Leapmotor B05, la prova: dinamica e divertente ha fatto tuning a Balocco! Video
La nuova Leapmotor B05 è una hatchback di segmento C completamente elettrica. Grazie al tuning delle sospensioni fatto a Balocco è divertente su strada ed ha un buon carattere sportivo garantito dal motore da 218 cavalli, prezzi a partire da meno di 30.000 euro.
Con il consolidamento del mercato italiano Leapmotor continua a mettere a segno un colpo dietro l’altro, grazie anche a proposte che arrivano fin da subito a suscitare molto interesse. Senza nemmeno citare la piccola T03, anche il SUV Leapmotor C10 ha saputo conquistare una ricca schiera di automobilisti, al punto che in Italia il brand della galassia Stellantis si è ritagliato una rispettabile percentuale di mercato. Come se non bastasse adesso è arrivato il momento di Leapmotor B05, che grazie a questa prova ho scoperto essere davvero piacevole e degna di nota.
Dimensioni da segmento C
La nuova Leapmotor B05 ha dimensioni che la inseriscono di diritto all’interno delle hatchback di segmento C. Parliamo di una lunghezza di 4,43 metri, associati poi a 2,73 metri di passo. Una lunghezza che la rende interessante – certo è di più di proposte europee, ma questi centimetri potrebbero fare la differenza – e che unita ad un’estetica molto filante e liscia potrebbe attirare non pochi clienti. Il design infatti propone delle linee molto morbide e che non apprezzano spigoli vivi, esattamente come siamo stati finora abituati a vedere su altre proposte del brand come la C10 e la B10. Certo in questo caso le carreggiate allargate lasciano pensare ad una maggiore compostezza ed una dinamica più spinta, che come vedremo trova anche una verità una volta dietro al volante, ma in Leapmotor non hanno comunque rinunciato all’idea di auto filante.
Il cofano anteriore sale leggiadro fino al montante A, senza troppe contaminazioni e favorendo anche l’aerodinamica complessiva dell’auto. Al contempo i gruppi ottici si sviluppano in orizzontale e vedono una firma luminosa anche personale, che sicuramente al centro vive con una barra orizzontale ma all’interno dei gruppi ottici principali le luci di posizione sono a puntini luminosi sfalsati. Lungo il fianco niente interrompe la linea delle porte, che per giunta hanno anche la chicca di vetri senza cornice, nemmeno le minigonne nella parte bassa. Certo un minimo di tocco di stile è fondamentale, tanto che nella parte bassa della carrozzeria il colore nero prende il sopravvento rispetto al giallo della carrozzeria di questa Leapmotor B05 in prova, ma è l’unica elaborazione sul tema che hanno preferito offrire. Anche le maniglie sono a scomparsa e quindi praticamente invisibili, mentre segnalo che lo specchietto lato guida ha anche il tag NFC per leggere la tessera che funge da chiave dell’auto. Peccato sia in quella – e solo quella! – posizione, perchè per aprire e chiudere di volta in volta l’auto bisogna poggiarla sullo specchietto sinistro. Questo a meno di usare l’app, sia ben inteso.
Al posteriore devo ammettere che la linea è decisamente sportiveggiante, perchè il lunotto è posizionato in alto anche se è al contempo piccolo, con un leggero spoiler ed i gruppi ottici che creano un distacco orizzontale molto evidente. Piacevoli da vedere e che anche in questo caso offrono un’illuminazione quasi del tutto continua , oltre ad integrare il pulsante di apertura del bagagliaio, piuttosto invisibile.
Sportiva sì, ma anche perfetta per tutti i giorni?
Gli interni di questa proposta cinese non potrebbero che vivere di una completa assenza di tasti. Tutto è ridotto al minimo: zero tasti sul tunnel e sulla plancia, pochi tasti sul volante, pochi tasti anche sulle porte. Fa parte di uno stile preciso che vede concentrare i comandi a partire dall’infotainment, come ormai sempre più spesso vediamo in giro. In compenso il risultato è quello di vedere elaborazioni sul tema, in fatti di inserti e superfici, sempre più articolate e personali. Nel caso della B05 la plancia di sviluppa in orizzontale ed ha anche degli inserti avanti al passeggero che servono per adattare una serie di accessori. O meglio servirebbero, perchè attualmente non ce ne sono di omologati in Italia ma solo in Cina. Spero arriveranno anche da noi perchè trovo questa adattabilità una leva molto forte per migliorare la qualità di vita a bordo di un’auto, potendo sfruttare ora un portatablet, ora un tavolino, ora altri accessori più disparati.
