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Stop alla vendita delle endotermiche in Italia dal 2035: ANFIA contro il Governo

13 Dicembre 2021 277

La notizia che il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) intende vietare la vendita delle auto endotermiche in Italia dal 2035 ha sorpreso e messo in allarme ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) che ha commentato duramente questa decisione.

La nota stampa diffusa ieri dal CITE è ambigua, poco chiara e smentisce nel titolo le volontà espresse da diversi membri del Governo sulla necessità di fare scelte ponderate per ottimizzare sforzi e obiettivi della transizione.

Effettivamente, le premesse erano ben differenti visto quanto emerso durante l'appuntamento COP26 e a seguito di diverse dichiarazioni da parte di alcuni esponenti del Governo Italiano. La decisione del CITE, dunque, è arrivata probabilmente inattesa.

La nota stampa diffusa ieri dal Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica - CITE ha sorpreso e messo in serio allarme le aziende della filiera produttiva automotive italiana – e, probabilmente, anche tutti gli imprenditori e le decine di migliaia di lavoratori che rischiano il posto a causa di un’accelerazione troppo spinta verso l’elettrificazione – non essendo coerente con le posizioni espresse, ancora poche ore prima, da autorevoli esponenti del Governo.

Si tratta di riferimenti a quanto accennato in precedenza e cioè alle precedenti dichiarazioni dei Ministri Cingolani e Giorgetti. In particolare, non si può non ricordare la proposta del Ministro dello Sviluppo economico della necessità di rivedere il pacchetto di proposte Fit for 55 della Commissione Europea, proprio in riferimento allo stop alla vendita delle endotermiche dal 2035. ANFIA fornisce anche qualche numero sulle conseguenze, soprattutto sul fronte dell'occupazione, della messa a bando dei motori endotermici per il 2035.

Solo qualche giorno fa, CLEPA, l’Associazione europea della componentistica, ha pubblicato uno studio in cui sono stati quantificati i danni, occupazionali ed economici, derivanti dalla possibile messa al bando dei motori a combustione interna al 2035 nei diversi Paesi manifatturieri a vocazione automotive, ed evidenziato che l’Italia rischia di perdere, al 2040, circa 73.000 posti di lavoro, di cui 67.000 già nel periodo 2025-2030. Siamo di fronte a perdite che le nuove professionalità legate all’elettrificazione dei veicoli non basteranno a compensare.

L'Associazione aggiunge che se il comunicato del CITE rispecchia realmente le posizioni del Governo italiano, il Comitato "non può non aver tenuto conto di questi impatti e, considerato il suo ruolo di organo di coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica, non può aver preso e comunicato alla stampa una decisione così forte senza aver contemporaneamente predisposto un piano di politica industriale per la transizione del settore automotive, operativo sin da oggi".

Per questo, ANFIA auspica un ripensamento o un chiarimento di quanto comunicato dal CITE. In ogni caso, si chiede al Governo italiano di "dare delle certezze alla filiera e definire al più presto la road map italiana per la transizione produttiva e della mobilità sostenibile".


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Commenti

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Maicol.Mar

Vedo che i numeri a te piacciono un casino: "gran parte" vuole infatti dire tutto.
Scioccamente ricordo che se la "Gran Parte" (mettiamoci le maiuscole che il discorso usando questa precisione si fa serio...) fosse anche il 70 % (e ne dubito fortemente), resterebbero nella sola Cina ancora 7,5 milioni di vendite di veicoli ICE ogni anno (considerando situazione statica, ma sappiamo che la Cina cresce e crescerà ancora par anni).
Ma tu sei libero di restare dell'opinione che il mercato globale vada nella direzione di azzerare la produzione di ICE entro una decina di anni e che nessuno vorrà produrre per soddisfare una richiesta (che in paesei che tra 10 anni potrebbero essere quelli emergenti sarà presumibilmente molto, anzi MOLTO, maggiore) che a livello mondiale sarà di qualche decina di milioni di veicoli lasciando per strada qualche centinaio di miioni di euro...

R_mzz

Nel 2030 saranno elettriche la maggior parte delle auto vendute in Europa, in Italia, in Cina e negli Stati Uniti.
Gradualmente sarà così in tutti i mercati globali.

Maicol.Mar

Se non sei in grado di capire un discorso in italiano basta saperlo.
Ma se ritieni che il mercato italiano sià più "produttivo" per un costruttore di ICE rispetto a quello cinese poiche da noi il 95% del venduto è ICE mentre in Cina solo l'85% è ICE dovresti farti un corso di economia.

Semplifico: preferiresti lavorare in un mercatoin cui la quota riservata al tuo prodotto sia "addirittura" il 95% di 1.000 unità/mese oppure "solo" l'85% di 25.000 unità/mese?

