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Questa hypercar si guida come una moto: da utopia a realtà

Pilotare una hypercar come una moto stradale può diventare l’ultima folle idea dell’industria delle quattro ruote

Questa hypercar si guida come una moto: da utopia a realtà
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 3 lug 2026

I costruttori sono alla ricerca di novità tecniche in grado di lasciare meravigliati facoltosi collezionisti che hanno provato di tutto e possiedono già delle hypercar in garage. Una startup di Amsterdam ha deciso di sperimentare l’auto che si guida come una moto stradale in un interscambio di idee inedito. Unire le soluzioni del mondo delle due ruote con quello dell’automotive ha richiesto lo studio di materiali e proposte elettroniche estreme.

L’idea avrà stimolato la fantasia di progettisti di auto con la passione delle moto. Sanrivatti, costuttore con sede Amsterdam, è guidato dal giovane uruguaiano Santiago Sánchez Rivero. Quest’ultimo, a soli 23 anni, ha investito nella soluzione con l’anomala, quanto mai scomoda, posizione di guida da moto nell’hypercar. Per ora la vettura è sprovvista di nome e si basa sul concetto battezzato Apex Position: il guidatore non si siede, ma sta disteso in avanti, prono, faccia rivolta verso la strada, come un pilota di MotoGP.

I vantaggi della soluzione

Come in un film di fantascienza, il guidatore sarebbe coinvolto in uno stile diverso da quello abituale per una maggiore libertà. Su una moto sportiva, pilota e mezzo si muovono come un unico corpo e ogni spostamento di peso crea un effetto immediato sulla dinamica. In una tradizionale hypercar, inevitabilmente, tra guidatore e meccanica si frappongono strati di architettura, sistemi e abitudini consolidate. Secondo Santiago Sánchez Rivero la potenza delle auto sportive è cresciuta a dismisura nel corso degli ultimi anni, ma il rapporto tra chi guida e la macchina è rimasto fermo.

Il marchio olandese non ha intenzione ad aggiungere cavalli o appendici aerodinamiche, ma migliorare il piacere di guida con un coinvolgimento maggiore. Sulla vettura si avrebbe così una sensibilità diretta come sulle Superbike, ma ci chiediamo cosa accadrebbe in caso di incidente frontale. Il guidatore risulterebbe esposto nella posizione avanzata, al di là del problema confort e di accesso all’abitacolo.

Idea stravagante

Vi sarebbe posto per un solo occupante, con l’eventuale passeggero alle spalle del motociclista, senza poter godere di una visuale chiara della strada. Il render di Sanrivatti si è trasformato già in un prototipo funzionante, un concept con ruote che sarà utile per analizzare la postura, l’equilibrio e linee di visuale.

La successiva fase sarà incentrata sugli aspetti aerodinamici e telaistici, con l’obiettivo di realizzare un prodotto avanzato che possa incuriosire una fascia di milionari. Nel progetto sono coinvolti Paul Arkesden, ex responsabile dell’ingegneria di Singer e tra gli artefici della McLaren P1, insieme a tecnici di assoluta esperienza che hanno lavorato in Lotus e in Bentley. Sono tanti i concept che poi non sono arrivati alla produzione nell’ambito delle hypercar, ma le vie del mercato sono infinite, proprio come le idee.

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