Russia, la benzina è quasi finita: caos sulle strade e ai distributori
Gli automobilisti russi stanno vivendo delle giornate difficili, tra infinite code e prezzi alle stelle presso i distributori di benzina
L’aumento dei prezzi dei carburanti si è esteso anche a Paesi lontani dall’Europa. Gli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere hanno aggravato già una situazione generalizzata di crisi, tra costi in crescita, lunghe code ai distributori e nuovi attacchi ucraini contro le infrastrutture e la logistica petrolifera di Mosca.
L’offensiva dei droni ucraini agli impianti energetici russi ha limitato le forniture di benzina e diesel, portando a restrizioni nella maggior parte delle regioni. Il vicepremier Aleksandr Novak ha assicurato, durante una riunione di governo, che “la situazione dei carburanti rimane tesa”, a causa anche del “picco della domanda estiva” e alle “riparazioni non programmate” nelle raffinerie.
Prezzi in costante aumento
Presso i distributori il prezzo della benzina è lievitato del 11,6%, mentre in svariate regioni russe gli automobilisti si sono ritrovati imbottigliati in lunghe code. In alcuni casi ci sono volute ore per un rifornimento e non sono mancati episodi di violenza. In molti hanno deciso di approfittare della situazione emergenziale per passare all’elettrico. Yevgeniy Zabelin, proprietario di una concessionaria di auto cinesi, ha annunciato a Reuters che EN Cars che vende da due a tre EV al giorno, rispetto ai due o tre al mese di poche settimane fa.
Con i prezzi alla pompa saliti in Russia di quasi il 12%, su base annua tra gennaio e maggio, il car market green sta esplodendo, ma la rete infrastrutturale non riesce a coprire il fabbisogno energetico del Paese. Media locali affermano che nelle regioni di Irkutsk, San Pietroburgo, Kaliningrad, Kaluga, Krasnodar, Sverdlovsk e Tatarstan, oltre che a Izhevsk, Chita e Cheboksary la situazione sia emergenziale.
Il vice primo ministro della Russia Novak ha anticipato la possibilità di vietare per alcuni mesi anche le esportazioni di diesel. Mosca ha già bloccato fino alla fine del mese le esportazioni di benzina e di carburante per aerei. Un eventuale divieto di esportazione di diesel russo durerebbe solo pochi mesi, contribuendo ad evitare carenze sul mercato interno.
Autorità a secco
La crisi sta colpendo pesantemente la regione di Vologda, dove il governatore Georgy Filimonov ha annunciato sul suo canale Telegram di essere rimasto senza benzina mentre era alla guida dell’auto. Nel suo caso è stata una volante della polizia a garantirgli un passaggio, ma tantissimi cittadini russi stanno rimanendo a piedi.
Il governatore aveva invitato gli automobilisti a non farsi prendere dal panico ed evitare lunghe code presso i distributori. “Siamo tutti sulla stessa barca, stiamo lavorando per risolvere i problemi in corso”, ha annunciato Filimonov. I droni ucraini hanno di recente colpito otto petroliere della cosiddetta “flotta fantasma” di Mosca nel Mare d’Azov. Per ora gli unici in Russia a godere sono i proprietari di concessionarie di EV cinesi che potrebbero continuare a fare affari d’oro.