R_mzz

Tutto questo discorso per dire che è vero che sulle elettriche l’Italia è indietro rispetto alla Cina?
Bastava dire “hai ragione, non sapevo che in Cina vendessero così tante elettriche”.

Maicol.Mar

A leggere i numeri faziosamente hai pure ragione.
Ma se usassi serietà intellettuale vedresti che ogni mese in Cina si vendono circa 2 milioni di veicoli ovvero circa 25 milioni di veicoli all'anno. Circa 15/20 volte più di quanto si vende in Italia. Con una quota venduta che oscilla tra l'80 e il 90% di ICE contro un 10/20% di EV. (dati 2020 per entrambi i mercati. Nel 2021 in Cina a settembre son state vendute 1,58 milioni di vetture di cui 334.000 EV: incidenza del 21% in leggero aumento rispetto ad un anno prima)
Che la quota delle elettriche sia più alta rispetto all'Italia ci sta, ma numeri alla mano non vuol dire molto e resta logica la mia valutazione e "numericamente" molto poco utile quanto hai detto.
A mio avviso hai detto una cosa molto incompleta per tentar di portare acqua al tuo mulino. Escludendo che tu lo possa fare per ignoranza in riferimento all'argomento trattato, resta la malafede...

Ovviamente io ho parlato anche di altri mercati con evidenze ancora maggiori che tu hai ignorato e che rafforzano ulteriormente il discorso da me fatto.

Black_Codec

Si e io dovrei farmi in bici 150km al gg? Che devo vincere il giro d'Italia?

Sepp0

Più che lieto di andare in bici non appena il Paese mi offre lo stesso lavoro attuale a 5km di casa invece che a 50 - ovviamente a parità di stipendio - ).

piero

L'olanda è un enorme campo di calcio tutto in piano. Ci credo che vanno tutti in bici.

NotoriousNitro

Bhe che dire, non siamo d'accordo, il futuro ci dirà chi ha ragione

Giampiero Guarnerio

se si riesce a portare l'energia elettrica dal piano terra sino al quarto piano, si riuscirà anche a portarla dal piano terra al -1

Luigi722

Non credo le decisioni siano prese a cuor leggero da chi ci governa. È in atto un maremoto tecnologico e non potrà essere una sola nazione a cambiare direzione di marcia. Tanto vale indicarla e bene la direzione da prendere, costi quel che costi, meglio essere chiari, l'ambiguità non è per le imprese che devono investire miliardi e miliardi. Le endotermiche circoleranno per i prossimi 50 anni, quelle già prodotte, ma le risorse vanno utizzate per essere competitivi nel mercato mondiale, che sarà fatto di mobilità elettrica, di software e chip. I posti di lavoro sono stati già persi, tanti lavori sono scomparsi:carburatoristi, marmittari, elettrauto. Bisogna riconvertirsi, formarsi e specializzarsi, è la sola strada

DeeoK

Dai miei c'è una situazione simile ma, salvo alcuni servizi tipo gli ospedali, ogni paese, anche se piccolo, ha un suo insieme di servizi essenziali e commerciali. Certo, le frazioni non hanno nulla, ma in quel caso resta l'opzione distributore.

uncletoma

No perché si basa su norme UE solo per il comparto automotive.
Purtroppo il settore moto, quello scooter molto meno, è indietro nel passaggio all'elettrico, per naturali ragioni tecniche (attualmente accendo la moto, parto, viaggio, vado in riserva, mi fermo dal benzinaio, e poco dopo sono di nuovo in strada. Con le elettriche, a parte la minore efficienza della/e batteria/e e un peggiore rapporto tra kw e km, come farei? L'unica soluzione praticabile, imho, sarebbe una rete di battery swap point europasiatica, ma avrebbe senso se tutti i costruttori usano le stesse, identiche batterie, o ci fosse tra le varie marche una piena compatibilità.
Un'altra soluzione potrebbe venire dalla ricarica wireless, tipo quella dei cellulari, ma quanto tempo ci vorrebbe per far si che l'intera rete stradale e autostradale nazionale e non sia pronta?
A Roma, che non levano i sampietrini nemmeno se ne andasse della loro vita (ed è così), ci vorrebbero secoli.

TheBoss

Anche i motori elettrici hanno una curva di coppia e potenza che non rendono indifferente il regime di rotazione… ma d’altronde che ne sanno in Bosch ? ti prego manda il tuo curriculum e questo post, eviterai un disastro.
Buona serata

italba

Per un motore elettrico girare a 1000 giri o a 5000 è esattamente la stessa cosa, la potenza che può erogare è sempre la massima che possono assorbire gli avvolgimenti. Per come sono strutturati i motori oggi è opportuno avere un riduttore per non dover fare il motore troppo ingombrante, ma il motivo è solo questo. I motori a flusso assiale che si stanno sperimentando adesso ne potrebbero anche fare a meno

kanna mustafa

Tutto molto bello ma in città inedificabili tipo genova , piene di condominii con pochi box auto, dove ricarichi ste auto ?