Il tunnel centrale si articola su due livelli, come ormai siamo abituati a vedere sulle auto elettriche dato che non c’è fisicamente una trasmissione che limita lo spazio. Nella parte bassa via libera a borse, borselli marsupi e chi più ne ha più ne metta, mentre superiormente il pad per la ricarica ad induzione è in prima fila ed è refrigerato, per evitare di surriscaldare il telefono, mentre di fianco ci sono portabibite e dietro il poggiabraccio con ovvio vano nella parte sottostante.
Doppia razza per il volante, che ha una silhouette sottile e geometrica, ma se c’è una cosa sulla quale voglio spendere qualche riga è lo spazio dei sedili. Sono larghi, al punto che credo nessuno abbia difficoltà ad accomodarcisi, ma i fianchetti forse non reggono molto le forze laterali poichè – spoiler – mi è capitato di scivolare leggermente di lato nel mezzo delle curve. Forse è il materiale o forse la conformazione, fatto sta che avrei preferito essere maggiormente “trattenuto".
Immancabile tablet centrale
Come anticipato al paragrafo superiore, anche Leapmotor B05 si affida al grande tablet centrale per assolvere le più svariate funzioni dell’auto. A partire dal cambio delle modalità di guida fino alla regolazione degli specchietti oppure l’apertura della tendina oscurante del tettuccio, che per inciso può aprirsi in 10 posizioni diverse, tutto passa dal tocco delle dita. Qualcuno può trovare un beneficio a tal proposito ed altri potrebbero trovare scomodo dover agire sempre su un display, ma ad onor del vero il menù delle funzioni di bordo è ben organizzato e schematico. Tra l’altro il display infotainment è da 14,6 pollici e con una risoluzioni 2,5k, quindi parliamo di un pannello ben visibile e sicuramente molto piacevole da guardare. Ci sono funzioni derivate direttamente dagli smartphone come l’abbassamento della tendina che scorre dalla parte superiore della cornice, che offre l’accesso ad una pagina di scorciatoie modificabili a proprio piacimento.
Avanti al volante la strumentazione è un piccolo pannello digitale a sviluppo orizzontale, che ha la particolarità di essere solidale al piantone di sterzo. Modificando quindi la posizione dello sterzo la strumentazione si muove con esso, con il risultato che risulta sempre visibile all’interno della corona volante a prescindere da come lo regoliate. Interessante fattore, che esclude quella scomodità di trovarsi il volante che può coprire parte della strumentazione in modo anomalo. Questo è possibile poichè le dimensioni lo permettono, chiaramente, ma altri produttori sono soliti affidarsi a pannelli più grandi, quindi in quei casi risulta impossibile da farsi.
Prova su strada Leapmotor B05
Lepmotor B05 ha lo scopo di rendere più sportivo, o sportiveggiante, il marchio. Ha proprio un’impostazione differente rispetto ai suv che sono già presenti nel listino del marchio cinese. Basti pensare che il tuning sospensivo è stato fatto a Balocco, proving ground storico di Stellantis, all’interno del quale è stato affinato per essere reso più incline ai gusti europei. E devo ammettere che ci sono riusciti, perchè da guidare su strada è un’auto decisamente piacevole. Partiamo dal presupposto che ha uno schema sospensivo MacPherson all’anteriore e multilink al posteriore, quindi un occhio di riguardo in fase di progetto ha voluto portare a movimenti di ruota molto più complessi e che permettono dinamiche ben più strutturate. Tutto questo preambolo per sottolineare che in curva questa B05 non rolla, ma anzi risulta sostenuta e segue molto bene le traiettorie. L’asse anteriore risponde molto bene agli input dati dallo sterzo e la direzionalità dell’auto è immediata, inserendosi velocemente in curva. Il cerchio da 19 pollici è sicuramente complice di un comportamento su strada votato maggiormente alla sportività, ma stavolta i tecnici hanno fatto un buon lavoro in relazione al target di clienti ai quali quest’auto vuole rivolgersi.
A far cadere una leggera ombra su questa prova di maturità della Leapmotor B05 ci pensa lo sterzo, che purtroppo filtra più di quanto avrei voluto per una guida sportiveggiante. Pur selezionando un carico volante elevato nelle impostazioni di personalizzazione di guida, ciò che scorre sotto l’asse anteriore lo si avverte con una certa difficoltà, portando così a contaminare l’esperienza di guida generale. In compenso sono molto avvertibili le sconnessioni dell’asfalto, poichè le regolazione rigida delle sospensioni fa sì copiare le asperità, ma arriva comunque qualcosa all’abitacolo. Il movimento di compressione ed estensione è progressivo e non vanno in difficoltà, ma ovviamente alla scocca dell’auto viene trasmesso qualche movimento in più se non c’è uno fondo stradale tra i migliori.
Motore singolo, trazione posteriore
Sicuramente la scelta di offrire la B05 con la sola opzione del motore posteriore e della trazione posteriore è una sorta di dichiarazione di intenti. Si tratta di un’auto elettrica che preferisce essere apprezzata per la possibilità di far divertire più che per altro. Ed a tal proposito la potenza di 218 cavalli ed i 240 Nm di coppia a disposizione li ho trovati ben dimensionati, senza eccessi che rischiano di essere troppo esuberanti per la meccanica e magari penalizzanti per la batteria. La risposta dell’acceleratore è calibrata sul morbido, tanto che evita di attaccare al sedile alla prima accelerata, ma poi si spinge in una buona progressione soprattutto con l’accelerazione più impetuosa selezionata sull’infotainment. Segnalo poi che c’è anche il launch control tra le varie opzioni, tanto per gradire.
Lasciando l’acceleratore si passa immediatamente in regime di frenata rigenerativa, che a sua volta ha una serie di livelli selezionabili dal tablet. C’è anche l’opzione di guida one pedal, definita come “L", ma l’attivazione o la disattivazione non possono essere fatte ad auto in marcia e questo l’ho trovato penalizzante.
Prestazioni e varianti disponibili
Una delle scelte possibili per la Leapmotor B05 è quella del taglio di batteria, poichè le opzioni a listino sono due. Da un lato c’è la variante con 56,2 kWh, dall’altra da 67,1 kWh. Non molto diverse tra loro ma che puntano a due stili di guida plausibilmente differenti, così come le necessità in gioco. Le autonomie sono infatti di 401 km nel primo caso e 482 km nel secondo caso, che potrebbe significare anche qualche giorno in più di utilizzo per un eventuale tragitto casa/lavoro settimanale.
La batteria si ricarica in corrente continua fino ad un picco di potenza di 168 kW, mentre classico valore di 11 kW per la ricarica in corrente alternata. Servono circa 17 minuti per far passare la batteria più grande dal 30 all’80%, così da darvi un’idea di tempo necessario. Per chi si stesse chiedendo come mai non hanno pensato di spingere ancora più su la potenza massima di ricarica comincio ad anticipare due fattori tecnicamente importanti: da un lato l’architettura non è da 800 V bensì da 400 V, quindi prevede prestazioni inferiori di carica e scarica della batteria, dall’altr0 la chimica di entrambe le batterie è LFP, che quindi accetta potenze massime leggermente inferiori rispetto le NMC.
Prezzi concorrenziali
Sicuramente la Leapmotor B05 è un’auto che va provata, perchè dopo questa prova mi sono reso conto di quanto questo brand cinese stia facendo progressi per integrarsi bene sul nostro territorio e nel nostro mercato. Sicuramente l’ausilio e le spalle larghe di Stellantis danno una forte mano, ma è anche vero che dal punto di vista dei feedback non restano in ascolto passivo bensì ottimizzano dei punti mirati. Il prezzo della versione con batteria più piccola parte da 26.900 euro, mentre per la batteria più grande si mette in conto un prezzo base di listino di 29.400 euro.