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La "Fulvietta" dell'impresa rally del '72 rivive in una mostra a Monaco

Il Grimaldi Forum ospita oltre 130 anni di storia dei motori a Monaco. Tra le icone esposte spunta la leggendaria Lancia Fulvia HF dell'Heritage Hub di Torino

La "Fulvietta" dell'impresa rally del '72 rivive in una mostra a Monaco
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 3 lug 2026

Dal 1° luglio al 6 settembre, il Grimaldi Forum Monaco rompe gli schemi e si trasforma in un garage d’eccezione per la mostra “Monaco e l’automobile, dal 1893 a oggi". Niente retorica, parlano i numeri. Ben 3.500 metri quadrati per raccontare una vera e propria ossessione di famiglia, quella del Principato per i motori.

Il percorso mette in fila tre storie parallele. C’è il fascino d’altri tempi dei concorsi d’eleganza nati nel 1897 a due passi dal Casino; ci sono le fatiche e il fango del Rally di Monte-Carlo, che resiste dal 1911; e poi c’è la velocità pura del Gran Premio cittadino, che dal 1929 blocca le strade di Monaco per la corsa più famosa del mondo. Per dare forma a questo racconto l’esposizione punta su pezzi pesanti: una ventina di auto da rally e una trentina di monoposto da Gran Premio che hanno fatto la storia mondiale del motorsport.

Il ritorno della “numero 14": l’impresa sul Col de Turini

Il pezzo forte dell’intera esposizione è un pezzo di storia del motorsport italiano. parliamo della Lancia Fulvia 1600 HF con il numero di gara 14. La vettura, che arriva direttamente dalla collezione torinese dell’Heritage HUB, è diventata leggenda il 28 gennaio 1972. Quel giorno, l’equipaggio formato da Sandro Munari e Mario Mannucci riuscì a vincere il Rally di Monte-Carlo dominando la prova speciale del Col de Turini in condizioni impossibili, tra neve, ghiaccio, vento e pioggia battente.

A fare la differenza contro avversari molto più potenti fu la tecnica: la “Fulvietta" sfruttò al massimo la manovrabilità della trazione anteriore e un bilanciamento perfetto tra peso e potenza, mentre le auto rivali andavano in crisi pagando l’eccesso di cavalli e la trazione posteriore.

L’esemplare in mostra a Monaco non è stato restaurato per nasconderne il passato. La carrozzeria rossa e il cofano nero opaco, studiato all’epoca per non far riflettere la luce, portano ancora i segni reali di quella corsa. Sul cofano spicca la scritta “Lancia – Italia“, un legame indissolubile con Sandro Munari, il “Drago" di Cavarzere recentemente scomparso.

Negli anni ’70, Munari ha dominato la scena dei rally con la Lancia, collezionando quattro successi al Monte-Carlo (nel 1972 con la Fulvia HF e tre vittorie consecutive tra il ’75 e il ’77 sulla Stratos) e conquistando nel 1977 la Coppa FIA Piloti, primo italiano a riuscirci.

Dai motoscafi Riva alle concessionarie

La Fulvia Coupé debuttò nel 1965, due anni dopo la versione berlina. A disegnarla fu Piero Castagnero, che scelse di ispirarsi alle linee pulite dei motoscafi Riva per dare vita a una 2+2 sportiva ma dalle forme pulite ed eleganti. Spinta da un motore a quattro cilindri a V, poi declinato in varie cilindrate da 1.2 a 1.6 litri, la vettura fu un successo di vendite immediato e trovò la sua dimensione naturale nelle competizioni, diventando il pilastro della Squadra Corse HF Lancia.

La storica notte del “Monte" del 1972 arrivò quando la Fulvia era già un’auto matura e vincente: i primi trionfi pesanti erano arrivati nel 1969 al Rally dell’Elba con Barbasio, a cui seguirono i primi posti di Källström in Spagna e al RAC in Inghilterra. Quella vittoria monegasca, però, diede una spinta commerciale enorme, prolungando la carriera della Coupé sul mercato fino al 1976. Per festeggiare l’impresa, la casa torinese creò anche una serie speciale: la Fulvia Coupé 1.3 S “Monte-Carlo", ispirata nei colori e nell’estetica proprio alla mitica numero 14.

La collezione a Mirafiori e le informazioni per la visita

Quando non si trova in trasferta a Monaco, la Fulvia HF risiede all’Heritage HUB di Torino, all’interno dell’ex Officina 81 nello storico comprensorio industriale di Mirafiori. Lo spazio ospita quasi 400 vetture storiche dei marchi italiani del Gruppo Stellantis, offrendo un viaggio completo nel design automobilistico torinese, arricchito di recente anche dall’arrivo della collezione ASI Bertone.

L’Heritage HUB è aperto al pubblico tutti i giorni della settimana, tranne il lunedì. Per entrare è necessario acquistare i biglietti in anticipo online attraverso il link ufficiale. Per la visita si può scegliere tra due formule: il tour autonomo durante i giorni feriali o la visita guidata nei fine settimana.

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