Cerca

Ducati entra nel mercato delle biciclette (premium)

Ducati entra nel ciclismo premium con il Gruppo Zecchetto. In arrivo tre modelli strada, gravel ed e-MTB sviluppati con Nibali e Viviani. Il debutto ufficiale a settembre.

Ducati entra nel mercato delle biciclette (premium)
Vai ai commenti
Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 13 lug 2026

Il tempio della velocità di Misano Adriatico ha tenuto a battesimo l’ultima sfida firmata Ducati. Durante la World Ducati Week, proprio mentre a Barcellona scattava il Tour de France, la casa di Borgo Panigale ha mostrato in anteprima mondiale il progetto di quella che diventerà a tutti gli effetti la sua nuova divisione biciclette premium. Non si tratta di un semplice esercizio di stile, ma di un ingresso ufficiale nel mercato dell’alto di gamma attraverso tre piattaforme distinte: una linea dedicata alla strada, una per il gravel e una mtb elettrica.

Chi si aspettava di conoscere subito ogni minimo dettaglio tecnico dovrà però pazientare ancora un po’. Le forme definitive, i componenti e gli allestimenti commerciali verranno svelati il prossimo 3 settembre, nella giornata di vigilia dell’International Bike Festival (IBF), l’evento scelto per il lancio definitivo sul mercato internazionale.

Un partner speciale

Per dare sostanza al progetto, a Borgo Panigale hanno scelto un partner di peso. Il Gruppo Zecchetto. Parliamo di un nome che da oltre trent’anni lavora nel ciclismo di vertice, specializzato nel trattamento del carbonio. Nei fatti, l’operazione sarà guidata da Diamant, costola del gruppo, che si occuperà di tutto il ciclo, dallo sviluppo iniziale fino alle linee di montaggio e alla rete di vendita. L’importanza dell’accordo si è vista chiaramente nel paddock di Misano, dove il CEO Philippe Zecchetto ha seguito il debutto fianco a fianco con l’amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali.

Per trasformare i primi disegni in mezzi capaci di aggredire il mercato high-performance, l’azienda ha schierato una squadra di tester che mette i brividi, unendo campioni arrivati dalla strada, dalla pista e dal downhill.

Vincenzo Nibali ha portato in dote la sua sensibilità unica nelle grandi corse a tappe, forte di un palmarès che vanta la tripla corona con Giro, Tour e Vuelta, oltre a Sanremo e Lombardia. Elia Viviani, oro olimpico a Rio 2016 e oltre 90 vittorie in carriera, ha vestito i panni del consulente di progetto, supervisionando ogni step tecnologico tra asfalto e velodromo. Insieme a loro hanno lavorato Alessandro Petacchi, velocista da 180 successi in carriera, e Gianni Bugno, due volte iridato e vincitore del Giro 1990.

Per la parte elettrica e fuoristrada, invece, la firma sulle geometrie della e-mtb ce l’ha messa Lorenzo Suding, più volte campione italiano di downhill.

Questo quintetto ha lavorato duramente su ogni singolo dettaglio strutturale: comportamento dinamico, angoli del telaio, stabilità e reattività nelle condizioni di utilizzo più estreme.

Quando le traiettorie uniscono due mondi

Il legame profondo tra moto e bici è emerso chiaramente in uno dei momenti più spettacolari del weekend romagnolo. Vincenzo Nibali ha infilato la tuta in pelle ed è sceso in pista per la prima volta nella sua vita in sella a una Ducati Panigale V4 S.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Vincenzo Nibali (@vincenzonibali)

Dopo una manciata di giri necessari per calibrare la velocità e la spinta del motore, lo Squalo ha trovato immediati punti di contatto con il suo mondo d’origine. La gestione delle curve, la precisione nello scegliere le traiettorie e lo spostamento del peso del corpo per bilanciare il mezzo sono dinamiche identiche, sia che si spinga sui pedali sia che si apra il gas. Cambiano i pesi in gioco e cambiano i parametri della velocità, ma la sensibilità richiesta per non sbagliare è esattamente la stessa.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento