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Autobianchi Bianchina 2.0, il ritorno è possibile? Ecco il render che riaccende la nostalgia

Si inseguono le voci sul possibile rilancio del marchio Autobianchi. La Bianchina potrebbe tornare in chiave contemporanea?

Autobianchi Bianchina 2.0, il ritorno è possibile? Ecco il render che riaccende la nostalgia
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 10 lug 2026

Stellantis può fare affidamento su un archivio pressoché infinito di modelli storici che hanno scritto pagine indelebili dell’automotive europeo. Tra le vetture italiane più emblematiche degli anni ’50 e ’60 c’è la Bianchina, prodotta dall’Autobianchi. L’idea venne partorita per innalzare il livello della 500 dell’epoca, della quale ereditava l’autotelaio e la meccanica.

La Bianchina venne svelata al pubblico il 16 settembre 1957 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. In una prima fase venne commercializzata nell’unica carrozzeria a 3 volumi, definita “Trasformabile”, dotata di pinne posteriori, ampie cromature e tetto apribile in tela. Fu un successo clamoroso, diventando una delle auto più popolari in Italia, superando inizialmente i numeri di vendita della più economica FIAT 500.

In arrivo un nuovo modello?

Per 40 anni Autobianchi è stata un punto fermo della nostra industria con la Bianchina prima e con la popolare A112 poi, realizzata dal 1969 al 1987. Piuttosto che rilanciare un marchio indipendente, come ha fatto Renault con Alpine, Stellantis per ora avrebbe scelto di applicare il badge Autobianchi sulla FIAT Panda di fine serie. Il “Tributo Autobianchi” dovrebbe apparire con finiture specifiche sul paraurti anteriore, cerchi in lega e una tonalità beige-marrone vintage che richiamerà la storica palette di colori della Casa milanese.

Il render di Bruno Callegarin propone una Autobianchi Bianchina in chiave 2.0: una utilitaria dallo stile rétro, compatta e accessibile, configurabile come quadriciclo pesante L7e per contenere costi e vincoli. Il modello potrebbe essere rilanciato in versione termica o full electric per rispondere alle varie esigenze di pubblico. La nuova Autobianchi Bianchina, grazie a una serie di immagini digitali postate sui social dal designer indipendente Bruno Callegarin, avrà fatto scendere una lacrimuccia agli appassionati storici.

Riconoscibile da km di distanza

Le linee storiche della Bianchina sono state riprese in modo impeccabile, offrendo l’immagine di una vettura compatta e accessibile. Lo stesso autore ha spiegato sui social di aver elaborato l’auto come quadriciclo pesante di categoria L7e, quindi guidabile dai 16 anni con patente B1. Raggiungerebbe una velocità massima di 80 o 90 km/h, potenza non superiore a 15 kW, massa a vuoto entro i 450 kg per il trasporto passeggeri in città.

Linee sinuose, tetto chiaro a contrasto, fari circolari e proporzioni urbane potrebbero diventare un’ottima operazione nostalgia. Sotto al cofano potrebbe avere una opzione termica da 500 cc con potenza massima di circa 20 CV. In alternativa sarebbe configurabile una versione elettrica con motore da 15 kW, più coerente con l’immagine green del Gruppo italo-franco-americano. Un’auto a zero emissioni pensata per le caotiche giungle urbane; del resto risulterebbe uno spreco vero non provare a rilanciare i marchi storici inattivi, tuttavia per ora la Bianchina 2.0 rappresenta solo un accattivante progetto non ufficiale.

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