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Autovelox: entrano in vigore le nuove regole, spenti 850 dispositivi

Dal 12 luglio 850 autovelox in tutta Italia non sono più legittimi e saranno spenti. Il Ministro Salvini: «Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta».

Autovelox: entrano in vigore le nuove regole, spenti 850 dispositivi
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 12 lug 2026

Dopo un’attesa durata ben 34 anni, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale dell’8 giugno che introduce nuove e chiare regole nazionali per il funzionamento dei rilevatori di velocità. Le nuove norme, la cui entrata in vigore è prevista oggi 12 luglio, hanno l’obiettivo di fare ordine in quella che è stata definita una vera e propria “giungla” di dispositivi, stabilendo in modo rigoroso i requisiti per l’omologazione, la taratura e la verifica delle funzionalità degli apparecchi per la rilevazione delle violazioni stradali.

Giro di vite sui dispositivi irregolari

L’effetto più evidente della nuova normativa, definita una vera e propria “patente di affidabilità” per i dispositivi, è lo spegnimento (da oggi) di circa 850 autovelox ritenuti non più legittimi, in quanto sprovvisti della necessaria omologazione. Per poter tornare ad essere operativi, questi dispositivi dovranno essere sottoposti a rigide verifiche. Sono invece 3.150 i dispositivi che rimangono regolarmente in funzione in tutta Italia poiché già provvisti di tutti i requisiti di legge. Il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato positivamente questa stretta:

Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale.

Cosa cambia

Per semplificare l’adeguamento alle nuove norme, il decreto stabilisce che è prevista l’omologazione automatica per tutti gli autovelox che hanno ricevuto l’approvazione tecnica del ministero dopo il giugno del 2017. Per i dispositivi approvati prima di tale data, invece, sono stabilite delle procedure specifiche di verifica della documentazione e dei test tecnici per accertare l’idoneità e eventualmente permettere l’omologazione.

Come si è arrivati alle nuove norme

L’esigenza di una regolamentazione omogenea è nata anche a seguito di un lungo periodo – durato oltre tre decenni – di forte confusione giuridica. Come ricordato dal Codacons, la situazione è precipitata nell’aprile 2024, quando la Corte di Cassazione ha stabilito che erano nulle le sanzioni emesse dagli apparecchi solo “approvati” ma non “omologati”, aprendo la strada a un imponente contenzioso tra automobilisti e numerosi enti locali. L’associazione Assoutenti aveva stimato che circa il 71% degli autovelox installati sul territorio nazionale fosse fuorilegge.

Nonostante l’incertezza normativa, gli autovelox hanno sempre continuato a rappresentare una voce importante per le casse dei comuni italiani. Nel 2025 le sanzioni hanno generato incassi per 56,5 milioni di euro, anche se in calo dell’8,9% sull’anno precedente. Tra i comuni che hanno incassato di più c’è in testa Firenze con 19,7 milioni di euro, seguita da Bologna (9,2 milioni) e Milano (6,9 milioni). Ma ci sono anche piccoli comuni in grado di incassare introiti milionari, come Galatina in Puglia (5,3 milioni) o Colle Santa Lucia sulle Dolomiti (oltre 2 milioni).

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