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Perché i cuscini berlinesi si stanno diffondendo nelle nostre città: per cosa sono utili

Sempre più città italiane sperimentano i cuscini berlinesi, i dossi selettivi che rallentano le auto senza ostacolare biciclette, autobus e mezzi di soccorso

Perché i cuscini berlinesi si stanno diffondendo nelle nostre città: per cosa sono utili
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 6 lug 2026

Negli ultimi mesi, le strade di molte città italiane hanno iniziato a ospitare una tecnologia – che non è una novità assoluta – che andrà a mutare lo scenario della mobilità urbana: i cuscini berlinesi. Parliamo di dossi rialzati, solitamente di forma quadrata e realizzati in gomma, che vengono collocati al centro della carreggiata. A differenza dei dossi tradizionali, che attraversano l’intera larghezza della strada, questi dispositivi occupano solamente la parte centrale per un paio di metri circa. Il loro nome arriva ovviamente dalla capitale tedesca, dove sono stati introdotti per la prima volta.

Come funzionano e perché sono utili

L’efficacia dei cuscini berlinesi sta proprio nella loro capacità di essere selettivi. La loro larghezza è ideata per “disturbare” esclusivamente le autovetture: gli automobilisti sono infatti costretti a salirvi sopra con almeno due ruote, un’azione che induce a rallentare la velocità in modo naturale per evitare scossoni.

Il vero punto di forza, tuttavia, viene fuori nel rapporto con gli altri utenti della strada. Essendo più stretti della carreggiata, i cuscini berlinesi consentono alle biciclette e ai motocicli di passare agevolmente ai lati senza alcuna interferenza. Ancora più rilevante è il vantaggio per i mezzi pesanti e di emergenza: autobus e ambulanze, avendo una carreggiata più larga rispetto a quella di un’auto, possono scavalcare il dosso posizionando le ruote esternamente ad esso, evitando rallentamenti critici o sobbalzi per i passeggeri e i pazienti trasportati.

La diffusione in Italia

Il motivo per cui questi dispositivi si stanno diffondendo in modo così rapido è legato alla necessità di istituire le cosiddette “Zone 30”, aree urbane dove il limite di velocità è ridotto per tutelare i pedoni e i residenti. A Bergamo, per esempio, l’amministrazione ha avviato l’installazione dei cuscini in ben 13 punti strategici della città, come via Rosa e via Marzanica, con l’obiettivo di ridurre il rischio di incidenti stradali. Anche la giunta di Milano ha mostrato un forte interesse, inviando al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) la richiesta per autorizzare l’installazione in 15 strade del capoluogo lombardo.

Va sottolineato che, attualmente, l’uso dei cuscini berlinesi non è ancora contemplato in via ordinaria dal Codice della Strada italiano. Per questo motivo, ogni installazione deve essere preventivamente autorizzata dal Ministero, che decide caso per caso la possibilità di procedere con la sperimentazione in una determinata via. Nonostante questo iter burocratico, la loro efficacia pratica — già ampiamente dimostrata all’estero, ad esempio nei Paesi Bassi — sta spingendo sempre più comuni italiani a richiederne l’impiego.

I cuscini berlinesi rappresentano una bella opportunità per la mobilità moderna: uno strumento capace di rallentare la corsa dei veicoli a motore senza penalizzare il trasporto pubblico o la mobilità dolce, garantendo una convivenza più sicura e armoniosa tra tutti gli attori dello spazio urbano.

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