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60.000 euro ai benzinai per installare colonnine: la proposta del Governo

Dal 2028 scatta l'obbligo di distribuire vettori energetici alternativi, con contributi statali fino a 60.000 euro per le stazioni che si convertono all’elettrico.

60.000 euro ai benzinai per installare colonnine: la proposta del Governo
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 13 lug 2026

Il futuro della mobilità in Italia passa anche dalla trasformazione delle attuali stazioni di rifornimento presenti sul territorio. In base al nuovo DDL Concorrenza – attualmente in fase di bozza, quindi non ancora definitivo, ma che dovrebbe essere approvato entro luglio – a partire dal 1° gennaio 2028 non potranno più essere rilasciate autorizzazioni per gli impianti che non prevedano la distribuzione di almeno un vettore energetico alternativo ai combustibili fossili. I gestori che non rispetteranno tale obbligo perderanno l’autorizzazione.

Quali sono i vettori energetici alternativi

Tra le alimentazioni previste dalla proposta di legge, che fanno riferimento al regolamento UE 2023/1804, rientrano l’energia elettrica, l’idrogeno, i biocombustibili e il gas naturale. Ecco tutte le opzioni in dettaglio:

  1. Energia elettrica.
  2. Idrogeno.
  3. Ammoniaca.
  4. Combustibili da biomassa, tra cui:
  • biogas (gassoso o liquefatto);
  • biocarburanti avanzati;
  • combustibili sintetici rinnovabili.
  1. Gas naturale:
  • In forma gassosa: GNC (gas naturale compresso);
  • In forma liquefatta: GNL (gas naturale liquefatto);
  • biometano liquefatto o sintetico, secondo la definizione di “metano liquefatto”.
  1. Gas di petrolio liquefatto (GPL).

60.000 euro per la conversione totale

Per agevolare questa complessa transizione dell’infrastruttura, il Governo ha previsto un fondo di 112 milioni di euro per il triennio 2028-2030 (37 milioni per il 2028 e per il 2029, 38 milioni per il 2030). In base alla bozza attuale, avranno accesso ai contributi pubblici gli impianti ubicati nei centri abitati che avvieranno una conversione totale: dismetteranno cioè le vecchie pompe per idrocarburi e installeranno al loro posto colonnine di ricarica elettrica rapida (con una potenza minima di 90 kW) o stazioni per biocarburanti. L’agevolazione coprirà fino al 50% delle spese sostenute, con un tetto massimo di 60.000 euro per impianto, includendo il costo per la dismissione e per la realizzazione della nuova infrastruttura.

30.000 euro per aggiungere colonnine

Nei territori classificati come “aree interne”, dove i servizi di rifornimento sono più scarsi, il contributo è previsto quando viene aggiunta la ricarica elettrica o un impianto di biocarburanti senza eliminare i carburanti tradizionali. In questo caso, l’incentivo viene ridotto della metà, fino a un massimo di 30.000 euro. Oltre a installare nuove infrastrutture, i benzinai avranno anche il dovere di segnalare con estrema chiarezza ai clienti la presenza di carburanti ecologici ed e-fuels.

Le risorse dalle quote di emissione di CO2

I fondi per l’intera manovra deriveranno dalle aste del 2026 per le quote di emissione di CO2, nell’ambito del sistema EU ETS. Si tratta di un meccanismo con cui i governi europei mettono all’asta i permessi per “inquinare” (immettendo CO2), che vengono acquistati dalle aziende. I proventi derivanti dalle quote, gestite in Italia attraverso piattaforme di scambio autorizzate come il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), vengono utilizzati per finanziare progetti green, come la conversione delle stazioni di servizio appunto.

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