00

x me i dazi doganali del presidente Trump sono troppo poco e troppo tardi
Too little too late, . . . . . lo dico anche in inglese si sa mai ! ! !
l'industria manifatturiera americana è stata sventrata da 70 anni di delocalizazzioni in Cina, India, Messico e chi sa quale angolo di 3° mondo dimenticato da Dio.
Non c'è modo di recuperare quello che è perduto,
di sicuro non x un presidente democraticamente eletto, forse x un dittatore, ma per un politico eletto dal popolo no ! ! !
L'america è un guscio vuoto privo di sostanza, la sua economia è fatta di finanza, speculazione e usura sostenuta dal dollaro. Quando non sarà + moneta di riserva mondiale, addio, anche l'impero americano finirà nella latrina della storia.
Sono un paese finito.

D
Danny.Godhome 01 Jan 1970 @ 00:00

E dopo la mia Puma appena comprata che fine fa?!

D
Danny.Godhome 01 Jan 1970 @ 00:00

"Le cose stanno andando bene" (cit. Cavallo Pazzo)

K
KillerPenguin 01 Jan 1970 @ 00:00

Mi chiedo ancora come non sia fallita

Z
Zetec 01 Jan 1970 @ 00:00

Praticamente Ford non vende più in Russia, Cina, Brasile, in India girano ancora con i cavalli e in Europa mi pare volesse chiudere baracca e burattini

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

GG Trump, avanti così, oltre a Volvo e Mack Trucks che annunciano licenziamenti di massa negli Stati Uniti, a causa dei dazi di Trump, ora pure Ford subisce danni.

Oltre ciò:

DHL Express sospende le consegne negli Stati Uniti per valori superiori a $800 a causa di un «aumento significativo» della burocrazia doganale a seguito dell'introduzione del nuovo regime tariffario di Donald Trump.

Secondo la BBC in precedenza, i pacchi del valore massimo di $ 2.500 potevano entrare negli Stati Uniti con una documentazione minima, ma a causa dei controlli doganali più severi entrati in vigore insieme alle tariffe di Trump all'inizio di questo mese, la soglia è stata abbassata.