Signor Rossi
Ennio

I sindacati e le associazioni servono solo a rompere le palle ai governi…

E chi voti? Fai come fai, sono tanti partitelli che volente o nolente finiscono in un governo a larga maggioranza altrimenti non riescono a governare da soli.

Me la terrò, amen :)

Fabrizio

Non ne sono così sicuro, il blocco legislativo può avere effetti contrapposti:
- I produttori non avranno più un motivo per investire su nuovi motori termici e ibridi moderni ed ecologici, dato che gli sarà proibito di venderli in pochi anni. E dato che i motori influenzano il pianale, non ci saranno proprio più auto nuove termiche o ibride in poco tempo
- Gli ecoincentivi pubblici saranno tutti voltati all'EV, alterando le logiche di mercato e non stimolando il ricambio generazionale delle auto vecchie con altre che soddisfano oggi le esigenze di gran parte della popolazione.

Senza avere un limite legislativo la situazione sarebbe decorsa seguendo le naturali logiche di mercato: chi può prendere una EV se la prenderà, chi non può si prende una ibrida economica ed efficiente.

Avremo una nicchia di acquirenti con le EV e una gran parte di popolazione che tirerà avanti con gli scassoni vecchi e pericolosi all'infinito (a meno che ne blocchino proprio la vendita)

italba

Appunto, quelli furbi si sono messi a produrre zappe per i trattori ed hanno continuato allegramente a lavorare, gli "iriducibbili" che pensavano di poter costruire in eterno la stessa zappa che faceva il loro bisnonno con forgia, martello ed incudine hsnno giustamente chiuso bottega

Aiitu kurosawa

Stai attento, che sono in programma nuove norme comunitarie anche sugli immobili: dal 2033 quelli di categoria energetica e, f e g non potranno essere più venduti né ereditati. Quindi prima della macchina elettrica, ci sarà il problema della casa…

ACTARUS

Anche i trattori hanno le zappe

NotoriousNitro

"e sará impossibile farlo in futuro" questo non puoi saperlo adesso

TheBoss

rispetto ad un cambio manuale... ma rispetto a nessun cambio (ovvero al solo riduttore finale) ? Bosch (ma non credo sia sola) sta sviluppando un piccolo CVT proprio per ottimizzare la trazione e quindi i consumi

nickmot

No, l'opposto!
nessuno impedisca niente e ognuno compri ció che gli é piú comodo e che ritiene migliore o che puó permettersi.

Non devi imporre al pensionato con l'orto di comprarsi il trattore al posto della zappa e nemmeno impedire che venga venduto il trattore per non scontentare i produttori di zappe.

italba

Ma fammi capire, secondo te bisognava impedire la vendita dei trattori per non scontentare i produttori di zappe?

GinoK

C'è questa credenza incredibile che altri stati siano pronti a un passaggio così drastico e veloce. Non è così.
Salvo pochi casi gran parte dell'Europa non è pronta, quindi posso scommettere che entro il 2030 la cosa slitterà di altri 10-15 anni, ma non lo faccio perché la quota è troppo vicina all'1.00

E K

L'elettrico non é il balzo in avanti che speriamo, sposta solo il problema e lo riduce marginalmente. Ma senza questo distacco, il prossimo balzo sará ben piú complicato ed in ritardo. E l'Italia purtroppo tende a tenere il piede sul freno per quanto riguarda le innovazioni da alcuni secoli ormai.

nickmot

No, una serie di piccoli comuni, un po' sparpagliati per questioni geografiche che hanno formato diverse unioni dei comuni e concentrato il grosso dei servizi nei comuni con piú spazio e abitanti.

Moreno

la transizione ci sará, ma drogare in questo modo il mercato non é corretto, basta incentivi, basta divieti di circolazione e basta c*****. se l'elettrico é davvero il pazzesco balzo in avanti in termini di tecnologia (e lo é o almeno lo sará) la transizione sará graduale e sensata, come si sta spingendo purtroppo non lo é

DeeoK

Deve essere tipo qualcuno dei comuni dormitorio che ho visto vicino Milano: solo case, zero servizi commerciali, le case sono generalmente palazzine.
Ma si parla comunque di comuni con ben più di 5000 abitati e per i quali mettere dei simil distributori ha senso commercialmente, esattamente come trovavi normali distributori di benzina.

nickmot

QUi é una valle.
I centri abitati sono principalmente fatti da file di palazzi continui lungo la strada principale.

Moreno

le batterie attualmente sono difficilissime da riparare e saldate al telaio, impossibile aggiornarle e sará impossibile farlo in futuro

DeeoK

Guarda, no.
I miei stanno in un comunque ampiamente sotto i 5000 abitati e ci sono servizi commerciali in tempi ragionevoli, i garage sono diffusi così come le villette di campagna con terreno dove farci quel che ti pare.
Essere in un comune piccolo e non avere nessun servizio, un garage e neanche una pertinenza privata non è una cosa diffusa. Meno le aree sono urbanizzate e più le abitazioni sono basse e sparse. Abitazioni basse e sparse significa generalmente garage e terreni.

nickmot

Certo che sono comuni e diffuse.

In Italia ci sono 5.532 comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 69,99% del numero totale dei comuni italiani.
Devi aggiungere pure quelli tra 5000 e 10000 abitanti e scoprirai che la realtá é che sono proprio la situazione piú diffusa.

DeeoK

E dovresti capire da te che non è la colonnina il problema principale di queste situazioni, né che siano situazioni comuni o anche solo diffuse.

nickmot

Si, ho sbagliato a nascere, effettivamente non nascendo non avrei avuto quel problema.

Ah, in effetti ho sbagliato pure a sposarmi, che ora mi ritrovo sul groppone una casa ed una ex moglie che non vuole accettare che i prezzi siano diversi.
peró, guarda che qui le percorrenze sono maggiori, non minori, proprio perché tutto é sparso.
Solo per fare i regali di natale mi sono fatto oltre 100Km in un giorno, domani me ne sparo 120 per andare a lavoro, sabato 25 per fare la spesa, etc.

DeeoK

Non è chiaramente sufficiente ma neanche al nord è sufficiente per ora se non per qualcuno fortunato. Quasi tutti quelli con l'elettrica hanno la possibilità di ricarica domestica.
Al di là di questo, vivere in un'area scarsamente urbanizzata con pochi servizi commerciali e nessuna disponibilità di spazi privati di ricarica vuol dire aver sbagliato qualcosa in passato. Considerate le percorrenze medie per i più la ricarica una volta a settimana mentre fanno la spesa è più che sufficiente, quindi la soluzione per quelle zone è gestibile. E' molto più complicato per le zone altamente urbanizzate per via della domanda di energia estremamente altalenante.

NotoriousNitro

Concordo, ma la tua proposta non vanifica l'altra, possono essere portate avanti entrambe. Se il blocco della vendita dei veicoli parte dal 2035 è plausibile pensare che attorno al 2030 i veicoli tradizionali subiscano un forte calo dei prezzi e quindi diventino appetibili per coloro che tendono a non cambiare auto.

nickmot

Ripeto, la realtá é molto piú complessa anche per quanto riguarda i servizi commerciali e la disponibilitá di garage o posti privati.

Poi se volgiamo considerare le 2 colonnine al centro commerciale a 11Km di distanza come infrastruttura sufficente...

NotoriousNitro

Non credo di aver capito...

Tsaeb

Le base gamma avranno 40 pile stilo al posto del pacco batteria al litio.

DeeoK

Perché c'è una potenziale domanda molto più bassa, per questo lì difficilmente diventeranno diffuse. D'altro canto anche le aree meno urbanizzate hanno servizi commerciali, di conseguenza mettere lì le colonnine ne garantisce un certo ritorno. Inoltre quelle sono le aree dove è più facile che i più abbiano garage o posti privati per ricaricare.

nonècosì

un commento serio invece uno pieno di aria fritta?

Fabrizio

Se ti guardi intorno in certe zone d'Italia è facile vedere mezzi di 30 anni fa o anche più, sia auto che commerciali.
Prima delle EV punterei a sostituire tutti quelli con mezzi Euro 6/7, vedi che i polmoni ne guadagnerebbero...perchè rimane sempre il rischio che chi usa quei mezzi non li sostituisca con un'ev ma continui ad usarli ad oltranza, quindi il blocco assoluto al 2035 è comunque un rischio.
Per come sta andando il mercato non c'è bisogno di una legge

R_mzz

Veramente rispetto alla Cina, sulle elettriche, siamo noi quelli “indietro”.
In Cina la quota di mercato delle elettriche è più alta rispetto all’Italia.
Anche in India si investe sulle elettriche.

NotoriousNitro

I motori che vengono prodotti oggi sono già al limite con l'efficentamento, gli "scassoni" del 2035 saranno i motori top di oggi

nickmot

Nelle cittá trovi le infrastrutture piú o meno ovunque.
Sono le aree meno urbanizzate il problema.

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